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Category Archives: Politica

Un incontro tra sindacalisti

Ultimo treno per Quota104 & +

Credo che in questi anni siamo riusciti a dimostrare di poter rappresentare i Quota 104 & + e quindi abbiamo tutto il diritto di chiedere un incontro alla nuova  Ministra, abbiamo colloquiato in vari modi con governo, ministri e parlamentari, abbiamo fatto scioperi presidi e quindi siamo i legittimi rappresentanti degli ultimi pensionandi rimasti in attesa. Ci ascolterà la  Fedeli?

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Alla Ministra del MIUR, on. Valeria Fedeli

Quota 104 & + non può attendere

Alla nuova Ministra  del MIUR, che ha dichiarato in una recente intervista a un quotidiano che è disponibile ad ascoltare le voci dei rappresentanti dei lavoratori e della scuola per risolvere le questioni aperte, con l'ascolto e il dialogo, determinata  a trovare i punti che uniscono, che il suo incarico lo vive in perfetta continuità con l’esperienza della sua vita, con l’attenzione alla vita reale delle persone, ai bisogni e alle speranze,  vorremmo chiedere  un incontro per spiegare le nostre ragioni e affrontare in modo serio l'ormai annoso e irrisolto problema dei Quota 104 &+ (ex Quota96).

Per noi, ormai con più di 40 anni di lavoro sulle spalle, siamo la generazione che ha lottato ed è stata l'artefice delle battaglie sociali e civili per l’accesso di tutti che hanno trasformato la società e la scuola italiana, è giunto il momento di andare in pensione.

Non vogliamo dilungarci troppo, ma crediamo che della nostra vicenda la Ministra sia informata, in quanto in questa legislatura il Parlamento ha affrontato la questione ed in particolare il 4 agosto 2014, il Senato di cui Ella era allora Vicepresidente, ha bocciato in modo incredibile l'emendamento approvato alla Camera, che avrebbe permesso a circa 4 mila docenti di vedere applicato un diritto conclamato e più volte riconosciuto dal Parlamento e da alcune Ministre (Giannini e Madia).

Sono passati più di due anni e malgrado tentativi di vari parlamentari di trovare una soluzione, il Governo dimissionario ha fatto orecchie da mercante,  nonostante i lavoratori "quotisti" della scuola si siano nel frattempo ridotti a un migliaio.

Vogliamo far presente che con il prossimo anno scolastico la platea si ridurrà ulteriormente, una parte uscirà dal lavoro andando in pensione "anticipata", raggiungendo i contributi necessari previsti dalla norma Fornero (41 anni e 10 mesi le donne, 1 anno in più gli uomini), e quelli nati nel 1951 in pensione per raggiunti limiti di età (66 anni e 7 mesi) entro dicembre 2017.

Rimarrebbero al lavoro ormai gli ultimi sfortunati, coloro che avevano 35 o 36 anni nel 2012, in quanto con il 2018 la maggior parte dei Quota 104 & + andrebbe in pensione per vecchiaia oppure per raggiunti requisiti contributivi, gli stessi del 2017.

Abbiamo assistito in questi anni da parte degli uffici governativi o dell'Inps, a scuse o affermazioni che rasentano la presa in giro, ci scusi, ma non è possibile affermare ancora dopo 4 anni che non ci sono dati certi per conoscere il numero degli  ultimi rimasti in servizio.

INPS e MIUR sfornano da anni statistiche sui pensionati futuri, su coloro che potrebbero accedere all'APE, e non sono capaci di trovare le circa mille schede dei lavoratori della scuola che nati nel 1951 e 1952, avevano 35  o 36 anni di contributi nel 2012?

Lei, signora Ministra, nella sua lunga esperienza sindacale e parlamentare ha strumenti sufficienti per affrontare in modo serio questa situazione.

Ha intenzione di risolvere il nostro problema oppure anche Lei si laverà le mani come hanno fatto i governi precedenti?

Vorremmo anche farLe presente che il lavoro nella scuola è usurante, lo stress da lavoro correlato coinvolge buona parte del personale scolastico e oltre la nostra salute, coinvolge gli stessi studenti affidati alle nostre cure.

Distinguere il personale docente tra i diversi ordini di scuola dimostra scarsa conoscenza se non ignoranza su cosa sia il lavoro nella scuola.

Andando noi in pensione si permetterebbe l'ingresso di giovani docenti  con minor differenza generazionale.

Siamo disponibili a discutere con Lei tutte le nostre problematiche e vorremmo almeno da Lei un'attenzione che in questi anni non abbiamo visto dai governi e ministri precedenti, eccetto la Ministra Maria Chiara Carrozza che nel 2013 consentì al censimento che rilevò il numero di 3976 lavoratori.

Avete perso i contatti con il mondo della scuola e con i lavoratori e siete stati puniti, avete intenzione di ricucire e rispettare almeno i diritti acquisiti?

Aspettiamo una risposta da 4 anni, almeno Lei ripari al torto inflitto agli ultimi forzati ancora ai lavori scolastici!

Comitato Lavoratori Quota 104 &+ Scuola                 20 dicembre 2016

4 ANNI IN ATTESA DI GIUDIZIO

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IL NOSTRO NO PER LIBERARCI DI VOI!

IL REFERENDUM E I PENSIONANDI Quota 104 & +

Dopo quasi cinque anni di  inutili attese e tentativi di interloquire con il  governo degli imbrogli, diciamo NO al Referendum contro le politiche governative sulla  scuola, sulle pensioni di tutti e  Quota96, contro l'attacco  ai  diritti dei lavoratori e dei giovani precari e ultimo l'attacco ai diritti di una società più collegiale, senza autoritarismi e uomini soli al comando.

Per un 5 dicembre che sia  di festa, che cadiate sulla polvere con la vostra riforma della Costituzione imposta dai "potenti" della Terra!

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Al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

a tutti i Ministri

ai Vice Ministri e Sottosegretari del MEF, Cultura e Lavoro

AI VOSTRI NO, 3.976 QUOTA 96 CERTIFICATI 

RISPONDONO CON UN NO!

Come lavoratori della scuola e come Quota104 & + (Quota96) abbiamo subito le scelte dei Governi degli ultimi anni, i quali non rispettano diritti riconosciuti dal Parlamento e ammessi dagli stessi rappresentanti governativi (le ministre Madia e Giannini); ci riferiamo alla mancata approvazione di una norma che permetta a noi, ultimi lavoratori della scuola, rimasti impigliati nella legge Fornero sulle pensioni, di uscire dagli arresti scolastici in cui siamo costretti da più di 4 anni.

Un Governo che disprezza decisioni parlamentari, ci riferiamo in particolare e non solo alla  bocciatura al Senato dell'emendamento approvato alla Camera ad agosto 2014, che avrebbe permesso a noi di andare in pensione solo con  2 anni di ritardo rispetto alla data prevista dalle norme previdenziali, il 1º settembre 2012. 

Invece in questi anni abbiamo assistito solo ad atti del Governo e dei sottosegretari, che in maniera autoritaria rifiutano qualsiasi autonoma decisione che le Commissioni Cultura, Lavoro e Bilancio e il Parlamento vorrebbero assumere  nei nostri confronti.

Anche in questa ultima Legge di Bilancio abbiamo assistito impotenti a dichiarazioni incredibili, al limite del ridicolo, e non possiamo più accettare di essere presi in giro da un sottosegretario, ministro o relatore che sia.

Ne va della credibilità di un paese e dei suoi rappresentanti ridotti a puri esecutori degli ordini di chi è al Governo.

Ci riferiamo alla ennesima dichiarazione, secondo la quale, dopo quattro anni, non sarebbe ancora possibile quantificare il numero dei ultimi lavoratori della scuola Quota96 rimasti in servizio.

