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La calda estate di Siderno e l’inquinamento dei pozzi a Pantanizzi

Come Comitato a Difesa della Salute dei Cittadini Sidernesi, insieme all’Amministrazione e agli agli Comitati ambientalisti e associazioni presenti sul territorio, abbiamo organizzato la manifestazione “Siderno Salvati”, l’otto di luglio che ci ha dato più forza per continuare nella lotta perché Siderno sia “Free Chimica”.
Abbiamo dovuto scontrarci con i pericoli della non partecipazione, smentita dalla folta presenza dei cittadini, ma molto di più dall’accusa che il periodo non fosse adatto, a causa del periodo estivo e dell’arrivo dei “turisti” a Siderno e quindi l’effetto negativo che una manifestazione in piena estate avrebbe comportato su chi avesse voluto scegliere Siderno come meta.
Non ci interessa fare polemiche, ma ad estate conclusa possiamo dire che i problemi restano e quindi non vorremmo trovarci la prossima estate a dover discutere delle stesse problematiche, anche se i problemi della salute per molti cittadini e le loro famiglie che sono ammalati di gravi patologie sono prioritari e indifferibili.
Siamo partiti ad aprile 2016 per occuparci della questione SIKA e non pensavamo che esplodesse il caso ex- BP a settembre 2016.
E’ passato un anno dalla prima assemblea (27 settembre all’YMCA) e grazie al contributo di tutti qualcosa abbiamo smosso, la manifestazione ci ha fatto fare passi avanti, una maggiore attenzione da parte della Regione sulle questioni ambientali a Siderno, compreso il problema di San Leo.
Nessuna delle tre problematiche è facile da risolvere, ci vuole tempo, tenacia e costanza.
Abbiamo messo come Amministrazione, Comitati e Associazioni questi tre punti nell’agenda della Regione e stiamo continuando ad occuparci giornalmente, interloquendo con la stessa per trovare le soluzioni.
Ci vogliamo soffermare per il momento sull’inquinamento dei pozzi, con l’intenzione di trattare in articoli successivi la bonifica exBP e la risoluzione della puzza di San Leo.
Ribadiamo che per noi e per i cittadini residenti di Pantanizzi la presenza della SIKA è incompatibile, in quanto le emissioni in atmosfera di sostanze tossiche e in alcuni casi potenzialmente cancerogene non ci lasciano tranquilli, malgrado l’azienda rispetti le norme previste.
Abbiamo esperienze in tutta Italia che dimostrano che spesso dopo tanti anni molti cittadini scoprono che la tal fabbrica ha inquinato torrenti, i terreni e i cittadini hanno malattie non previste, di casi simili potremmo fare un lungo elenco.
Il diritto al lavoro non deve contrapporsi al diritto alla salute e deve valere per qualsiasi territorio.
Non vogliamo che Siderno diventi il ricettacolo delle aziende a rischio (BP, SIKA, inceneritore).
Non vogliamo soffermarmi su questioni tecniche approfondite, però vogliamo far riflettere sul fatto che si afferma che i numeri (dati) sono la base indiscutibile per affrontare i problemi dell’inquinamento.
Parliamo delle analisi effettuate da fine novembre 2016 fino a luglio 2017 sia da Arpacal si dalla stessa SIKA, perchè non danno gli stessi risultati.
Sono state fatte quattro analisi nei piezometri della SIKA (novembre, gennaio, aprile e luglio) da parte dell’azienda, in quanto obbligata dal Piano di Controllo e Monitoraggio dopo la concessione da parte della Regione dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) a fare controlli periodici.
Un piccolo inciso, per anni l’AIA non era stata richiesta, in quanto secondo l’azienda per il tipo di produzione non era necessaria, solo la determinazione dell’Assessorato Ambiente della Regione aveva costretto la SIKA a fare le pratiche necessarie affinché la fabbrica potesse proseguire nell’attività (una delle due linee di produzione era stata sospesa sia a luglio che a settembre 2016).
Successivamente all’informazione obbligatoria ricevuta da parte della SIKA dopo i risultati delle analisi di novembre, l’Arpacal ha iniziato a fare controlli (gennaio, aprile e luglio).
I risultati di novembre erano fortemente preoccupanti in quanto alcune sostanze presentavano valori di centinaia di volte maggiori del valore consentito.
Parliamo di sostanze cancerogene (trielina, cloroformio e tetracloroetilene), non di colibatteri, che non sono piacevoli, ma non comportano tossicità e in alcuni casi morte.
Ribadiamo che abbiamo confrontato i risultati ottenuti dalla SIKA in un laboratorio privato e quelli dell’ARPACAL in un proprio laboratorio.
Il dato di novembre è lo stesso perchè ARPACAL non aveva partecipato ai prelievi, invece negli altri tre prelievi contestualmente avevano preso dei campioni e li avevano portati nei due laboratori.
Si sa che laboratori diversi danno risultati diversi, quindi spesso occorre rifare i prelievi e le analisi, ma per poter capire e affrontare un problema sarebbe opportuno che i dati possano confrontarsi o almeno avere un andamento simile, altrimenti si rimane perplessi.
La Regione ha stanziato dei fondi, acquisiti dal Comune per fare un piano di caratterizzazione della zona intorno alla SIKA e insieme anche a noi si sta lavorando per scegliere le zone in cui scavare dei piezometri e rifare le analisi.
In alcuni piezometri i dati sono confrontabili, in altri completamente diversi.
Ci soffermiamo su questo punto, in quanto ragionando su valori diversi si arriva a conclusioni diverse per quanto riguarda l’origine della fonte inquinante.
Non molto tempo fa si pensava da parte di Arpacal che l’inquinamento potesse venire da una fonte distante dai punti in cui si si sono fatte le analisi.
Adesso si tende a pensare che l’origine possa derivare da sostanze sotterranee intorno alla SIKA.
Noi non abbiamo certezze e non vogliamo accusare nessuno sino a quando non ci saranno studi approfonditi sulla zona che dovrebbero iniziare appena la Regione approverà il piano di caratterizzazione definitivo da un momento all’altro.

Un “dato” è certo, intorno alla SIKA ci sono veleni! Chi ha inquinato quella zona?

Per poter capire i grafici allegati, il valore 12,23 di CLOROFORMIO significa 75 volte il valore normale; il valore 28,01 di TRIELINA corrisponde a 18 volte il valore di riferimento; il valore 424,7 di TETRACLOROETILENE è circa 400 volte maggiore del valore limite.

 

 

Confronto dati piezometro 5 Cloroformio ( valore limite 0,15 microg/l)

 

Confronto dati piezometro 4 Trielina (valore limite 1,5 microg/l)

 

 

 

Confronto dati piezometro 1 Tetracloroetilene (valore limite 1,1 microg/l)

Comitato a Difesa della Salute dei Cittadini Sidernesi

Servizio di Telemia, sabato 7 ottobre 2017

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