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IL RISVEGLIO PRIMAVERILE

Occorre essere sinceri, in questa sonnolenta Italia, supina ai voleri dell'ultimo saltimbanco della politica, senza energia e senza slancio, mentre tutti aspettavano il grande trionfo del capetto e l'ultimo schiaffo alla costituzione e al diritto a una scuola aperta, luogo libero dalle convenienze politiche e dall'adagiarsi ai voleri della confindustria e dei suoi mefitici desideri di chiudere la storia di un'istituzione ribelle come è stata la scuola per tanti anni, si è aperto uno spazio, si è creata una contraddizione tra il silenzio assordante dei media, adagiati a rincorrere l'ultimo inutile spiffero di vacue chiacchiere, e i voleri del governo.

In silenzio, sui social, tanti gruppi di docenti si sono organizzati, uno indipendente dall'altro, ma con una condivisione di intenti e di lotta che ha spiazzato tutti.

In silenzio ogni gruppo, fuori dagli schemi consolidati dalle TV delle chiacchiere, aperte ai soliti noti, che spaziano da una TV all'altro, spesso in contemporanea su due diverse TV (in quanto registrati), che sproloquiano su tutti e su tutto, hanno costruito uno spazio condiviso, un luogo di "mi piace" e "partecipo" e "condivido" e hanno scavalcato sindacati e organizzazioni e autonomamente  hanno invaso le città.

Una nuova generazione, silenziosa per anni, dai precari divisi in tanti rivoli, vezzegiati, illusi e poi abbandonati (sono quelli delle graduatorie d'istituto, idonei..) che hanno capito che era l'ora di difendere i loro diritti a essere finalmente stabilizzati, ma che il governo ormai considerava inutili, residuo di un passato che non doveva ripetersi, insulso vocabolo parlare di "supplentite" a chi per anni ha attraversato il paese per avere un lavoro, una supplenza, un futuro, quarantenni sbattuti nel limbo della disoccupazione perchè colpevoli di avere fornito un servizio a un paese che non era riuscito ad espellere in altri paesi, come i tanti altri che hanno cercato un lavoro fuori dall'Italia.

Una vecchia generazione dei stabilizzati, vecchi e giovani, che hanno dovuto subire le vergognose scelte di un governo che voleva smantellare la scuola di tutti e per tutti, la scuola del tempo pieno, la scuola come luogo di crescita, spinta dalla Gelmini e dall'ultimo governo, a essere il luogo della formazione lavoro precaria, fatta di test che quando si sono visti destinati alla mercè di un preside-padrone, capo supremo di un'azienda scuola, che ti sceglie, ti premia e ti punisce, si sono ribellati e con forme di lotta inconsuete alla tradizione del vecchio movimento sindacale (flash-mob, vestiti di nero con i lumini) hanno vissuto il loro momento di gloria.

Le maestre e le insegnanti che sono state sempre restie a lottare, questa volta hanno ripreso il ruolo che le compete, non più a seguire il leader maschio, intellettuale formato al conflitto, abituato a primeggiare, hanno preso la testa del movimento e hanno imposto il loro modo di lottare, forse le "donne in nero" hanno ribaltato i ruoli in un ambiente in cui il maschio (DS, vicario, coordinatore o FS) ha sempre avuto il ruolo principale di referente e portavoce.

Senza facili entusiasmi, ma i movimenti nascono e muoiono, ma questo è un nuovo inizio di una nuova rivolta contro il potere di chi pensava che ormai aveva silenziato il dissenso, omologato tutti alla scuola dei quiz, alla scuola del signorsì, sulle spalle di quelle donne, maggioranza dei lavoratori sta la forza di quersto movimento e anche se sarà breve benvenute al conflitto, è ora di tornare in prima fila a lottare per i propri diritti.

Si spera che non abbiamo più voglia di rientrare nei soliti ruoli, le maestre che educavano gli scolari come fossero loro figli e si assoggettavano ai dictat dei DS.

Si spera che questo sussulto di orgoglio li porti a rimettere in gioco il loro futuro, il futuro di questa istituzione, che altri hanno cercato di distruggere.

E per me che con quest'anno finisce la mia attività lavorativa, quale migliore commiato di una scuola ancora in movimento!

E noi (vecchi lottatori) ci accoderemo dietro di loro, forse abbiamo trovato chi proseguirà le nostre storie.

Grazie a tutti quelli che mi hanno fatto sentire  di nuovo il fischio del vento della ribellione e maggio sta arrivando...

 Alcune delle immagini che girano in rete del flash-mob

del 23 aprile 2015 alle 20,30

Bari

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Cassino

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Palermo

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Sassari

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Torino

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Roma

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