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BP-Pantanizzi: due storie  da ricordare

Il tempo passa e spesso lascia tracce dei suoi disastri. La ex-BP, laboratorio di intermedi farmaceutici, è una storia comune a tante che in Italia hanno lasciato disastri ambientali. Scelte sbagliate, miopia dei politici affascinati dall'industrializzazione selvaggia, come panacea alla disoccupazione di intere zone del Sud Italia.

In Calabria le cattedrali nel deserto ne sono nate, quelle chimiche in particolari, la ex Liquichimica a Saline Jonica, in pratica mai avviata, che è un monumento all'insipienza politica, ormai un cimitero industriale. Sarà forse una fortuna per i residenti della zona, invece a Siderno la fabbrica nel 1979 fu avviata, "Laboratorio BP", produzione intermedi farmaceutici, fu chiusa subito in quanto l'edificio era abusivo, ma si spostò di 400 m ed è ancora lì.

Attiva, dal 1982 al 1994, quando dopo l'ennesima esplosione fu chiusa, dopo aver rovinato la vita ai residenti delle case, costruite all'inizio del '900, per la puzza nauseante e per l'emissione di sostanze nocive, come poi è risultato dagli atti giudiziari relativi al sequestro e al fallimento. Dopo una parziale bonifica nel 2003, è rimasta abbandonata, con tutti i rischi associati a fusti abbandonati, corrosi e a rischio di esplosione.

Nella stessa zona è sorta una nuova azienda sempre del settore chimico, la SIKA, multinazionale svizzera, produzione  "polimeri acrilici" anche questa con rischi di emissione di sostanze altamente cancerogene.

Anni di mobilitazione negli anni '80, anni del 200o,  di mobilitazione in questi ultimi 2 anni del XXI secolo, questa è la storia che racconta questo video.

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