Così come disponete dei  dati dei lavoratori della scuola,  L. 104/92 e D.Lgs 151/2001, beneficiari della IV e VI salvaguardia, quantificati in 1250, come risulta dai vostri interventi, sarebbe stato possibile ottenere  tutti gli altri dati: il numero dei Quota96 rimasti in servizio nel 2012 (3976 rilevazione MIUR ottobre 2013), le lavoratrici uscite con opzione donna, i Quota96 che hanno raggiunto negli anni  i nuovi requisiti della vostra amata Fornero, che avete portato al governo e la cui legge avete votato.

Questa è una delle tante favole che raccontate da anni per giustificare il rifiuto di riconoscere questo nostro diritto ed è la dimostrazione che in Italia questo Governo fa strame di diritti, esigenze riconosciute e conclamate di chi non è sostenuto da lobbies potenti.

In questo senso riteniamo che la riforma della Costituzione che voi avete imposto al Parlamento, in modo autoritario,  con vari voti di fiducia, persegua lo stesso disegno che non permette, non solo a noi, di uscire dal lavoro dopo più di 40 di lavoro, ma deriva da scelte politiche imposte dalla grande finanze (JP Morgan, ....) e dai poteri forti, che disprezzano le Costituzioni molto avanzate che hanno allargato negli anni i diritti sociali dei lavoratori e dei cittadini.

Come avete anche dimostrato con la L. 107/2015 ("Bona sola"), anche questa in linea con la Riforma della Costituzione che dovremmo approvare al Referendum, tendente ad accentrare i poteri su un singolo, il DS, mentre anche nella scuola, come nel Parlamento le decisioni venivano prese in modo assembleare dai Collegi Docenti.

Non avete voluto ascoltare centinaia di migliaia di lavoratori della scuola scesi in sciopero per mesi, che volevano difendere la scuola della Costituzione, la scuola delle lotte dei lavoratori e studenti che ha permesso a tanti che prima non potevano accedere all'Università di diventare dottori, come diceva una famosa canzone di quegli anni, per relegarli di nuovo ad accettare il ruolo sociale di nascita, a lavori precari.

Siete sempre dalla parte dei più forti, volete diminuire i poteri di controllo e di indirizzo delle assemblee, questo è il vostro disegno, dalla scuola al Parlamento, tenuti in ostaggio dai voleri del Capo e del Governo.

Volete essere "decisionisti" non per migliorare le leggi, aiutare giovani precari o vecchi costretti al lavoro sino a 70 anni, ma perché ormai i cittadini non devono avere più parola, la ricreazione è finita, ognuno al proprio posto, i ricchi ad aumentare le loro enormi ricchezze, gli altri ad accettare la regalia del Principe (gli 80 € e il bonus docenti) senza protestare ed applaudendo a scena aperta.

Per questi e tanti altri motivi, noi come pensionati, pensionandi ex Quota96 e/o lavoratori della scuola

al REFERENDUM voteremo NO

per difendere i diritti di tutti, per un allargamento della democrazia, per il diritto al lavoro dei precari, per il diritto di tutti ad andare in pensione, senza decurtazione, dopo 40 anni di lavoro.

Comitato lavoratori Quota 104 & + (ex Q96)

4 ANNI IN ATTESA DI GIUDIZIO               28 novembre 2016

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Corrispondenza “amorosa” rifiutata

IL PD NON CI AMA!

Ormai non so da quanti anni cerchiamo di intrattenere rapporti con il PD, in quanto siamo obbligati dalle circostanze e lo abbiamo fatto sempre con la massima libertà di espressione, senza avere timori reverenziali e esprimendo ai loro parlamentari le vergognose scelte che in questi anni hanno compiuto nei nostri riguardi, credo che questa lettera sarà una delle ultime che dovremmo scrivere.

Aspettare risposte positive da loro è inutile, hanno altro da pensare, ai loro amici delle banche, della TAV, del ponte di Messina, ai portatori di morte degli F35 e tutta l'alta finanza che sulla disperazione e sulla precarietà di tutto il pianeta aumentano le loro ricchezze.

Prima o poi anche loro cadranno dai loro scranni e allora saremo noi a festeggiare.

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Ai componenti del PD Camera

Commissione Bilancio

Commissione Lavoro

Commissione  Cultura

NON OFFENDETE LA NOSTRA INTELLIGENZA!

CI AVETE ROTTO CON I VOSTRI DATI FALSI!

Non vogliamo rivolgerci più a voi, come rappresentanti dei cittadini italiani e quindi con il titolo onorifico che vi spetterebbe, in quanto i cittadini, in questo caso lavoratori della scuola, i Q96, si sentono ripetere per l’ennesima volta l’alibi che non ci sono i dati di chi ancora è in servizio.

Veniamo presi in giro, per cui abbiamo tutto il diritto di mandarvi alla malora e di dire anche le parolacce, malgrado siamo per la maggior parte laureati.

Rileggetevi la infinita sequela di comunicazioni e appelli, nelle quali vi abbiamo spiegato, quanti modi ci sono per conoscere tali dati, attraverso il MIUR, a livello centrale e periferico, e attraverso l’INPS.

L'uno e l'altro gestiscono milioni di pratiche, l’uno, il MIUR per quanto riguarda i lavoratori e gli studenti e le relative famiglie, l’altro, l’INPS milioni di pensioni e pratiche di disoccupazione e interventi assistenziali.

Malgrado in questi anni siamo stati illusi, distrutti e maltrattati da tutti i governi, abbiamo, oltre una dignità, anche un minimo di cervello per capire che voi cercate falsi alibi, per non dover ammettere che non contate più di tanto, che le vostre decisioni, come parlamentari, dipendono dall'assenso del Capo di Governo e senza la sua condivisione, non vi è concesso nemmeno sapere quanti sono i forzati al lavoro della scuola.

È una vergogna e questo dimostra come è stato ridotto il parlamento, scarsa autonomia dal proprio partito e premi-bottoni agli ordini del Kapo di turno.

Non avete diritto di offendervi perché voi accettate i diktat dei vostri capi, gli offesi siamo noi, derisi e presi in giro, siamo ormai diventati una favola di cui tutti parlano e se la ridono a crepapelle.

Alla stessa stregua di come vi sono stati forniti i dati dei lavoratori della scuola, L. 104/92 e D. Lgs 151/2001, usufruttuari della IV e VI salvaguardia, quantificati in 1250, come risulta dai vostri interventi, sarebbe stato possibile ottenere tutti gli altri dati: il dato dei Quota96 rimasti in servizio nel 2012 (3976 rilevazione MIUR ottobre 2013), le lavoratrici uscite con opzione donna, i Quota96 che hanno raggiunto negli anni i nuovi requisiti della vostra amata Fornero, che avete portato al governo e la cui legge avete votato.

E in sovrappiù per dare un tono di serietà alle vostre giustificazioni, ci vorreste convincere che voi non siete colpevoli, adducendo come scusanti o l’ostinata opposizione perpetrata da 5 anni della ragioneria di stato sui costi oppure il palleggio ad ogni emendamento, mozione o o.d.g. accusando altri della vostra inutilità o incapacità di opporsi ai voleri di chi conta veramente.

Affermare che i dati degli esodati sono certificati è la più grossa balla che potete raccontare, ci sono volute 8 salvaguardie per dimostrare che il dato di 55 mila esodati, che il Ministero del Lavoro forniva nel 2011 per far passare la sua norma sulle pensioni, era un imbroglio, che andava bene a tutti per tacitare chi forniva dati molto più alti e reali. 

Avete incrementato di ulteriori 3 mila, portandoli da 8 mila a 11 mila, i lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile da salvaguardare, senza avere nessuno dato o riscontro reale, anzi forse non saranno nemmeno 3 mila; con il relativo costo avreste potuto mandare in pensione tutti i Q104 del 2012!

Avete salvaguardato 170 mila lavoratori in questi anni, dovreste licenziare tutti i dirigenti che si sono prestati a questa truffa e voi stessi dovreste rimettere il mandato, in quanto incapaci di ottenere in 5 anni, un unico dato certo i lavoratori della scuola, fregati dalla Fornero, ancora in servizio nel 2018 e forse qualcuno nel 2019.

