image_pdfimage_print

Riti e ricorrenze

Il 1° maggio, conquistato dai lavoratori con grandi lotte, a partire dal 1° maggio 1886, quando i sindacati organizzarono a Chicago uno sciopero per rivendicare la giornata lavorativa di otto ore (8 lavoro, 8 dormire, 8 per rilassarsi) ha attraversato ormai due secoli, ma rimane nella memoria di chi, con questa festa laica, vuole ricordare la fatica e le lotte per migliorare le condizioni di chi lavora, ma che doveva essere una festa di tutti, per conquistare una società migliore per tutti, l'ideale "Sole dell'avvenire".

In questi due secoli tante cose sono cambiate, ma altre sembrano ritornare.

Nel 1886 si lottava per 8 ore per sopravvivere alle condizioni disumane delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori, delle condizioni di città invivibili per la nocività, sono state raccontate dagli scrittori inglesi, dove l'industralizzazione è partita e si è estesa nei paesi dell'Europa occidentale e anche negli USA, per poi estendersi in altri paesi che si univano ai paesi capitalisti.

Nel tempo la lotta capitale-lavoro sembrava spostarsi a favore dei lavoratori, conquiste ne sono state, almeno in  Europa, migliori condizioni di lavoro (36 ore), diritti sindacali (per avere i propri rappresentanti), la pensione (per avere garantita una vecchiaia decente), la sanità pubblica (per potersi curare), anche la casa (per chi non poteva permettersi di comprarla).

Ma finito il ciclo espansivo dell'industrie, i capitali hanno iniziato ad attaccare quelle che erano le roccafori operaie, che avevano permesso queste conquiste.

La delocalizzazione delle fabbriche prima all'est, poi nel sud-est e poi ove veniva garantito nessun controllo sul lavoro, niente sindacati, niente limiti di orario, condizioni assurde di lavoro, paghe che nell'occidente non ti garantiscono nemmeno un panino, niente scioperi.

Adesso qualcuno pensa che le scelte fatte dall'industrie non siano etiche,ma si subiscono e si accettano.

Qualche volta si ha notizia di morti in fabbriche disumane, l'ultima in Bangladesh, altre volte in Cina.

Qualche volta si ha notizia di scioperi anche in quelle nazioni, ma ai lavoratori non è permesso organizzarsi da quelle parti e nemmeno in occidente tutto funziona liscio, si attaccano diritti sindacali che erano patrimonio dei lavoratori, adesso ti chiedono di lavorare in condizioni peggiori, nelle fabbriche in cui ancora si lavora, con il rischio che altrimenti la fabbrica chiuda.

Ti do un lavoro, ma scordati i diritti precedenti.

Ha iniziato la Fiat ricattando i lavoratori, o accettate le mie condizioni o sposto l'azienda, non vi è permesso di scioperare e il sindacato che non accetta queste condizioni va fuori dalla fabbrica, alcuni sindacati si erano opposti, altri avevano sponsorizzato il ricatto.

Oggi gli stessi sindacati tutti insieme, favorevoli e contrari, accettano quel ricatto, firmano quell'accordo e chi non firma gli accordi, approvati a maggioranza, non parteciperà più alle trattative.

Difendono i loro interessi, le loro burocrazie, le loro alleanze, escludono chi non si adegua.

Oggi alcuni negozi sono aperti, oggi 1° maggio, come anche tante domeniche, come altre feste, perché il profitto è al di sopra di una vita di relazioni.

Siamo tornati indietro agli inizi dell'industrializzazione, da una parte padroni e sindacati, dall'altra i lavoratori, i precari, i disoccupati.

Oggi a Torino, come gli anni precedenti il Sindaco di Torino,e il partito che dovrebbero rappresentare quelle lotte, in quanto votato da quei lavoratori che hanno ottenuto quelle conquiste, è stato fischiato.

Fa parte delle ricorrenze, ma ci ricorda che il mondo cambia, ma anche chi ha goduto delle lotte dei lavoratori.Torino che è stato all'avanguardia delle lotte dei lavoratori, ha una memoria da elefante.

Le contestazioni di oggi

    Share