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Generali e Kapò

Non vorrei usare toni forti, cialis buy ma quando incontri certi personaggi da operetta non riesci a trattenerti e allora, razionalmente, dici che non è possibile stare in silenzio.

Un personaggio che in poco più di un anno, ai più ignoto, riesce a cambiare la vita di migliaia di persone e se ne esce con candore affermando che ha salvato il paese dalla catastrofe annunciata da giornali asserviti ai potenti e con giornalisti che mai si informano se realmente la situazione che raccontato sia tragica, ma si riducono a essere il microfono degli stessi potenti e poteri forti.

Dopo aver modificato la legge sulle pensioni, allungando i tempi per uscire dal lavoro, dopo aver tagliato le pensioni a chi ancora aveva il calcolo della pensione con il sistema retributivo, con gli ultimi anni calcolati con il contributivo e quindi con un peso minore.

Dopo aver modificato anche le norme sul lavoro, precarizzando di più le regole di assunzione, si presenta in TV dicendo che lei era stata costretta per raddrizzare la baracca del paese ormai cadente.

Dobbiamo ancora assistere in questi ultimi anni a trasmissioni TV che continuano a invitarla come fosse la madonna pellegrina, la salvatrice dalle orde dei lavoratori che stavano distruggendo la ricchezza del paese a sfavore dei giovani.

Vergogna su vergogna nessuno che le chieda quanto è il suo stipendio, quanti incarichi continua ad avere, quale sarà la sua pensione?

Nessuno  le ricorda che lei ha lavorato per i fondi privati, che ha lavorato per banche e che ha sempre girato tra i poteri forti.

Nessuno  le ricorda  che i suoi dati erano errati, 55 mila esodati previsti, quando i sindacati parlavano di 300 mila.

Nessuno  le ricorda che si parlava di decine  miliardi di risparmio, quando ormai nel 2050 si arriverà a 400 miliardi.

I tecnici si gloriano di essere impolitici, di lavorare sui dati e di essere imparziali.

Come fanno tutti i Kapò, loro eseguono gli ordini, sono i generali che sono i responsabili.

Si auto-assolvono e credono che con questo si salvino la coscienza.

Era cosciente di quello che doveva fare, come potrebbero affermare tutti coloro che con lei in quei giorni hanno elaborato questa mattanza sociale.

Scuse quando afferma che  i dati li avevano gli altri ministeri e che lei era stato costretta a lavorare senza aver tempo.

Continua imperterrita a girare per il mondo per offrire i suoi servigi, come tutti i mercenari, ai paesi che la finanza decide che debbono accettare i diktat.

Sempre a disposizione dei ricchi per ridurre i recalcitranti alla ragione.

Continua definirsi tecnica, ma persegue lo scopo di ridurre a più miti consigli i lavoratori che debbono accettare le nuove regole, lavoro senza orario, con salario sempre più basso, con pensioni da fame e ringrazia il tuo padrone che ancora ti dà un lavoro.

E' finita la pacchia, servi abbozzate, questo è il suo credo e dei suoi compari.

Finita la cuccagna del tempo pieno e della garanzia del posto fisso sul lavoro, si torna ai bei tempi di prima della rivoluzione russa.

Questo è il video tratto da MiMandaRaitre del 17 febbraio 2017, in cui è intervenuto Riccardo La Ragione per i Quota96.

Chi invece ha lo "stomaco" forte può ascoltare tutta la trasmissione

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