Avreste condonato ad un migliaio 1 solo anno e a qualche centinaio 2 anni di arresti scolastici.

Non sono bastati 5 anni di lavori forzati sino al 2017 a decidere che l’amnistia si poteva concedere anche ai lavoratori della scuola, incappati nel ghigno della Fornero e custoditi dalle vostre scelte nelle scuole.

È vero uno stipendio ce l'abbiamo, ma molti di noi sono ormai alla frutta, in quanto soggetti a lavoro da stress correlato, e nemmeno questo è servito a liberarci. 

Cinque anni sono una legislatura e per alcuni di noi non saranno sufficienti per andare in pensione, come tutti voi, in questi anni, avete riconosciuto essere un nostro sacrosanto diritto.

Una legislatura per chi siede in parlamento significa più 200 mila € lordi annui allo Stato, in pratica 12 mila € netti al mese, vi risparmiamo la cifra del nostro stipendio, che conoscete bene, in quanto il contratto è bloccato da 8 anni, solo questo dovrebbe fare capire perché cresce quella che voi chiamate “antipolitica”.

Se cinque anni non sono sufficienti a risolvere una questione molto semplice: “Quanti sono i forzati Quota 104 & +”, allora che ci state a fare in Parlamento?

Fatevi mantenere dall'Europa di Monti-Fornero e i loro compari, dal FMI di Cottarelli, dai ricchi che non vi permettono di mandarci in pensione.

Noi abbiamo le scatole piene di questi alti burocrati al servizio dei ricchi che non pagano le tasse, della grande finanza, che ha ridotto in povertà e alla precarietà lavoratori e cittadini e alle cui imposizioni sottostate, sia voi, sia i vostri Presidenti del Consiglio.

Comitato lavoratori Quota 104 & + (ex Q96)

4 ANNI IN ATTESA DI GIUDIZIO                                  25 novembre 2016

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Quota104…ultima fermata

1.000, 2.000 o 2.500 AI LAVORI FORZATI!!!

Si sa che il PD ed i suoi parlamentari, eccetto Francesco Boccia ad agosto 2014, non hanno mai forzato il "partito" affinchè la questione Q96 si risolvesse, mai un voto contro quando dall'alto imponevano il rinvio al successivo disegno di legge o atto parlamentare.

Bastico, Ghizzoni, Gnecchi, Damiano alla fine si attengono alle evidenti falsità della RGS o dell'INPS, che affermano che i dati non sono noti o che i costi sono eccessivi o senza coperture e bloccano qualsiasi emendamento in Commissione.

Non parliamo poi dell'inutile ministero della pubblica distruzione (ormai dopo il 2015 e la legge sulla scuola non si può definire diversamente) che ogni tanto fa un vagito o meglio una scorreggia puzzolente (altrimenti nessuno si accorgerebbe!) per dire che è vivo.

Ormai tra una risoluzione e vari emendamenti presentati dai partiti di opposizione siamo al V anno nel 2017 e quindi rimangono solo i superstiti, quanti saranno?

Non è fondamentale, ci sono 4 diversi emendamenti, presentati alla Commissione Bilancio della Camera, 1 di SEL-SI e 3 del M5S, che prevedono 3 diversi casi, 1.000, 2.000 e 2.500, i relativi costi e le relative coperture previste vanno da 40 a 150 milioni al massimo

DATI 
Quota104 1.000 (M5S) 2.000 (M5S) 2.000  (SEL-SI) 2.500 (M5S)
COSTI 45 milioni 75 milioni 150 milioni 95 milioni

I fondi ci sono e sono indicati i capitoli di spesa da cui prenderli!

In ogni caso facciano una norma, definiscano il massimo numero di persone che potrebbero usufruirne e chiudano questa storia, lo hanno fatto con gli esodati, opzione donna e in permessi vari per congedi parentali.

Continuano a farlo in questa legge di stabilità per congedati di diversa situazione, vogliono prolungare opzione donna e inserire altri in congedo o permessi parentali.

Non ci si fa molte illusioni, ormai il treno sta arrivando alle ultime due stazioni (2 anni) ma occorre ringraziare come al solito i soliti parlamentari che sanno di condurre una battaglia quasi persa e malgrado questo si prestano a proporre emendamenti, quasi sempre con il nostro contributo di dati e costi.

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Emendamenti legge stabilità 2017

Tratti da Emendamenti4127bis_1.pdf (TOMO I -Articoli da 1a 50)

http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/bollet/201611/emendamenti/Html/05/C4127bis/alleme.htm

Emendamenti Quota96

ART. 25-bis. (Quota 96). (pag. 548) (SEL-SI)

1. All’articolo 24, comma 14, del de- creto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni: dopo le parole: « ad applicarsi » sono inserite le seguenti: « al personale della scuola che ha maturato i requisiti entro l’anno scolastico 2011/2012, ai sensi dell’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, ».

2. Ai fini dell’applicazione di quanto previsto dal comma 1, e in considerazione della procedura di ricognizione delle dichiarazioni ai fini del collocamento in quiescenza del personale della scuola che abbia maturato i requisiti entro l’anno scolastico 2011/2012, attivata dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca nel mese di ottobre 2013, il beneficio di cui a comma 1 è riconosciuto, con decorrenza dalla data del lo settembre 2016, nel limite massimo di 2.000 soggetti e nei limiti dell’autorizzazione di spesa dì cui al comma 3.

3. Ai fini di cui ai precedenti comma 1 e 2 l’INPS prende in esame le domande di pensionamento, inoltrate secondo modalità telematiche, in deroga alla normativa vigente, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal personale della scuola di cui al comma 1, che intende avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. L’INPS provvede all’esame delle relative domande, definendo un elenco delle stesse basato su un criterio progressivo risultante dalla somma dell’età anagrafica e dell’anzianità contributiva vantate dai singoli richiedenti alla data del 31 dicembre 2012.

4. Per i lavoratori che accedono al beneficio di cui al comma 1 il trattamento di fine rapporto, comunque denominato, è corrisposto, nei termini e secondo le modalità stabiliti a legislazione vigente, assumendo come termine iniziale del periodo che precede l’erogazione del trattamento stesso la data in cui sarebbe intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro in casi di applicazione dei requisiti per l’accesso ai trattamento pensionistico previsto dall’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n 201, convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n 214, e successive modificazioni, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge.

5. Per l’attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa di 150 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017.

Conseguentemente, all’articolo 81 comma 2 sostituire le parole: 300 milioni di euro con le seguenti: 150 milioni di euro.

25. 01. Pannarale, Marcon, Martelli, Airaudo, Placido, Giancarlo Giordano, Melilla, Scotto, Franco Bordo, Costantino, D’Attorre, Duranti, Daniele Farina, Fassina, Fava, Ferrara, Folino, Fratoianni, Carlo Galli, Gregori, Kronbichler, Nicchi, Paglia, Palazzotto, Pannarale, Pellegrino, Piras, Quaranta, Ricciatti, Sannicandro, Zaratti.

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Articolo 31 (M5S)

Dopo l’articolo 31, inserire il seguente: 

ART. 31-bis. (Quota 96). 

1. A decorrere dal 1o gennaio 2017, accede al trattamento pensionistico, – nel limite massimo di 2.500 soggetti e nel limite di spesa di 25 milioni per il 2017, 70 milioni per l’anno 2018 il personale della scuola che ha maturato i requisiti entro l’anno scolastico 2011/2012, ai sensi del- l’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.

2. Per i lavoratori che accedono al beneficio di cui al comma 1, il trattamento di fine rapporto, comunque denominato, è corrisposto, nei termini e secondo le modalità stabiliti a legislazione vigente.

Conseguentemente all’articolo 81, comma 2, sostituire le parole: 300 milioni con le seguenti: 275 milioni per il 2017 e 230 milioni a decorrere dal 2018. 

