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NEL PALAZZO DEL POTERE

Oggi ho partecipato a un incontro con l'onorevole Baretta del PD, nella sua veste di sottosegretario del MEF e in rappresentanza della Ragioneria dello Stato.

E' stato un incontro, richiesto dalle varie sigle degli esodati, dei macchinisti e della scuola, concesso dal sottosegretario come gesto di cortesia.

Egli ha ascoltato le richieste che ognuno ha voluto presentare, iniziando dagli esodati, che malgrado una parte di loro sia stata "salvaguardata" (nel senso che si sono messi dei fondi nel bilancio dello stato per accompagnarli alla pensione), rimangono ex-lavoratori, che non si trovano nelle condizioni previste dalle norme di legge a favore di situazioni simili alle loro.

In una situazione di crisi economica è difficile prevedere quanti altri lavoratori da un momento all'altro, a qualche anno dalla pensione, rischiano di trovarsi senza lavoro e senza pensione.

Si stanno creando nuove situazioni, la platea sta crescendo, nella VI salvaguardia sono stati inseriti anche i lavoratori a termine e questo sta a significare che ormai la crisi colpisce duro e che la politica non sa governare questi fenomeni.

Risulta dalla discussione che i dati dei report dell'INPS cambiano di giorno in giorno e che le previsioni che hanno portato a stabilire una certa platea e ad approvare una certa legge, qualche anno dopo si dimostrano non vere, in quanto il quadro è cambiato, tanto per capirci la II salvaguardia che aveva previsto una platea potenziale di 55 mila esodati è stata ridotta a 35 mila, perché le domande certificate dal'INPS superano di poco le 16 mila e quindi sanno che nel tempo potrebbero arrivare al massimo a 35 mila.

Stesso discorso sulla IV da 9 mila, ridotta a 5 mila. Soldi che lo stato non deve più prevedere e che sono diventati "risparmi" rispetto a quanto era stato stanziato e quindi possono essere destinati alla salvaguardia di altri, nel caso specifico i "nuovi" 32.100 approvati dalla VI salvaguardia, in effetti sono solo 8 mila (compresi 4 mila lavoratori a termine), 24 mila sono vecchie situazioni alle quali è stata estesa la data per presentare domanda.

D'altra parte in quel tavolo c'erano situazioni non previste, una diversa dall'altra, il gruppo donne, la rete degli esodati, i ferrovieri e la scuola.

Basta una riga in più, stabilire una data, un refuso per trovarsi da una parte all'altra.

I docenti del 1952 fuori perchè il termine del 31 dicembre 2011 non tiene conto del fatto che l'anno scolastico termina il 31 agosto e i docenti hanno una sola uscita, non tenere conto che i macchinisti fanno un lavoro usurante e idem le maestre che non possono lavorare fino a 67 anni, come ha fatto notare anche Baretta.

Macchinisti che a 67 anni spesso non ci arrivano per il tipo di lavoro che svolgono.

Ci si trova a 60 anni con 41 anni di lavoro escluso dalle salvaguardie perché la legge ha stabilito una data e la tua situazione si è verificata 15 giorni dopo, basterebbe poco per risolvere alcune situazioni, altrimenti aspetterai ancora 7 anni da disoccupato, chi ti prende al lavoro a 61 anni?

  • Invece di unirsi trovi sempre qualcuno che vuole privilegiare la sua situazione, una parte degli esodati, pervicacemente ha insistito che macchinisti e lavoratori della scuola non sono esodati, malgrado Baretta ha chiarito che malgrado siano situazioni differenti fanno parte delle urgenze da risolvere e  altri esodati li hanno zittiti  affermando che quelli parlavano solo per una parte e non per tutti.

Vogliono un tavolo separato che affronti la loro situazione e così sarà per Baretta, ma i tempi degli incontri sono brevi e di nuovi tavoli di confronto per adesso non se ne vedono, in quanto nel governo ci sono vedute diverse per affrontare le questioni.

