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GIOVANI E VECCHI SIAMO TUTTI PRECARI!

La Controriforma Fornero delle pensioni è stata una vera e propria operazione di bio- politica che ha provocato vera e propria sofferenza, un sovrac carico nervoso, talvolta fonte di veri e propri danni alla salute a tutti quei lavoratori che prossimi alla pensione per età e per contributi si sono visti “rubare “ il futuro.
In particolare noi insegnanti Quota 96 abbiamo subito, in questi tre anni quella ” precarizzazione delle esistenze”, che ormai non riguarda solo i giovani, ma ci coinvolge tutti indipendentemente dall’ età.
Non stiamo a tracciare il percorso fatto di promesse deluse e beffe offensive che la “ giovane” e proterva classe politica ci ha riservato fino ad oggi!
Nella stessa logica che connota l’operazione Fornero si inquadra la Controriforma renzista della scuola.
Centrale all’interno del progetto complessivo appare la figura dell’insegnante , che viene ridisegnata sulla base di una visione aziendalistica estranea alla funzione che la scuola dovrebbe svolgere in quanto “Istituzione della Repubblica “ e non come “azienda di servizi all’utenza”.
La” mala scuola” di Renzi porta avanti un progetto di scuola che ormai da più di vent’anni si tenta di imporre e che come insegnanti ci ha logorato con il progressivo avvilimento del nostro status , non solo sul piano retributivo, ma soprattutto sul piano della nostra “autorevolezza” e della” percezione di sé”.
La scuola immaginaria, che la classe dirigente e i media amano narrare , in crisi profonda, inefficace e inefficiente, scollata dalla società in continua trasformazione, dove insegnanti e studenti vivacchiano senza passioni, a poco a poco si sta materializzando e come un subdolo morbo ci avvelena e rende insopportabile il mestiere di insegnante anche a chi in una lunga carriera ha interpretato il proprio ruolo con piacere e passione.
Noi insegnanti alle soglie della pensione , oltre che precarizzati veniamo continuamente colpevolizzati , il nostro savoir faire pedagogico, costruito in anni di relazione in classe, viene considerato come un vecchio e superato strumento dell’insegnante artigiano, non adeguato al modello tecnologico-efficientista che si vuole imporre.
In questi anni il nostro mestiere è stato stravolto e l’insegnante sempre più modificato in burocrate della conoscenza, impiegato annoiato e subalterno , esecutore privo di passione e quindi incapace di accenderla nei giovani suoi allievi. Altro che “erotica dell’insegnamento”…!
La scuola delle “passioni tristi” , la scuola “ipercognitivista” delle competenze si fonda su una concezione meramente utilitaristica del sapere , che fa prevalere il principio di prestazione, la misurabilità, la pretesa di efficienza di stampo aziendalistico, opprime l’insegnante, caricato di un pesante sentimento di inadeguatezza.
La stessa enfasi con la quale si spinge per cancellare criteri di progressione di carriera legati all’anzianità, introducendo meccanismi premiali per nulla trasparenti, suscita una tensione ansiogena tra gli insegnanti messi in competizione per quattro soldi in più e soggetti agli umori del Dirigente.
Chi ha insegnato per 35 anni e più non aspira a ” fare carriera “ fuori dalle classi nello “staff” del Dirigente, personalmente ritengo che uno dei motivi che mi hanno sostenuto nel mio mestiere di insegnante sia la soddisfazione che ogni tanto , ahimè sempre meno, provo quando accendo una scintilla di vero coinvolgimento emotivo e intellettuale nei miei studenti.
Respingo quindi con sdegno la proposta che la Ministra Giannini ventilò, dopo l’ennesima beffa ai danni di noi QUOTA96 nell’Agosto scorso, quando ci prospettò una possibile “promozione” in un fantomatico organico funzionale, devoto alle” magnifiche sorti e progressive” della scuolaccia renzista.
Non cadiamo nel tranello di chi vuole dipingere come “fannulloni” gli “stressati del lavoro”, che sono in aumento , viste le trasformazioni del lavoro, che hanno reso alcune professioni”intellettuali” come appunto l’insegnamento sempre più a rischio stress.
Si riconosca piuttosto finalmente che il lavoro dell’insegnante è usurante e che non si possono trattenere in servizio coloro, come i Quota96, che in questi anni, di feroci attacchi ai diritti, hanno subito un logorio nervoso, che non permette più loro di svolgere il proprio “mestiere” in modo soddisfacente per sé e proficuo per i propri allievi.
QUOTA 96 I DIRITTI NON SI ROTTAMANO!

Carlo Morgando

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