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CITTADINI E LAVORATORI CONTRO I POTERI

Tra qualche giorno, il 17, gli elettori tornano a votare per il referendum sulle Trivelle, per chiudere da subito i pozzi attivi e non  fino a quando il greggio non si esaurisca.

In Italia i referendum sono stati a partire da quello storico sul divorzio del 1974 un esercizio di democrazia che ha messo in crisi la normale prassi di gestione della cosa pubblica, che era assolta dal parlamento.

Nel tempo ha perso la sua forza di proposta dal basso, ma in questi ultimi anni ha riconquistato una funzione di rimessa in discussione delle scelte dei governanti,  nel caso specifico il referendum per rendere l'acqua di  nuovo gestita solo dalla parte pubblica, malgrado i diversi governi continuino a volere la partecipazione privata nella gestione dell'acqua.

Si è aperta una nuova fase di rimessa in discussione delle decisioni assunte dall'ultimo governo, che tende sempre di più a restringere gli spazi di dibattito, accentrando le decisioni nelle mani dell'esecutivo, che invece di lasciare al parlamento le proposte di legge e le decisioni, ha avocato a se le ultime leggi, scuola, modifica Costituzione, leggi elettorali a forza di voti di fiducia.

In modo semplice un accentramento di poteri tanto più pericoloso, quando le decisioni  sono assunte da organi sovranazionali.

La democrazia è un lusso nell'occidente neoliberista, oltre a togliere diritti sindacali e dei lavoratori, diminuire le garanzie su sanità e pensioni, è fondamentale eliminare le decisioni delle assemblee, quali che fossero inutili, inutile ciarpame, laccioli per il governante che si assume con la forza le decisioni importanti, quasi che fosse lui il capo a cui affidarsi, il buon padre da ascoltare e non contestare e da riverire.

Invece da anni assistiamo a tanti fermenti di base in tutto il mondo, dal Messico nel 1994 passando per Genova 2001, attraversando la Spagna e gli Stati Uniti e al momento fermandosi in Francia, dove un forte movimento di base si oppone all'ennesimo attacco ai diritti dei lavoratori e alla precarizzazione dei rapporti di lavoro per i giovani.

Se non si torna al tempo della schiavitù e perché i diritti sono una conquista da smantellare pezzo per pezzo, ma ci sono ancora le resistenze collettive che non dimenticano quello che altri hanno conquistato.

L'Italia malgrado tutte le difficoltà ha sempre continuato ad opporsi a questi tentativi di smantellamento dei diritti sociali ed ha contrastato qualsiasi tentativo dei governi di avocare a se le decisioni su localizzazioni di industrie, sui trasporti, sulle energie ed anche su scelte internazionali.

Parlo di NoTAV, NoTRIV, NoMUOS, NoGRANDINAVI, NoBuonaScuola, miscuglio di rivendicazioni del diritto dei cittadini a contare nelle scelte dei governanti, spesso rivendicazioni che si intrecciano e che vedono delle volte le stesse associazioni in tutte queste battaglie.

Una forza che si estende dal Nord al Sud, ValSusa e Niscemi, Venezia e Pescara, attraversando tutti i territori.

La democrazia dal basso contro la centralizzazione del governo, un modello che nel tempo è stato assunto in tutto il mondo e che continua a trovare adepti perché nessuno ha il diritto di scegliere al posto tuo, quando le decisioni prese sono in contrasto con il diritto alla vita delle comunità locali, ma anche di intere aree nel caso delle perforazioni del mare.

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Elenco di alcune iniziative dal basso

Aggiornamenti sulle iniziative NOFRONTEX del prossimo fine settimana a Catania e sulla sentenza del CGA del 14 Aprile sul MUOS

https://www.facebook.com/events/100910573640979/

www.carovanemigranti.org

http://www.nomuos.info/no-frontex-si-ai-diritti/

https://www.facebook.com/468545723307207/photos/p.546084332220012/546084332220012/?type=3&theater

https://www.facebook.com/events/1728503220742089

http://www.nomuos.info/la-perizia-del-collegio-dei-ministri/

http://www.nomuos.info/schema-del-giudizio-amministrativo-sul-muos-curato-da-avv-sebastiano-papandrea/

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