Se passa la linea delle salvaguardie, servono soldi e non si può arrivare a una soluzione strutturale; se invece si affrontano le problematiche in modo strutturale occorre inserire un quadro che definisca tutte le situazioni in atto, per evitare di dover riaprire le finestre ogni qual volta si rifericano situazioni non previste.

I tempi della discussione non si vedono all'orizzonte, sarà a fine anno con la legge di stabilità?

Occorre aspettare per sapere quale linea passerà salvaguardie o riforma strutturale?

La riforma strutturale è complessa, ma potrebbe significare che tutti, compreso chi è stato già fregato dalla norma Fornero venga catapultato e quindi con il rischio di essere fregati due volte.

Come ha detto Baretta alle osservazioni di una del gruppo donne, vuole andare in pensiono o no? Se cambiamo la legge va in pensione, ma alle nuove condizioni, anche se si rende conto che il problema è complesso e non sa quali saranno le nuove condizioni, quota 100, flessibilità, norma prefornero.

Secondo lui norme prefornero sono da non considerare, forse flessibilità e contributivo per tutti, ma sono solo sue considerazioni.

A proposito della Fornero, dei suoi pianti di coccodrillo e dei suoi ripensamenti: la notte del decreto è stata inflessibile, non ha voluto tenere conto del fatto che la sua rigidità nel fissare la data del 31 dicembre 2011 per tutti, avrebbe creato queste situazioni, gli esodati e non solo.

Come si dice due facce: una privata che non guarda in faccia nessuno, ligia al dovere di massacrare lavoratori e pensionandi secondo gli ordini ricevuti dall'alto, grazie Napolitano della tua scelta lungimirante di aver arruolato il salvatore della patria Monti.

L'altra faccia, quella pubblica "buona" per nascondere il suo vero ruolo, ancora più cattivo perché prende anche in giro, dietro la sua faccia di buona signora dell'alta borghesia, che con quelle scelte ha salvaguardato le loro rendite finanaziarie, le loro grandi proprietà.

La lotta di classe non fa sconti, vince chi ha il potere nelle mani, hanno vinto loro, dimostrando che basta una finanziaria per ridurre al lastrico milioni di persone.

Non servono colpi di stato, mandare i militari e le polizie nelle strade a contenere le rivolte, basta un semplice atto, un decreto legge e tu sei sistemato.

Le rivolte, le rivoluzioni lasciamole a quelli in basso che quando si accorgeranno delle conseguenze delle nostre scelte non avranno più forza per reagire, ormai sono sconfitti e divisi, con i loro inetti sindacati. Noi siamo signori, non lavoratori!

  • Finiamo con i Quota100+ (ex-quota96), Baretta sa  che per i lavoratori della scuola la scadenza è il 31 agosto di ogni anno, che molto probabilmente alcuni della scuola andranno quest'anno in pensione e quindi si è meno di 4 mila e di conseguenza i fondi necessari sono inferiori ai 430 milioni e che è urgente trovare la soluzione, ha fatto capire che la VI salvaguardia ha rimandato la decisione per Quota100+, avendo utilizzato tutti  i fondi disponibili e che sarebbe stato possibile "inserirci", in qualche modo, nella PdL 224, cassata per decisione di Poletti, che ha preferito la salvaguardia.

Ci sono varie proposte per trovare entro agosto i fondi per Quota100+?

E' possibile trovare da qualche fondo del MIUR residui non spesi per quest'anno?

Il MOF è ridotto al minimo, dopo l'intervento per il recupero sugli scatti, è difficile trovare per quest'anno 30 milioni per i meno di 4 mila aventi diritto rimasti e poi integrarlo come hanno fatto per la VI salvaguardia, attingendo al fondo per l'occupazione del ministero del Lavoro?

