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Paese reale e casta!

 

Assistere ai dibattiti televisivi significa essere masochisti, ma spesso sei costretto dagli eventi.

Su Agorà di oggi tra l'altro si è parlato di scuola, se ne era parlato anche venerdì con Bernocchi dei Cobas, oggi era il giorno ufficiale dell'apertura della scuola e da Palermo in diretta venivano mandate le interviste di chi era lì a protestare davanti alla scuola Puglisi di Brancaccio, nella quale Renzi era andato per l'apertura ufficiale.

Tra questi precari e Q96, più altri.

Volevo solo tagliare il pezzo da inviare su Youtube su Q96 e precari, ma in attesa che il PC lavorasse ho dovuto ascoltare il solito chiacchiericcio dei parlamentari in studio, tra questi Elisabetta Gardini di FI e Gianfranco Fini, ex MSI, ex AN, ex popolo della libertà, ex FLI e altro che non ricordo e Davide Ermini del PD, più Chicco Testa, ex ambientalista fino all'87, poi eletto parlamentare fino al 94 e da questo momento  assurto a dirigente aziendale prima di nomina politica (Acea di Roma) e poi a ruoli più importanti in diversi settori industriali, dimostrando una adattabilità da invidiare, uno che si occupa di energia, telefoni, trasporti....

Gianfranco Fini è abbastanza conosciuto per essere stato il compare affidabile del Berlusconi, fino a quando non è stato cacciato, ma responsabile in primo luogo dello sfacelo a cui  il paese è stato ridotto, compresa la scuola, grazie alla grande intelligenza e lungimiranza della Gelmini.

La Gardini è più conosciuta per la sua carriera di attrice e star televisiva, che per quanto riguarda il suo impegno di parlamentare.

Ermini e la Gardini, affermano di essere figli di docenti e forse hanno dimenticato la fatica dei loro genitori.

Durante l'intervista di Francesco Vertillo ascoltate le loro voci in sottofondo, non ascoltano, chiacchierano indifferenti, gli altri che parlano sono voci di fondo, ascoltano e prendono in giro.

Parlamentari di lungo corso, che la fatica delle convenienze e delle amicizie giuste hanno dovuto sperimentare e mantenere.

Rapporti di conoscenza e di capacità di adattamento ai diversi contesti, senza vergogna!

Blaterano le solite frasi di circostanza, il merito, dicono che andare in pensione a 63 anni non è possibile, anche se hai 41 anni di contributi!

I loro meriti e le loro capacità per cui hanno assunto quei ruoli sono per i comuni mortali imperscrutabili.

Hanno già la vecchiaia assicurata, pensate che pensione o vitalizio percepiranno e si permettono di discutere se è giusto assumere persone che lavorano da decenni.

Non occorre esprimere giudizi o valutazioni, forse la noia, ma un fastidio a dover ancora sopportare questa casta indifferente ai più elementari diritti delle persone normali, dalle loro calde sedie e dai loro privilegi garantiti.

Da Agorà estate 15 settembre 2014

 

 

 

La manifestazione al quartiere Brancaccio a Palermo

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Report di Rina Anzaldi  e Rosa Anna Saporetti

C’erano circa 200 persone al presidio per il benvenuto al renzino, molti studenti, molti precari di varie sub categorie, lavoratori senza lavoro tra i quali gli edili e poi noi, pochi, Quota 96, appena una decina!
Il presidio è stato abbastanza vivace e colorato eravamo guardati a vista dai celerini che non ci facevano avvicinare nel modo più assoluto (per questioni di sicurezza).
Come quota 96 siamo stati intervistati da tutte le televisioni presenti e da alcuni giornalisti della carta stampata, ma, come molti di voi hanno potuto rendersi conto, nessuna intervista ai quota 96 è stata messa in onda.
Per interposta persona, comunque, siamo arrivati a Renzi. Gli abbiamo fatto pervenire una lettera, che di seguito riportiamo, attraverso l’assessore comunale della PI Barbara Evola che tra l’altro è una precaria della scuola che sarebbe interessata al nostro pensionamento.
Barbara ha avuto modo di avvicinarsi a Renzi e nel consegnargli la lettera per conto dei Quota 96, Renzi ha risposto che “è un grosso problema ma lo risolveremo”.
Copia della lettera è stata consegnata anche ad alcuni organi di stampa e ad esponenti del PD locale vicini a Renzi, i quali, tanto per cambiare, ci hanno promesso che proveranno a spingere, anche loro, per una soluzione del problema in tempi brevi (è probabile che in Sicilia ci avviciniamo ad una campagna elettorale!!!!).

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo RENZI

Signor Presidente, oggi è iniziato il nuovo anno scolastico e i docenti e ata di quota 96 si vedono costretti a ritornare in classe perchè ancora dopo 33 mesi non è stato loro riconosciuto il diritto acquisito ad andare in pensione dal 1 settembre 2012.
Ci sentiamo imprigionati, da 33 mesi, da una mancanza di volontà politica prima del governo Monti, poi Letta e ora da Lei signor Presidente, nel sanare un errore tecnico della riforma pensionistica Fornero.
Che si tratti di un mero errore materiale è ormai acclarato, la stessa ex ministro Fornero lo ha dichiarato, tutto il parlamento ha votato lo scorso luglio un emendamento al DL 90 per poter mettere fine a questa ingiustizia perpetrata ai danni di circa 4000 docenti e ata, che sicuramente non meritano di vedersi calpestato un diritto dallo stesso organo istituzionale che è garante della giustizia e della legalità.
Lei signor Presidente, appena un mese fa, ha fatto dichiarazioni sull’emendamento soppresso dal senato il 5 agosto, assicurando che sarebbe stato inserito nel Decreto scuola al primo consiglio dei ministri dopo la pausa estiva, per poter pensionare i quota 96 già dal 1 settembre 2014 e stabilizzare altrettanti precari.
Dove sono finite le promesse? La credibilità delle sue affermazioni sul mondo della scuola è molto vacillante.
Come possiamo credere che nel 2015 il suo governo stabilizzerà 150.000 precari se non vuole stabilizzarne appena 4000 già da quest’anno mandando in pensione i 4000 quota 96?
Le chiediamo che il primo passo del suo cammino tracciato verso la “buona scuola” sia quello di svecchiare il corpo docente cominciando ad emanare subito il decreto ad hoc promesso ai quota 96 e ai precari.

Palermo, 15 settembre 2014
Comitati quota 96 e precari della scuola

 

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