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Il diritto al dissenso  

Quando la burocrazia vuole superarsi nella sua stupidità ci riesce.

Dopo una battaglia mediatica che ha coinvolto personalità importanti e docenti dell'Università, con discussioni sui giornali, che è proseguita sia prima che dopo le prove Invalsi e con una raccolta di firme su un appello lanciato dai Cobas, tendente a mettere in discussione la validità di un metodo di valutazione inutile e dispendioso di denari ed energie, si arriva al paradosso di volere punire chi in vari modi si è opposto alla prove INVALSI.

Le proteste quest'anno oltre al forte impatto mediatico, di cui accennavo, hanno rimesso in discussione l'opportunità dei test, con un accenno critico da parte di un sottosegretario e dello stesso ministro.

Ma molto di più ha colpito l'iniziativa di sciopero dei docenti, che hanno scioperato 3 giorni, 1 giorno per ordine di scuola, coinvolgendo un maggiore numero di persone in sciopero rispetto all'anno precedente, che in alcuni casi hanno comportato la chiusura delle scuole e quindi l'impossibilià di svolgere i test.

In altri casi ci sono stati blocchi parziali delle prove, ma complessivamente i test non svolti sono molto più numerosi dell'anno scorso, malgrado minacce dei DS nei confronti dei docenti, la loro sostituzione, malgrado lo sciopero, da parte di altri colleghi (crumiri) e il cambiare i turni dei docenti che avrebbero potuto scioperare.

Altri docenti si sono prodigati a sostenere i test, a prestarsi a fare parte delle vigilanza ai test, a correggere i test, malgrado la normativa consente di non farlo, servi e sciocchi, complici di questa idiozia e non capiscono perché perdono il ruolo di essere considerati maestri e intellettuali! Se non hanno dignità, nessuno gliela può riconoscere.

La cosa che ha più colpito è stata la partecipazione dei genitori che hanno deciso in molte situazioni di non portate a scuola i giorni delle prove i figli per non sottoporli ai test.

Apriti cielo, ragazzini delle elementari sono stati maltrattati per questo comportamento dai loro insegnanti, reprimende ai loro genitori per il loro rifiuto di sottostare a iniziative che considerano lesive dei diritti dei loro figli e inutili per la crescita e la formazione.

Hanno aiutato i docenti più critici, hanno scelto di non essere responsabili dello sfascio della scuola, che gli ultimi governanti hanno perseguito e invece di capire le loro motivazioni e mettersi in discussione, i docenti "responsabili" li hanno richiamati all'ordine, all'accettazione acritica di tutto quello che il potere decide.

Non ultimi gli studenti delle scuole superiori, già l'anno precedente avevano protestato, che hanno appoggiato lo sciopero dei docenti, ma che hanno espresso la loro ironia, annullando i test, scrivendo frasi di fantasia e mettendo in berlina la stupidità delle domande.

SessoStudente

Richiamati all'ordine e colpiti con sospensioni in una scuola di Roma.

Invece di discutere le loro scelte, dei docenti, come i secondini delle carceri, hanno indicato i reprobi e li hanno puniti.

Di fronte all'insubbordinazione, la scuola si interroga, si fa delle domande e accetta le critiche, ma di fronte ai sacri test dell'INVALSI, non è permesso, occorre colpire perché il virus non si diffonda, una scuola di tal fatta ha perso la sua funzione.

Ormai questo virus si sta diffondendo, negli USA, all'avanguardia nel proporli agli studenti dai primi anni, in Texas, dopo le proteste e il rifiuto da parte di docenti e genitori, vengono parzialmente aboliti per gli studenti più grandi.

Scioperi identici in Catalogna (Spagna) che hanno coinvolto molte scuole.

Ma il potere non poteva non colpire i massimi responsabili di queste proteste, i docenti che hanno tenuto alta la schiena e hanno rifiutato le imposizioni.

Il Maestro Flavio Maracchia, docente in una scuola primaria di Roma, ha opposto il suo rifiuto, dichiarando la sua obiezione di coscienza.

"Obiezione di coscienza

Il sistema di valutazione Invalsi non funziona.
Nel migliore dei casi è frutto di un nonsense pedagogico, un equivoco, o semplicemente il risultato ultimo di un’ingenuità  didattica.
Nel peggiore dei casi è invece il maldestro tentativo di un appiattimento formativo, il documento certificato di un decadimento culturale, una blasfemía.
Ma non è questa la circostanza opportuna per una sua confutazione.
Questo è soltanto il momento per una doverosa obiezione di coscienza. Una opposizione netta. Una forma di resistenza, coerente con il faticoso lavoro quotidiano di docente della scuola primaria, nel carrozzone malconcio della scuola italiana.
La nostra memoria storica è ricca di persone qualunque contraddistintesi per il solo fatto di essere rimasti fedeli a un ideale. Uomini e donne che nel risorgimento, poi nel periodo delle due guerre mondiali, nelle lotte per i diritti civili condotte fino ai nostri giorni, hanno trovato il coraggio di dire un semplice NO. Capaci di coerenza anche quando la loro professione di fede ha significato scelte scomode e comportato finanche la loro sciagura.
A scuola li celebriamo spesso portandoli come esempio ai nostri studenti. Che credibilità avremmo allora come maestri se chinassimo la testa davanti a quanto consideriamo ingiusto e offensivo?
Adesso tocca a noi. E non potrebbe essere altrimenti. Guai al popolo la cui scuola smettesse di essere luogo primigenio e culla di princípi e ideali.

Flavio Maracchia"
Dovrà rispondere davanti al DS di questa sua scelta, coerente, coraggiosa, educativa.
Per chi volesse essere informato dello svolgersi della contestazione
Un'altra storia simile si è verificata in Sardegna, a Posada due maestre Gonaria Carroni e Maria Andreana Deledda, seguendo le indicazioni dei pochi genitori, che avevano consegnato una dichiarazione alle stesse di non sottoporre i figli alla prova di matematica, ma di svolgere le normali attività, sono state richiamate dalla DS, in quanto non hanno accettato di subire l'ordine di servizio della DS, che voleva obbligarle a sottoporre i pochi studenti presenti ai test, malgrado che i genitori non fossero d'accordo e di questo loro scelta, avessero consegnato una lettera.
Nelle stesse classi, la prova di Italiano, prima prova, non era stata svolta, a causa dello sciopero dei docenti e quindi in quelle classi le prove non erano valide e le correzioni non dovevano essere inviate alla sede INVALSI, in quanto inutili, poichè per la valutazione occorre che siano presenti almeno metà classe e tutte le prove devono essere svolte.
Per chi volesse divertirsi, rispetto alle stupidità e banalità, idiozia e supponenza di questo DS
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