Ministro Giannini è impossibile? Sindacati avreste obiezioni da fare? Per gli scatti va bene; per le pensioni, da due anni bloccati non si può fare? Avremmo molti colleghi che non farebbero obiezioni e sarebbero dalla nostra parte!

E se i fondi per la sicurezza delle scuole, emergenza improcrastinabile e indifferibile, previsti in più anni 3,5 miliardi, per il 2014 impegnati meno di 1 miliardo,  non venissero tutti utilizzati per problemi di tempistica, non potrebbe trovarsi per quest'anno uno storno, da rimpinguare a fine anno?

Inserirla nella proposta Madia della riforma della PA, come sembrano intenzionati e come è uscito dall'impegno durante la discussione del 2 e 3 luglio alla camera e dall'ordine del giorno della Marzana, votato alla camera?

Vedremo la prossima settimana, se si passano il cerino, in attesa che qualcuno si decida ad affrontare la situazione, oppure il cerino finisce in mano ai Quota100+ che quest'anno bruceranno un altro anno e vedranno svanire le illusioni!

Per tutti, questa settimana di luglio ci ha permesso di riportare alla discussione la nostra questione e malgrado un gruppo di esodati, è stato grazie alla unione con esodati e macchinisti.

La storia ci ha sempre insegnato questo, divisi si perde, uniti si è più forti, non lo si dimentichi in futuro, anche se non sempre si vince.

Che dire dei palazzi del potere? Sono tristi e tetri, silenziosi e supercontrollati, con girelli da attraversare, lunghi corridoi e porte chiuse, dove eleborano e decidono della tua vita e tu non lo sai, basta che un impiegato, un dirigente  faccia un calcolo errato e tu ti trovi per anni in balia della sorte.

Ho fatto osservare, un po' arrabbiato, che mi trovavo, in quella situazione e a quella riunione, con due anni di lavoro in più perchè non sanno fare i calcoli e che non è concepibile che si facciano errori così marchiani, calcolare 20 miliardi di risparmi, cifra enorme, invece dei reali 80/90 miliardi che si risparmieranno, è una vergogna e occorrerebbe chiudere quello stato.

A Roma c'erano 30 gradi, caldo insopportabile, come la nostra situazione.

Andrò al sud al mare tra qualche giorno, vorrei proseguire le mie vacanze anche dopo il 1° settembre!

La mobilitazione del 2 luglio: le lotte si saldano e proseguono

La mobilitazione del 2 luglio con i presidi a Montecitorio e al MEF nel pomeriggio, ha visto per la prima volta insieme i comitati degli esodati, dei ferrovieri “Ancora in Marcia”, i lavoratori quota 96 e i quota96 Cobas, l’associazione “diritto alla pensione” e una rappresentanza dei precari della scuola, diverse categorie unite da un denominatore comune “i massacrati della riforma Fornero” tutte in piazza per rivendicare la soluzione definitiva: aver riconosciuto il diritto già acquisito della pensione secondo le regole antefornero.

Questa alleanza è risultata positiva, è stata di richiamo per i media, interviste in diretta da RAI NEWS 24, HispanTV e giornalisti vari , ed importante nella prospettiva di rafforzare il fronte di lotta perché ancora la strada è tutta in salita.

Il governo Renzi, con il ritiro della pdl 224 approvata all’unanimità dalla Commissione Lavoro e che rappresentava la soluzione definitiva per queste categorie, ripiegando con una sesta salvaguardia per 32.100 esodati, ha espresso una inequivocabile volontà: non vuole toccare la Riforma Fornero, né sanare gli errori o meglio gli orrori che ha prodotto.

Al presidio sono intervenuti diversi parlamentari ai quali abbiamo manifestato le proteste e le critiche in particolare a Fassina (PD) già sottosegretario all’economia, che avrebbe potuto risolvere le vicende sopraelencate con la legge di stabilità del 2014.