31. 04. Marzana, Ciprini, Lombardi, Chimienti, Dall’Osso, Cominardi, Cariello, Caso, Castelli, Sorial, D’Incà, Brugnerotto.

--------

Dopo l’articolo 31 inserire il seguente: 

ART. 31-bis. (Quota 96). 

1. A decorrere dal 1o gennaio 2017, accede al trattamento pensionistico, – nel limite massimo di 1.000 soggetti e nel limite di spesa di 10 milioni per il 2017, e 30 milioni per l’anno 2018 il personale della scuola che ha maturato i requisiti entro l’anno scolastico 2011/2012, ai sensi dell’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.

2. Per i lavoratori che accedono al beneficio di cui al comma 1, il trattamento di fine rapporto, comunque denominato, è corrisposto, nei termini e secondo le modalità stabiliti a legislazione vigente.

Conseguentemente ridurre il Fondo di cui all’articolo 81, comma 2, è di 10 milioni per il 2017 e 30 milioni per il 2018. 

31. 03. Ciprini, Cominardi, Lombardi, Dall’Osso, Chimienti, Cariello, Caso, Castelli, Sorial, D’Incà, Brugnerotto.

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Dopo l’articolo 31 è inserito il seguente: 

ART. 31-bis. (Quota 96). 

1. A decorrere dal 1o gennaio 2017, accede al trattamento pensionistico, – nel limite massimo di 2.000 soggetti e nel limite di spesa di 20 milioni per il 2017, di 55 milioni per l’anno 2018 il personale della scuola che ha maturato i requisiti entro l’anno scolastico 2011/2012, ai sensi dell’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni ».

2. Per i lavoratori che accedono al beneficio di cui al comma 1, il trattamento di fine rapporto, comunque denominato, è corrisposto, nei termini e secondo le modalità stabiliti a legislazione vigente.

Conseguentemente, ridurre il Fondo di cui all’articolo 81, comma 2, di 20 milioni per il 2017 e 55 milioni per il 2018. 

31. 05. Ciprini, Marzana, Cominardi, Lombardi, Dall’Osso, Chimienti, Cariello, Caso, Castelli, Sorial, D’Incà, Brugnerotto. (pag.591 e seguenti)

________________________________________

Proposte modifica norma FORNERO

Sostituire gli articoli 25, 28 e 30 con il seguente: 

ART. 25.

1. A decorrere dal 1o gennaio 2017 e con riferimento ai soggetti che, nei regimi misto e contributivo, maturano i requisiti a partire dalla medesima data, i trattamenti pensionistici vigenti sono sostituiti dalle seguenti prestazioni:

  1. « pensione di vecchiaia », conseguita esclusivamente, in presenza di un’anzianità contributiva minima pari a 20 anni, al raggiungimento del requisito di età anagrafica pari a 63 anni;

b) « pensione di anzianità »,conseguita esclusivamente, a prescindere dal requisito anagrafico, in presenza di un’anzianità contributiva pari ad almeno 41 anni;

c) « pensione con quota », conseguita esclusivamente al raggiungimento di quota 98 quale somma di età anagrafica e contributiva.

………

25. 23. Simonetti, Fedriga, Guidesi, Saltamartini. (pag 477) (Lega)

_________

ART. 30.

Sostituirlo con il seguente: 

ART. 30.

1. A decorrere dal 1o gennaio 2017, le lavoratrici e i lavoratori che abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 40 anni, con esclusione di limiti anagrafici e di eventuali penalizzazioni, possono accedere al trattamento pensionistico.

2. Ai fini della determinazione dell’importo della pensione si calcola per ciascuna lavoratrice o lavoratore l’importo massimo conseguibile a requisiti pieni secondo i rispettivi ordinamenti previdenziali di appartenenza.

….*30. 1. Cominardi, Ciprini, Tripiedi, Dal- l’Osso, Lombardi, Chimienti, Cariello, Caso, Castelli, Brugnerotto, D’Incà, Sorial. (M5S)

*30. 35. Pastorino, Brignone, Civati, Andrea Maestri, Matarrelli, Artini, Baldassarre, Bechis, Segoni, Turco.  (Possibile)

* 30. 61. Tripiedi, Cominardi, Ciprini, Dall’Osso, Lombardi, Chimienti, Cariello, Caso, Castelli, Brugnerotto, D’Incà, Sorial. (M5S) (Pag.576 e seguenti)

____________________________________________

SCARICARE SINTESI EMENDAMENTI QUOTA96

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I soliti…noti


SEMPRE IN PRIMA...LINEA

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Ormai la lotta di Quota96 scuola (104 & +) tende a restare ai margini delle iniziative parlamentari, mentre sugli esodati siamo alla VIII salvaguardia, i lavoratori della scuola rimangono inascoltati e delusi, malgrado i continui appelli, interrogazioni, risoluzioni parlamentari e richieste di emendamenti che in questi anni e in questi giorni abbiamo inviato.

Anche con la legge di stabilità  era stato presentato un emendamento su Quota96 scuola alla Commissione Lavoro della Camera, in verità non molto articolato, ma è stato dichiarato inammissibile.

Niente di nuovo sotto il sole ed è per questo che i soliti instancabili protagonisti di una stagione di lotta anche oggi hanno fatto sentire la loro voce a Roma, presenti al Presidio a Montecitorio durante lo sciopero della scuola, per ricordare che siamo ancora agli arresti domiciliari da più di 4 anni.

Siamo stati derubati di 4 anni di diritti, noi lavoratori della scuola, ormai noti alle cronache dal 2012, conosciuti, blanditi e sempre fregati.

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Lavori forzati

In attesa del giudizio ...dei padroni della finanza

Ormai non ci sono più parole per descrivere il disprezzo delle leggi dello stato che declamano quando si tratta di togliere i diritti dei lavoratori, ma che dimenticano quando si tratta invece di riconoscerli.

Quando la politica si affida alle leggi del mercato e agli interessi della finanza finisce un'era nella quale i cittadini decidono della propria vita e diventano sudditi, soggetti al volere dei potenti e delle norme che loro stessi si votano contro gli interessi generali.

Malgrado tutto ci sono quelli che resistono!

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vol-14-nov

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Riccardo non demorde!

QUOTA 96 a RAI TRE

Con ostinazione, malgrado un generale disincanto dei Quota96, l'azione di alcuni di noi prosegue incessante, con articoli sui giornali, lettere ai parlamentari, richieste di interrogazioni parlamentari.

Manca la visibilità, in quanto la partecipazione in piazza latita da anni, ad eccezione di qualcuno che ha la testa tosta, Francesco, e che oltre a sollecitare con telefonate  ininterrottamente i parlamentari per cercare di non fare dimenticare il problema Q96 e Riccardo che oltre che andare in piazza riesce a ottenere qualche partecipazione a MiMandaRaitre, meglio che niente, ma sperare che gli altri risolvano il problema non aiuta, ognuno si assuma le proprie responsabilità.

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Questa è una dell'ultime interrogazioni parlamentari a cui abbiamo contribuito!

