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Ennesimo presidio a Montecitorio

Ormai i presidi in piazza Montecitorio o al Ministero del Lavoro o MIUR, sono una costante delle diverse categorie che hanno avuto la sfortuna di trovarsi impelagati nella Fornero.

Spesso ogni categoria a se stante, qualche volta insieme, ieri 18 febbraio 2016 insieme.

In mattinata Maurizio Malta per Esodati, Franco Rizzo per i precoci,  Giulia Molinaro per opzione donna 2018 , Francesco Vertillo per Quota 96, si sono incontrati con il segretario Leoni della Boldrini, presidente della Camera, a cui Vertillo, a nome di Q96,  aveva chiesto un incontro per spiegare le nostre ragioni (vedi lettera inviata di Q96) e che riporterà le richieste alla Boldrini.

Illustrissimo Presidente della Repubblica,on. Sergio Mattarella

Illustrissima Signora Presidente della Camera, on. Laura Boldrini

Illustrissimo Presidente del Senato, on. Pietro Grasso

Scriviamo a nome del personale della scuola, docenti e ata, ormai ultrasessantenne e con più di 40 anni di lavoro stressante ed usurante che vive ogni giorno sulle sue spalle il peso di un’ingiustizia subita.

Ci rivolgiamo a Voi, massimi Garanti della Costituzione e del diritto, per esprimere il nostro cronico disagio che viviamo ormai da 4 anni.

Siamo operatori del mondo della scuola noti come “exQUOTA 96” che nell’a.s. 2011/’12 hanno maturato il diritto per accede alla pensione ma si sono visti stravolgere l’esistenza da un errore della riforma Fornero che non ha considerato, come tutte le precedenti riforme pensionistiche, la specificità del comparto scuola legata all’anno scolastico che non può essere interrotto e che quindi limita l’uscita dal lavoro ad un solo giorno l’anno: il 1° settembre e ciò per garantire il buon funzionamento dei processi educativi.

Ci preme sottolineare alcuni aspetti normativi delle leggi sul collocamento a riposo del personale della scuola.

I pensionamenti del Comparto Scuola sono infatti tuttora regolati dall'art. 1 del D.P.R. 351/1998, che vincola la cessazione dal servizio «all'inizio dell’anno scolastico o accademico successivo alla data in cui la domanda è stata presentata>>.

L’articolo 59 della Legge 449/1997, prevede che i requisiti si maturino entro il 31 dicembre dell'anno.

Queste disposizioni e i relativi decreti del MIUR per la domanda di collocamento a riposo sono valide tuttora e lo sono state per tutti gli anni successivi al 2011, data di entrata in vigore delle nuove norme sulle pensioni, eccetto l'anno scolastico 2011/’12, nel quale i requisiti sono stati anticipati al 31 dicembre 2011.

In questi 4 anni abbiamo assistito a una vera e propria discriminazione nei nostri confronti, i cosiddetti exQ96 del 2012, nati nel 1952, unici in tutta la storia delle leggi sulle pensioni a essere sempre e solo noi bloccati dal Governo in qualsiasi intervento parlamentare o legislativo nel merito della questione, sia come anno di riferimento in cui continuavano a valere i precedenti requisiti, fermi al 1951, per l'anno di nascita, sia per quanto riguarda i contributi massimi di 40 anni, sia per quanto le quote, da raggiungere entro il 31 dicembre 2011

Nella P.A., eccetto la scuola, continuano ad applicarsi norme che tendono a mandare in pensione lavoratori in esubero con meno anni contributivi di quanti ne abbiamo noi lavoratori della scuola del 1952.

Inoltre assistiamo impotenti di fronte a sentenze diverse dei vari organi giudiziari, alcune a favore, altre contrarie, alcuni giudici emettono sentenze, altri rinviano ad altro organo, con il risultato che siamo ancora in servizio, pur avendo un diritto previsto dalle leggi della Stato, così come riconosciuto anche dall’ex ministro Fornero, che ha ammesso l’errore, e da alcuni autorevoli Costituzionazionalisti.

Lo stesso ci è successo con la Corte Costituzionale che si è espressa negativamente sui quesiti posti dal giudice del Lavoro di Siena,  in quanto non li ha ritenuti chiari ed esaurienti.

I Governi succedutesi in questi anni ammettono che abbiamo ragione, ma rinviano con la scusa dei costi eccessivi, che ormai non hanno più senso in quanto la platea interessata si è ridotta a poco più di un migliaio e i relativi costi a qualche decina di milioni di euro complessivi.

Nonostante numerosi, faticosi ed incessanti lavori e risoluzioni approvate sia nelle commissioni,  sia nelle aule parlamentari, il Governo rimanda la soluzione del problema sempre ad ipotetici e futuri interventi legislativi.

Ci rivolgiamo a Voi, massimi Garanti della Costituzione, perché a noi exQuota96 della scuola vengano garantiti gli stessi diritti di tutti i cittadini del nostro paese, come previsto dall’art.3 della Costituzione Italiana.

Pensiamo che, nei limiti delle prerogative del Vostro ruolo e nel rispetto della Costituzione, un Vostro intervento presso il Parlamento e il Governo possa accelerare un intervento legislativo, prima della fine dell’anno scolastico 2015/16 (31 agosto 2016), che tenendo conto anche di altre situazioni simili, come gli esodati, opzione donna, ferrovieri, lavoratori precoci possa sbloccare la nostra situazione, in quanto tutte le sette leggi di salvaguardia, finora approvate, hanno sempre escluso i lavoratori della scuola exQ96.

In attesa di una vs. gradita risposta, inviamo distinti saluti

per il Comitato lavoratori Q96 scuola

Francesco Vertillo e altri

 

Riprese di LA7, inserite il 19 febbraio su Coffee Break

 

Precoci, opzioni donna, esodati e quota96 hanno presidiato la piazza ed hanno incontrato i parlamentari Gnecchi, Baruffi,Damiano, Gasparri e  Rizzetto, il pomeriggio sono stati ricevuti dalla Commissione Lavoro, presenti tra gli altri Damiano, Gnocchi, Trippiedi,Placido, Comunardi, Ciprini, Rizzetto, Simonetta.

I parlamentari erano disponibili ascoltare le nostre ragioni, ma dichiarano che ci sono difficoltà a fare accettare tutte le richieste da parte del governo. Gli stessi invitano tutti a continuare le iniziative di lotta per costringere il governo a non fare ostruzionismo alle proposte che in Commissione Lavoro sono in fase di discussione (VIII salvaguardia).

 

Foto del presido e dell'incontro con on. Leoni

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