Gli interventi del gruppo SEL (Airaudo, Marcon e Pannarale) ci hanno confermato ancora una volta il loro sostegno e annunciato che l' emendamento per Q96 bocciato in commissione, è stato presentato in aula per essere votato il 3 luglio, (ottima scelta che ha dirottato il dibattito parlamentare di questi giorni sulla vicenda quota 96 anche sé ne ha visto la bocciatura). Anche l’on. Di Salvo e Migliore (Gruppo Misto) ci hanno dichiarato il loro impegno a risolvere gli errori della Fornero (ma hanno votato con la maggioranza approvando l’emendamento governativo che ammazza il lavoro di un anno della commissione parlamentare). Sono anche intervenuti i parlamentari del M5S Walter Rizzetto (vicepresidente della commissione Lavoro) e Davide Tripiedi, anche loro ci hanno preannunciato che si sarebbero battuti per l’approvazione dell’emendamento, ma che le possibilità di una sua approvazione erano molto improbabili.

Dagli interventi dei parlamentari emergeva la chiara sensazione di non potere incidere minimamente sugli aspetti economici non avendo alcun potere decisionale nel merito, in poche parole il parlamento è esautorato dal governo e dalla troika europea.

A fine presidio una delegazione è stata ricevuta dal presidente della commissione Lavoro On. Cesare Damiano insieme agli on. Gnecchi, Fassina, Incerti. Il 4 luglio la delegazione sarà ricevuta dal sottosegretario del MEF, Baretta.

Tutti gli interventi dei componenti la delegazione hanno espresso contrarietà alla “soluzione strutturale” della riforma Fornero annunciata dal ministro Poletti e rivendicata dagli esponenti del PD che ci hanno ricevuto, con la flessibilità a partire dai 62 anni con delle penalizzazioni, alla quota 100, all’adozione del calcolo contributivo esteso anche agli uomini, al prestito pensionistico APA. Proposta inaccettabile perché si tratta di soluzioni i cui costi sono a discapito dei lavoratori, mentre dalle stesse stime INPS risulta che i risparmi della Fornero nel 2020 ammonteranno oltre 80 MLD contro i 22 preventivati. Ci sono i soldi per sanare gli errori ma anche per ritornare alle vecchie quote. Abbiamo fortemente denunciato l’operato dell’INPS per la scarsa trasparenza, perché ha falsato i numeri e i conti, ha nascosto i risparmi delle precedenti salvaguardie in combutta con la Ragioneria dello Stato mettendo in atto una strategia politica per bocciare tutte le proposte di legge e le coperture per sanare l’errore di Q96.

Anche in aula, durante la discussione, i parlamentari hanno denunciato che i dati INPS non sono credibili e che la RGS interviene nel merito delle scelte politiche, esulando dai suoi compiti.

Alle nostre critiche, gli onorevoli hanno risposto con i soliti rinvii e incertezze sulle risorse, che le soluzioni saranno inserite nella prossima legge di stabilità, e che per quota 96 l'On Incerti (relatrice della PdL 249 Ghizzoni Marzana) tentava di rassicurarci, preannunciando quanto dichiarato oggi in aula dal presidente della commissione Bilancio On Boccia ovvero l'inserimento di un emendamento al decreto Madia sulla riforma della pubblica amministrazione per accelerare i tempi e per arrivare alla soluzione entro agosto.

Ancora una volta l’On. Boccia, oggi 3 luglio, con le sue dichiarazioni in aula prova a illudere e far sognare i 4000 docenti, ata e precari che da 30 mesi reclamano giustizia. Ma l'On Boccia è in grado di convincere Padoan a impegnare le risorse?

Ci aspettiamo coerenza e credibilità da quei parlamentari in particolare del partito di governo che ormai promettono da 30 mesi che risolveranno l'errore.

Il tempo delle promesse è scaduto!

Chiediamo a tutti i gruppi parlamentari di avanzare la richiesta al governo di emanare un decreto legge specifico su quota 96 a carattere di urgenza entro il mese di agosto

Quota96 Cobas

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