Ci sono anche di altri gruppi politici

Interrogazione a risposta scritta
Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro per la semplificazione e la Pubblica Amministrazione - Per sapere - premesso che:

la questione dei cosiddetti "Quota 96" concerne una platea di aspiranti pensionati rimasta ostaggio degli effetti della Riforma Fornero che, inspiegabilmente, non tenne conto delle specificità del comparto scuola; - l'articolo 24, comma 3, del decreto-legge n. 201 del 2011, nell'indicare il 31 dicembre 2011 quale limite tra i vecchi ed i nuovi criteri per l'accesso al trattamento pensionistico, non stabilì infatti che per il solo comparto scuola tale limite dovesse coincidere con il 31 agosto 2012, data di conclusione dell'anno scolastico. Il comparto, al fine di garantire il diritto allo studio degli studenti ha, da sempre usufruito di un'unica e sola finestra di uscita, coincidente con la fine dell'anno scolastico; - in questo modo sono risultati penalizzati tutti quei lavoratori della scuola nati nel biennio 1951-1952, all'epoca circa 4.000, i quali sono rimasti bloccati in servizio nonostante avessero maturato a fine anno i requisiti pensionistici (61 anni di età e 35 di contributi oppure 60 anni e 36 di contributi) e presentato relativa domanda di accesso al trattamento previdenziale; - sul tema dei "Quota 96" non è stata ancora trovata una soluzione definitiva in grado di porre fine al vulnus inferto all'intera platea dei lavoratori; - nonostante la presentazione di numerosi atti parlamentari e di sentenze, con conseguenti rassicurazioni ed impegni da parte del Governo, risultano essere ancora presenti lavoratori ingiustamente penalizzati; - risulta tuttavia molto difficile individuare l'esatta platea degli interessati, un punto su cui esistono da sempre opacità e mancanza di trasparenza da parte del Governo e dell' INPS. Tra i dati delle due istituzione è sempre infatti esistita una significativa discrepanza; - i comitati Quota 96 hanno recentemente presentato una stima dei soggetti interessati di massimo 2.000 unità per il riconoscimento della pensione, con decorrenza giuridica dal 1° settembre 2016 e decorrenza economica dalla data di effettivo pensionamento; - i costi per il bilancio dello Stato, a parere degli interroganti, risulterebbero decisamente contenuti relativamente al triennio 2017-2019, con massimo 1.000 soggetti che maturerebbero il diritto alla pensione nel 2017, 800 nel 2018 e 200 nel 2019; - già per altre categorie di lavoratori, inoltre, risulta essere stato individuato un numero massimo di salvaguardia da pare della ragioneria dello Stato; - si segnala altresì come la grande maggioranza dei lavoratori attualmente interessati sia costituita da insegnanti di scuola dell'infanzia e scuola primaria, che risultano impossibilitati a procedere con il riscatto della laurea perchè non prevista dalla normativa dell'epoca per l'accesso alla professione; - il Direttore Generale di INPS, cui era stata presentata richiesta dai comitati Quota 96 per l'esatta individuazione della cifra ancora interessata, ha affermato che i dati vengono forniti unicamente ad istituzioni, Ministeri o in risposta ad interrogazioni parlamentari; - la quantificazione del numero dei quota 96 è indispensabile anche nel contesto del calcolo degli oneri per l'ottava salvaguardia, attualmente all'esame della Commissione Lavoro della Camera dei deputati; si chiede di sapere se, nell'imminenza della presentazione della manovra di finanza pubblica, i Ministri non ritengano opportuno farsi carico di individuare tramite l'INPS l'esatta quantificazione della platea dei lavoratori Quota 96.

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Marcon, Pannarale (SEL)

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RICCARDO A MI MANDA

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Quota 96 e la tela di Penelope!

GOVERNO NON E' ON LINE!

Tra tweet, presenze in TV, battute strafottenti, promesse siamo ormai in balia di un governo che ascolta solo se stesso, non avendo altro interesse che difendere il suo potere, vedi legge elettorale, referendum, malgrado la situazione economica drammatica consiglierebbe il silenzio e  in un paese normale avrebbe suggerito all'attuale governo ad emigrare prima che arrivi l'ira dei cittadini!

Abbiamo seguito anche per tutto l'anno la questione Q96, inviando quando ci fosse un qualche appiglio richiesta ai parlamentari e al governo, come al solito senza risposta da parte governativa.

Ecco le ultime lettere inviate, ormai siamo ripetitivi, in quanto non c'è altro da dire, noi ci siamo e aspettiamo una risposta.

Oggi 21 settembre c'era un presidio a Roma insieme agli esodati, Riccardo era presente.

VIII salvaguardia verrà inserita nella legge di stabilità ha detto on. Damiano e credo che il governo non sarà on-line prima di allora.

Ecco noi costruiamo, loro disfano!

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Resoconto di Riccardo del presidio 21 settembre

Carissimi

ecco il resoconto della giornata di oggi al presidio degli esodati davanti al MdL.

Ma il resoconto è per noi Q96? Per i CCQ96 o per tutti i quota 96 del mondo?

Scusate l’ironia ma difronte alle masse mi intimidisco e mi emoziono.

Arrivato al presidio alle 9 circa trovo un esiguo numero di esodati (10/15) che mi accolgono con cortesia e mi aiutano a montare lo striscione.

Parlo con Claudio e mi dice che è in attesa di sapere se faranno salire una rappresentanza, gli chiedo di essere inserito anch’io.

Col passare del tempo il gruppo si rinfoltisce fino ad arrivare ad un massimo di 30/40 persone, non so se avete visto il collegamento con LA7 … eravamo tutti quelli lì inquadrati, esclusi i tre che sono saliti su.

Il primo a farsi vivo è stato come sempre l’on. Fassina che è stato coinvolto nella discussione dell’ottava salvaguardia con richieste di chiarimenti, richieste d’impegno per l’approvazione etc. etc. Era molto scettico sul fatto che sarebbe passata prima delle legge di bilancio, anche perché il governo gioca sui numeri degli esodati rimasti e su quelli che ancora devono uscire delle salvaguardie precedenti. Siccome mi ero presentato prima Fassina ha fatto riferimento anche alla nostra situazione e al fatto che quando non si vogliono trovare i numeri non si trovano i numeri.

Nel frattempo e arrivato il gionalista della LA7 e alle nostre richieste di poter intervenire alla trasmissione ci ha detto che il collegamento era breve e le indicazioni erano quelle di portare un caso particolare di esodato. Era un po' disinformato sulle diverse situazioni degli esodati e ha scelto quella più d’effetto.

All’improvviso, dal palazzo dall’altra parte della strada, è sceso il ministrone Poletti, l’abbiamo chiamato ma si è infilato in macchina e senza degnarci di uno sguardo e filato via. Questo comportamento disdicevole lo ha voluto ben evidenziato il giornalista presente tra noi durante la trasmissione.

Nell’attesa del collegamento televisivo mentre parlavo con diversi esodati, che al contrario degli altri presidi, pur avendo situazioni gravi, si sono mostrati sinceramente indignati che ancora la nostra situazione non è stata risolta, si era formato un altro gruppetto dove c’era l’on Rizzetto.

Mi sono avvicinato e in un primo momento non l’avevo riconosciuto anche perché gli stavo dietro. Rispondeva  alle domande dicendo in sostanza che la risoluzione del problema degli esodati non era una questione di fondi o di numeri ma una questione puramente politica e che secondo lui non si sarebbe risolta con un ottava salvaguardia ma nella legge di stabilità, per diversi motivi … il referendum sulla costituzione. E ha portato come esempio senza sapere che c’eravamo (forse aveva visto lo striscione), il fatto che per i q96 della scuola diversi emendamenti erano passati a loro favore e addirittura con l’approvazione di tutti ma che poi con scuse … non sono mai stati approvati. Che le risoluzioni ci sono in funzione delle diverse situazioni politiche e soprattutto dalle pressioni che arrivano dalla opinione pubblica e dalle piazze, che se non ci facciamo sentire faranno sempre come vogliono.

A proposito dei numeri gli ho fatto leggere la nostra richiesta a Bobba e mi ha chiesto se potevo lasciargliene una copia … ho fatto bene?

Non so se sono stato chiaro ma le chiacchere sono tante e la sostanza è poca.

Nel frattempo non mi sono accorto che Claudio e altri due erano andati su ricevuti da dott. Caso.

Anche se ero al collegamento non abbiamo potuto seguirlo perchè non sentivamo nulla … facevamo da comparse.

Quando Claudio e sceso mi ha riferito che per quanto ci riguarda noi Q96 non facciamo parte degli esodati e che la nostra questione non può essere risolta con l’ottava salvaguardia. Ha poi riferito su le varie situazioni in sospeso degli esodati.

