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Killer innocenti

Spesso le parole diventano pesanti e creano confusione, creano imbarazzo e forse anche scandalo.

Quando un ministro dichiara con candore o meglio con sfrontatezza che “Mi hanno messo in questo posto per fare il lavoro sporco che gli altri non possono fare”.

Lo stesso ministro che con il governo di cui fa parte lasciano sul lastrico migliaia di persone senza riflettere, decidendo che gli accordi fatti precedentemente e che assicuravano alle aziende in crisi di mettere in attesa con i soldi dello Stato (cassa integrazione) i lavoratori anziani, per raggiungere gli anni necessari, per avere il diritto di andare in pensione. Queste persone sono definite “esodati”.

Poi scopri che questo Ministro e i suoi simili hanno avuto funzioni importanti nelle banche e negli organismi bancari del mondo, quelle stesse banche e organismi che hanno imbrogliato e messo alla fame popoli interi (ultima la Grecia, ma prima i paesi dell'Africa).

Difendono i loro interessi e dei loro padrini, da cui hanno guadagnato onori e laute ricompense.

Decidono con un tratto di penna che la vita di migliaia di persone vale poco e niente, che possono anche ricorrere a gesti estremi, suicidarsi, non è colpa delle loro scelte, se sono deboli, che colpa hanno questi grandi “decisori”?

Le mafie quando vogliono eliminare i propri avversari ricorrono a valenti “killer”, professionali e spesso sconosciuti.

Sono esperti nello sparare e quando vengono scoperti, vengono incarcerati.

Se una persona induce un altro alla disperazione e questo si toglie la vita, la legge prevede il reato di istigazione al suicidio e condanna chi ha indotto al suicidio.

Se una persona si abbatte e va in depressione perché licenziato o senza più prospettive di lavoro e infine si suicida, perché con un tratto di penna gli hanno tolto la dignità e anche in questo caso è stato indotto al suicidio, queste brave persone non vengono nemmeno giudicati!

Dategli un nome, definiteli con un aggettivo.

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