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Questi bravi signori che sono al governo, con i loro modi gentili, per loro fortuna non hanno mai lavorato in quei luoghi in cui non accettare imposizioni o richiedere i propri diritti diventa lesa maestà.

Nelle loro belle università, finito il calvario di fare la trafila al seguito del "barone" di turno, non si licenzia per giusta causa, al massimo si tende a isolarti nel tuo settore di ricerca.

Nelle loro belle università, precari si resta a vita, dottorando, ricercatore di I o ennesimo livello, tanto sei giovane, anche a 40 anni puoi aspettare che arrivi il tuo turno, se hai pazienza e se hai una famiglia, che ti permette di vivere senza problemi.Se non hai questa possibilità, meglio ancora, non farai concorrenza ai loro figli per il posto che si libera o che si crea.

Questi bravi e gentili signori non hanno mai protestato contro il Capo che ti obbliga a fare straordinario non pagato, perchè così sei ben visto dal piccolo industriale, abituato a decidere cosa va bene o cosa va male nella sua azienda, e le sue decisioni sulla tua vita non si discutono.

Devi ringranziarlo, ti da un lavoro, ti permette di vivere, cosa vuoi di più, affidati al suo buon cuore, lo sai è un padre di famiglia; ci tiene alla sua azienda, tu fai parte della sua azienda e sei della famiglia, ma non protestare, non ti organizzare con i tuoi "compagni" di lavoro, perchè rompere il clima idilliaco che esiste in azienda.

Lo sai non devi far arrabbiare il tuo principale che gli va male il sangue e poi ti può licenziare e gli dispiacerebbe al buon padre di famiglia.

Caro lavoratore che te ne fai di un numero, 18 (articolo), fa parte di un secolo passato, come sei conservatore, se ti comporti bene sei garantito, accetta tutto e non corri rischi.

Il buon padre di famiglia si arrabbia solo con chi non è d'accordo con lui, che vuole mettere in discussione il suo potere decisionale e se proprio un giudice si mette in mezzo i rompicoglioni con un pò di soldi lo si elimina, così gli altri capiranno chi comanda in fabbrica.

E i bravi professori che colpa hanno, loro studiano per migliorare il paese, loro l'articolo 18 lo insegnano ai loro studenti, un residuo di un tempo passato che nel 1900 non esisteva e poi dei strani figuri (si definivano lavoratori) avevano ottenuto , rialzando la testa, dopo decenni di lotte avevano imposto ai loro "datori" di lavoro.

Finalmente ognuno al proprio ruolo, datori e professori da una parte a decidere, comandare e gli altri a subire.

 

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