Smontato lo striscione ho fatto ritorno a casa.

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Ecco ultime richieste fatte pervenire:

Al presidio di oggi e all'incontro al Ministero del Lavoro, abbiamo inviato questa ultima

Al Capo di Gabinetto Cons. Luigi Caso

alla Dott.ssa Concetta Ferrari DG Previdenza Ministero del lavoro

Oggetto : Richiesta lavoratori scuola Q96

All’attenzione del Capo Gabinetto Luigi Caso e della dottoressa Concetta Ferrari, vorremmo far presente che in data 18 agosto avevamo inviato al sottosegretario on. Luigi Bobba una richiesta di conoscere i dati dei Quota96 scuola ancora in servizio alla data del 1° settembre 2016.

La nostra preoccupazione è che senza tale numero, come già richiesto dalla Commissione Lavoro della Camera allo stesso Sottosegretario nell’ultima riunione prima della pausa estiva, saremmo costretti a rimanere in servizio ancora un altro anno e sarebbe il quinto.

Per questo motivo vorremmo sollecitare il vostro impegno affinché questo dato venga comunicato alla suddetta Commissione.

Ringraziando, aspettiamo una risposta nel senso da noi desiderato,

cordiali saluti

Comitato lavoratori Quota 96 scuola
Alleghiamo il documento inviato al Sottosegretario on. Luigi Bobba

 

All'on. Luigi Bobba, sottosegretario Ministero Lavoro

CINQUE ANNI DI QUOTA96

Vorremmo sperare che questa nostra lettera abbia un riscontro positivo.

Lei, come tutti gli onorevoli del PD, avrà ricevuto nostre missive per una semplice richiesta, il pensionamento di Quota96 e mai abbiamo avuto risposta.

Adesso nella sua qualità di sottosegretario vorremmo almeno sapere un semplice dato, come le è stato anche chiesto dall'on. Gnecchi nell'ultima riunione della Commissione Lavoro.

Non ci rinvii, come spesso è accaduto, al MIUR, sarebbe un rimpallo non confacente con la sua funzione  governativa e  derisorio nei nostri confronti.

Il MIUR ha i dati, ma li ha anche INPS, che è collegato al Ministero del Lavoro.

Il MIUR ha tirato fuori un dato, 3976 lavoratori Q96 che hanno risposto a un sondaggio, su nostra proposta nel lontano 2013 e questa la dice lunga su quanto impegno in questi anni è stato speso per risolvere la nostra situazione.

Non ci interessa accusare dirigenti dei vari uffici che si sono occupati di Quota96, ma ci sarebbe molto da dire sulla loro efficienza.

In questi anni abbiamo incontrato dirigenti MIUR inutilmente, mai che, nonostante le nostre richieste scritte, abbiano dato la disponibilità anche a lunga scadenza di fornirci i dati di Quota 96 residui.

Allora proviamo a fare un ragionamento lineare noi:

INPS gestisce milioni di pensioni ed ha i dati per fare studi a lungo termine sulla spesa pensionistica da qui al 2050 (Legge Fornero), in questi anni ha gestito 7 salvaguardie, nella IV, VI e VII sono stati interessati anche lavoratori della scuola, in permesso o congedo famigliare.

Sono stati salvaguardati circa 10 mila soggetti che rispondevano a questi requisiti, è possibile sapere quanti lavoratori della scuola sono stati salvaguardati?

INPS avendo gestito la procedura li ha, avendoli anche inviati agli uffici territoriali del Lavoro competenti e da questi agli interessati.

Sono per la maggior parte Quota96, nati nel 1951 e 1952, una porzione dei 3976 lavoratori campionati nel 2013 e che INPS e MIUR, nel 2014 hanno concordato essere i potenziali interessati al pensionamento.

Saranno 1.000 o 2.000, la risposta compete agli uffici INPS a tal compito assegnati e spetta a loro informare la Commissione Lavoro.

Le sembra un'impresa ardua, un segreto di Stato, che mette a repentaglio la stabilita dei conti statali?

Dal 2013 al 2016, gli Uffici INPS hanno gestito le domande dei lavoratori scuola che avendo raggiunto i nuovi requisiti di anzianità previsti dalla norma Fornero sono usciti dal lavoro con la pensione anticipata (ex pensione di anzianità), nel 2015 e 2016, 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 1 anno in meno per le donne.

Sappiamo che lei è informato, ma per presentare domanda sul sito INPS, occorre scegliere tra le diverse opzioni, vecchiaia, anticipata, opzione donna e quindi INPS sa quanti lavoratori della scuola sono usciti con i nuovi requisiti sulla pensione anticipata o per opzione donna.

Tali dati da INPS vengono comunicati agli uffici periferici del MIUR (ex provveditori, adesso UST) che informano i lavoratori dell'accoglimento della loro domanda.

Le sembra che copia di questi dati sia impossibile da reperire, tra questi due uffici ministeriali?

Abbiamo solo provato a dare suggerimenti per non ascoltare per l'ennesima volta la favola che non ci sono i dati di Quota96, non abusate della nostra intelligenza e non offendete la vostra!

Dobbiamo essere noi a suggerire un incontro tra gli uffici dei due ministeri, conferenza dei servizi?

È nella sua possibilità poter ottenere e comunicare questi dati alla Commissione Lavoro, saremo 1.000 o più gli ultimi residui Quota96, le coperture ci sono come lei ben sa, i fondi destinati alla VIII salvaguardia sono di molto superiori ai 34 mila esodati rimasti, sono 42 mila potenziali lavoratori che si potrebbero pensionare.

 

Comitato lavoratori Quota 96 scuola                                                      18 agosto 2016


Il 19 settembre questa

 

Al Dottor Giuseppe Bonelli

Ufficio IV, personale docente ed educativo

viale Trastevere 76/a 00153 Roma

Oggetto: ricognizione Q96 residui

E’ in discussione alla Commissione lavoro della Camera la Proposta di legge n.3893, DAMIANO ed altri: "Modifiche all'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nonché ulteriori disposizioni di salvaguardia in materia di accesso al pensionamento e di decorrenza delle prestazioni pensionistiche”.
Il Comitato Lavoratori Quota96 scuola, vista la richiesta avanzata dalla Commissione Lavoro della Camera nell’ultima riunione, prima della chiusura estiva, al sottosegretario on. Bobba di avere il numero di lavoratori della scuola, ex Quota96, rimasti ancora in servizio, per poterli inserire nella suddetta proposta di legge, chiede che il MIUR fornisca tali dati in quanto sono necessari per l’inserimento dei Quota96 nella suddetta proposta.

Questo dato è fondamentale affinché si possa giungere, finalmente, alla risoluzione dell’ormai infinita storia iniziata nel 2011 con il procrastinare anche di 7 anni il diritto al pensionamento che tutti, dal parlamento, a tutti i partiti, agli stessi Governi passati e presenti hanno riconosciuto.
Siamo certi che gli uffici del Ministero possano nel più breve tempo possibile fornire questi dati, prima della riapertura della discussione in Commissione lavoro, entro la fine di settembre, altrimenti i Quota96 per l’ennesima volta verrebbero esclusi da un provvedimento di legge, in quanto la RGS senza questo numero non accetta di bollinare il provvedimento.

