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I Valsusini e il mostro del progresso.

Ho bei ricordi dei miei anni torinesi, 44 anni, di cui la maggior parte spesi a sognare un mondo migliore, insieme a tanti altri, che con il tempo si sono dispersi in un paese che è cambiato completamente

Una vita trascorsa tra lavoro da docente e impegno, prima da studente e poi da docente e sindacalista di base.

Nell’ultimo periodo oltre le grandi lotte nella scuola, contro le varie restaurazioni dei diversi governi, spesso di resistenza, ma che non sono riuscite a bloccare il peggioramento della didattica, le condizioni materiali dei docenti e creare un luogo nel quale gli studenti avessero strumenti di critica dell’esistente.

In questo contesto alcuni momenti sono paradigmatici, dalle grandi lotte degli anni ’70, alla sconfitta degli operai Fiat dell’ottobre 1980, al tentativo di opporsi allo snaturamento della scuola dagli anni ’90 fino al 2015 del governo Renzi.

In questo frangente, primi anni del’90 e per più di 20 anni, è cresciuto in particolare in ValSusa un movimento di residenti che senza mai arretrare ha sbarrato la strada alla più assurda opera dei soliti industriali e governi che come unico obbiettivo hanno quello di investire in grandi opere, spesso inattuali, ma che significano soldi a palate per i soliti gruppi.

Da movimento locale si è dimostrato avere la forza e la tenacia di opporsi con tutti i mezzi a chi ha cercato di sconfiggerlo, con processi, carcere, accuse gravissime, smantellamento dei luoghi di resistenza.

Un ultimo tentativo si è svolto il 10 novembre 2018, con un corteo organizzato da 7 donne e sponsorizzato per settimane dai due giornali della Città, La Stampa e Repubblica.

Un buon risultato di partecipazione, occorre dirlo, forse superiore alle aspettative delle stesse e subito la grancassa dei numeri sulle presenze, interviste alle signore e la convinzione che un’altra storia stava nascendo, come nel 1980 con la marcia dei quadri Fiat, che portarono alla sconfitta del sindacato che stava bloccando la produzione delle auto a Mirafiori.

Era una lotta di resistenza contro il tentativo di mandare in cassa integrazione 23 mila operai e dopo la marcia il sindacato che on aveva avuto la capacità di coinvolgere la città in questa sua lotta sbaraccò tutto e si consegnò letteralmente ai voleri della Fiat.

Malgrado la resistenza dei quadri più attivi, che cercarono di reagire, la sconfitta fu epocale.

Errori sia delle avanguardie di allora, ma la convinzione anche sindacale che quella lunga fase di lotta doveva cambiare marcia.I quadri più attivi emarginati dopo di allora le fabbriche furono silenziate, come anche i movimenti studenteschi giovanili.

Sembrava che la storia dovesse ripetersi, i grandi speculatori, imprenditori dei soldi pubblici e tutta quella platea di professionisti, piccoli imprenditori, commercianti che dalla linea Torino-Lione che doveva attraversare con un tunnel la Val di Susa e portare ricchezza in una regione e in una città che ha molte difficoltà ed in cerca di un futuro che ancora non è chiaro, ormai iniziava a festeggiare.

Finalmente si fa il tunnel, messi in silenzio i contestatori, quelli che dicono sempre NO!

Malgrado in questi anni i residenti, coadiuvati da esperti di varie specialità, avessero contestato tutte le previsioni di aumento del traffico sulla ferrovia attualmente in esercizio, sovradimensionato rispetto ai traffici indicati nei progetti di 30 anni prima, non si voleva cedere all’evidenza.

Malgrado per attraversare la valle avessero riadattati i percorsi, che comportano anche rischi ambientali per presenza di amianto, continuano imperterriti, i padroni del vapore a scommettere su un mondo che non c’è più.

Non avevano considerato che dall’esperienza dei NOTAV sul territorio si sono sviluppate iniziative simili in tante regioni che non vogliono che il loro territorio sia consegnato a portare guerra (NoMuos in Sicilia), alle guerre commerciali (NoTrap in Puglia), alla distruzione della laguna di Venezia (NoGrandiNavi), e a tanti altri comitati che vogliono un mondo per tutti, un territorio salvaguardato, una condivisione della terra, disponibile per tutti i popoli.

L’8 dicembre 2018 la storia ha di nuovo invertito la rotta, tutti questi movimenti e il grande popolo della Valsusa hanno conquistato Torino, hanno invaso le strade del centro e per ore hanno portato nel centro le loro ragioni.

Mi piace mettere questo video sulle donne valsusine, che sono state in questi anni una parte importante di questa lotta e per di più hanno dovuto confrontarsi con le signore per bene che pensavano che avessero vinto.

Come dicono i valsusini: sarà düra! non smetteremo mai di difendere i nostri territori.

Questa è la playlist su YouTube di questa giornata storica. 

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