Per questo motivo ci permettiamo di fare alcune considerazioni riguardo ai lavoratori Quota 96 della scuola rimasti in servizio.
Il dato da cui partire è la rilevazione effettuata nell’ottobre 2013 dal MIUR, su nostra sollecitazione, che certificava in 3976 le domande pervenute dei lavoratori della scuola che raggiungevano quota96 al 31 dicembre 2012.
Dato ritenuto valido sia dal MIUR che infine dallo stesso INPS, come comunicatoci il 7 ottobre 2014 dal dottor Chiappetta.
In questi 4 anni molti dei suddetti lavoratori sono usciti per vari motivi, che il MIUR ha ben presente.
Parliamo di due salvaguardie, la IV e la VI in particolare, che hanno interessato anche i lavoratori della scuola fruitori, nel 2011, di congedi parentali o permessi Legge 104 anche per 1 giorno.
Il MIUR ha tutti gli strumenti per conoscere tale dato, in quanto per permettere il pensionamento di tali lavoratori, nel 2014 ha dovuto emettere una circolare specifica per l’uscita ad anno scolastico già avviato, oltre il 7 ottobre 2014, per i lavoratori interessati dalla IV salvaguardia.
Nel 2015 è dovuto intervenire lo stesso Parlamento con un articolo specifico per la VI salvaguardia per lo stesso motivo.
Parliamo anche del personale della scuola Q96 che ha raggiunto dal 2013 al 2016 i nuovi requisiti per la pensione anticipata della norma Fornero.
Dati facilmente rintracciabili in quanto la domanda da effettuare sul sistema Polis, per la pensione anticipata, prevede la scelta di un’opzione specifica e lo stesso dicasi per le lavoratrici che hanno scelto l’uscita anticipata con l’opzione donna.
Sappiamo anche che questi dati sono stati conteggiati per l’indizione dei concorsi per il personale docente, concorso 2012 e concorso 2016.
Siamo certi che il MIUR abbia tutto l’interesse a chiudere questa vicenda, che aprirebbe la porta a un migliaio di precari in attesa di sistemazione, e quindi sicuri di una sollecita risposta, porgiamo distinti saluti.

I COMITATI EX QUOTA 96 LAVORATORI DELLA SCUOLA
Comitato Civico Quota96 scuola (Pagina facebook https://www.facebook.com/groups/1430003670585391 )                                                 Comitato lavoratori quota96 (Blog https://quota96.wordpress.com )
Gruppo di discussione web su quota 96 (http://www.antoniobusato.it/?page_id=2819 )
Quota 96 (gruppo facebook https://www.facebook.com/quota96 )

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Siamo sempre noi!

"Caro" PD  ti ricordiamo....

Come sempre noi inviamo una lettera per rinfrescare la memoria di chi vuole dimenticare l'orrore voluto consapevolmente dalla Fornero e che il PD in tutti questi anni al governo ha cercato di silenziare, di nascondere e di mettere sotto i faldoni, sempre in fondo, caso mai qualcuno si accorgesse che al quinto anno dal famigerato Governo Monti-Fornero (PD-PDL) noi siamo sempre in attesa.

Noi siamo sempre qua, come abbiamo scritto qualche  settimana fa e inviamo ennesima lettera su quello che in questo anni abbiamo sempre detto, sono debitori nei nostri confronti e sarebbe ora che la smettessero di cincischiare, abbiamo gli stessi diritti degli esodati, dei ferrovieri, dei congedati, dei privati e degli statali della PA , di chi è senza lavoro e lo stanno sistemando, ma anche chi lavora oppure era in "cassa integrazione".

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Agli onorevoli XI Commissione Lavoro Camera dei Deputati

DAMIANO, GNECCHI, ALBANELLA, ARLOTTI, BARUFFI, BOCCUZZI, CASELLATO, DI SALVO, CINZIA MARIA FONTANA, GIACOBBE, GRIBAUDO, INCERTI, PATRIZIA MAESTRI, MICCOLI, PARIS, GIORGIO PICCOLO, ROTTA, SIMONI, ZAPPULLA

C’E’ ANCORA QUOTA96

Abbiamo letto la proposta di legge 3893, da voi presentata il 10 giugno 2016 (VIII salvaguardia) e pensavamo che finalmente anche noi potessimo giungere al traguardo.

Notiamo che si fa riferimento al personale viaggiante, ai congedati,agli esodati, ai lavoratori agricoli, ai lavoratori edili e ci è sorto il dubbio che qualcuno per sbaglio abbia dimenticato Quota96.

Ci ricordiamo che avete sempre cercato, e giustamente, di risistemare gli orrori della Fornero, inserendo nuove categorie rispetto a quelle previste inizialmente.

In questi anni tanti parlamentari si sono occupati della nostra vicenda e anche alcuni di voi, estensori di questa proposta, hanno interloquito con noi.

Per questo motivo ci sembra che questa lacuna sia da colmare in quanto ormai da cinque anni aspettiamo la risoluzione di questo errore tecnico voluto.

Alcuni di voi hanno ottenuto di non svantaggiare chi andava in pensione con un’età inferiore a 62 anni, con il rischio di penalizzazione.

Tutti questi interventi avevano costi non eccessivi, come lo sono quelli per noi.

Leggendo la presentazione della proposta notiamo con piacere che finalmente anche voi mettete in discussione le tante cifre volutamente sbagliate che in questi anni sono uscite dagli uffici INPS, a partire dalla prima ipotesi di soli 50 mila potenziali esodati, ormai completamente sbugiardati dai dati reali e che voi riportate.

In questi 5 anni, dal 2011 e con 7 salvaguardie approvate non c’è un dato previsto dagli uffici INPS che sia mai stato confermato, sempre numeri sovradimensionati, caso strano, imperizia, incompetenza, non vorremmo pensare fosse dolo.

Potremmo dire lo stesso anche della Ragioneria dello Stato per quanto riguarda Quota96, che calcolava in più di 400 milioni la spesa per l’uscita del personale della scuola.

Dati INPS e RDS sempre da noi contestati, mai forniti ufficialmente dal MIUR e da INPS malgrado le nostre richieste, sia a noi lavoratori che a voi parlamentari.

Vi abbiamo tediato con infinite lettere sui costi reali, che tengano conto dei risparmi ottenuti con immissione di giovani docenti al posto degli anziani sessantaquattrenni attuali, che come vi abbiamo spiegato sono solo ormai alcune decine di milioni per gli ultimi lavoratori della scuola nati nel 1952 (circa un migliaio).

Sarebbe impossibile prevedere che nei 32 mila da voi ipotizzati, ci siano 1.000 Quota96 scuola?

Oppure portare il numero a 33 mila la platea della VIII salvaguardia, visto che ci sono risparmi per 34 mila potenziali lavoratori e sarebbe semplice aggiungere mediamente 10 milioni in più per gli anni 2016, 2017 e 1018?

Speriamo che ormai sia chiaro:

  1. che il nostro è un lavoro riconosciuto usurante psichicamente;
  2. non siamo i soli rimasti al lavoro (vedi edili, ferrovieri ecc).

Siamo stufi della solita litania, ”ma voi un lavoro lo avete!”, perché ormai tra noi c'è chi ha  minimo 41 anni di servizio e 64 di età.

Ricordiamo che questa è l’età che le attuali norme prevedono per risolvere le situazioni dei dipendenti privati (art. 15 Legge Fornero).

Si potrebbe rinnovare la richiesta di estensione dell'art.15 a dipendenti pubblici ed autonomi, come già richiesto dall’on. Gnecchi che ha avuto la solita risposta esagerata in numeri e cifre da INPS e R.d.S., per giunta datate al 2014.

Tra l’altro le ultime proposte di legge ruotano sui 41 anni di contributi per i lavoratori precoci ed altre categorie, quota che noi abbiamo ampiamente sforato.

Comitato lavoratori Quota96 scuola                                                                                18 luglio 2016

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Settembre si avvicina

Continua la solita solfa del PD

Tanto per non smentirsi assistiamo al solito balletto di proposte che ogni anno nel periodo estivo i parlamentari del PD enunciano.

Una parte che vorrebbe fare delle modifiche sulla legge Fornero, un'altra che non è d'accordo, nel frattempo ci sono sempre distinguo, interventi a gamba tesa, ultima di oggi del presidente INPS, che dal suo scranno enuncia le ultime assurdità, affermando che un sesto dei risparmi ottenuti dalla ghigliottina sulle pensioni è stato utilizzato  per le salvaguardie ed altre amenità simili, tipo che un ottavo dei salvaguardati ha pensioni di 3 mila euro, oppure che i costi per la gestione di queste pratiche è oneroso per le casse dell'INPS.

Non vogliamo contestare le cifre per non perdere tempo, ma al momento la cifra destinata alle salvaguardie è di poco superiore agli 11 miliardi, cifra che è maggiore dell'effettiva spesa per le sette salvaguardie almeno di un miliardo.

Da qui al 2050 il risparmio previsto sfiora i 4oo  miliardi (10 miliardi ogni anno!) e dopo eventuale ottava ed ultima salvaguardia, da coprire con i soldi non utilizzati dalle salvaguardie precedenti non sono previste ulteriori costi.

Noi di Quota96 siamo solo e sempre l'ultimo problema di queste bande, ecco perché questa volta ci affidiamo alle canzoni per inviare un promemoria al solito PD.

Due anni significativi, il famoso 2011 di Vasco è l'anno della riforma Fornero, il 1985 dei Righeira per molti  di noi corrisponde all'assunzione in ruolo, dopo anni di precariato.

Tra queste due date è trascorsa la nostra giovinezza, sono passati i nostri sogni e per molti di noi sono stati anni fondamentali di crescita, anche di fatica nel lavoro e non solo, ma impegno, partecipazione e la voglia di cambiare il mondo, e non siamo ancora stati domati, malgrado gli acciacchi della vecchiaia e la disillusione che con il tempo cresce.

Nel 2016 molti di noi vivono ancora in una situazione di attesa, da vecchi, come quando si era giovani precari.

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Al segretario del PD, Matteo Renzi

A tutti i parlamentari del PD

SIAMO ANCORA QUA …. (citando Vasco 2011)

Non vorremmo ripeterci ma non si può scherzare sulle traversie di coloro che sono in attesa di andare in pensione.

Forse molti di voi non si sono accorti che sono passati quasi 5 anni dal quel famoso dicembre 2011, quando il governo Monti-Fornero a trazione PD-PDL ha deciso che le regole del diritto non valgono per i lavoratori della scuola, ferrovieri ed esodati.

Abbiamo cercato in questi anni di interloquire con tanti esponenti del vostro partito nelle diverse forme che la nostra creatività è riuscita a elaborare, spesso con rabbia, a volte con ironia e con fiducia, credendo ingenuamente che ci si potesse fidare delle tante promesse che dal 2012 (proposta Ghizzoni-Bastico e successive) provenivano dall’interno dei vostri gruppi parlamentari.

Adesso assistiamo al ribaltamento di tante promesse fatte, non più soltanto il riconoscimento del nostro diritto negato, ma tanti nuovi acronimi (APE o RITA, prestito, anticipo agevolato) che preannunciano altre fregature.

Ai giovani turchi, che oggi scoprono che il governo si è occupato poco di pensioni, ricordiamo che ai vostri parlamentari abbiamo inviato infinite lettere di dati, conti e analisi su Quota96 scuola.

Il Presidente della Commissione Lavoro Damiano, che adesso pensa che APE sia una buona soluzione per chi è senza lavoro in tarda età, sa anche bene che in Commissione si sono arenate le proposte di legge di riforma della Fornero sulla flessibilità in uscita e su un massimo di contributi per uscire senza penalità, per non parlare dei lavoratori precoci e dei lavori usuranti, a cui sono soggetti i docenti di Quota96 scuola, per l’ostruzionismo di Governo, INPS e RDS.

A Bersani e agli altri esponenti del PD che in direzione scoprono il dramma dei pensionati e dei mancati pensionati, vorremmo porre una domanda:ma occorreva aspettare 5 anni di governo con il PD forza determinante per scoprire che la legge Fornero era una “porcata”?

Quante lettere abbiamo inviato al suo partito per correggere gli errori più evidenti come Quota96 ed esodati!

Quante iniziative (presidi, conferenze stampa, manifestazioni, sciopero della fame, partecipazioni a trasmissioni TV,…) in questi anni abbiamo attuato per porre alla vostra attenzione il problema delle pensioni!

Al Presidente Renzi e ai suoi Ministri vorremmo solo ricordare quando con un voto di fiducia ha riscritto un emendamento per eliminare la possibilità di uscita dei Quota96, con false promesse di risoluzione successiva (agosto 2014, decreto Madia).

Non ci interessano giochi di corrente all’interno del vostro partito, noi non siamo merce di scambio, a questo punto avariata, per scardinare centri di potere, dopo la batosta elettorale subita, per non avere voluto ascoltare il sentire comune, il disagio della gente, le proteste dei lavoratori.

Siamo ormai abituati ad essere la vittima sacrificale quando si parla di modifiche della Fornero, si salvano altre situazioni, ma i Quota96 scuola sono un tabù, non si può toccare, ne va della finanza nazionale e del rapporto con l’Europa.

Poi scopriamo che il deficit dell’INPS è dovuto a coloro che i contributi non li pagano o non li possono pagare per la crisi economica che voi non sapete gestire dal 2011.

I risparmi annuali di 10 miliardi sulle pensioni della Fornero sono il prezzo che paghiamo, noi lavoratori,per risanare l’economia, perché non volete toccare i privilegi di tante caste.

Non vogliamo privilegi, ma solo i nostri diritti previsti dalle norme di legge, noi non possiamo aspettare a lungo, settembre ci aspetta con l’apertura della scuola.

L’ESTATE STA FINENDO… (Righeira 1985)

Comitato Lavoratori Quota96 Scuola

 

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La canzone di Vasco

La canzone dei Righeira

 

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Invito con selfie

PAROLE........PAROLE......

Ormai siamo abituati alle promesse mai mantenute del governo e raccogliamo le affermazioni di questi giorni della Madia di scendere tra la "gente", dopo la scoppola presa alle elezioni.

Sappiamo che sono parole, come diceva una grande cantante italiana e noi raccogliamo la sfida.

Renzi ci negherà un selfie a Palazzo Chigi?

 

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Al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

Al Ministro P.A. Marianna Madia

a tutti i Ministri

QUOTA96 DISPONIBILE A INCONTRARVI

Leggiamo con attenzione le notizie provenienti da Palazzo Chigi e ci interessa in particolare la disponibilità di tutti voi a scendere nelle strade e nelle piazza per incontrarvi con i cittadini e ascoltare le loro richieste.

Ormai siamo al quarto anno di attesa per la soluzione di Quota96 scuola e quindi accogliamo favorevolmente la vostra proposta.

In tutto questo tempo abbiamo cercato di interloquire con voi in tutti i modi possibili, dai presidi a Roma, allo sciopero della fame, alla richiesta di incontro, ai comunicati  a iosa, alle interpellanze al governo, alle conferenze stampa, con l’appoggio dei parlamentari dei vari gruppi politici, agli emendamenti sempre rimasti in sospeso, oppure quelli approvati e bocciati all’ultimo momento (vedi decreto Madia, agosto 2014).

Se la vostra sbandierata proposta è reale, noi siamo disposti a venire a Roma, a trovarci in altre città d’Italia, al mare o in montagna, sulla strada

Siamo anche pronti a chiacchierare al bar, sorseggiando un aperitivo o un drink, visto il clima caldo del periodo.

Servirebbe a noi per sondare le vostre reali intenzioni e potrebbe servire a voi per ascoltare le tante voci dei lavoratori della scuola, sulle pensioni, sui Quota96, ma anche sui programmi e sulle metodologie, ormai noi siamo troppo vecchi e vorremmo lasciare una traccia di quanta della nostra vita abbiamo speso nella scuola.

Non vorremmo che fosse una manfrina, come è successo l’anno scorso sulla legge sulla “Buona scuola”, quando malgrado un sollevamento generale dei docenti e degli studenti, con scioperi e continue manifestazioni per tanti mesi, l’ incontro proposto dal presidente Renzi  con i lavoratori non è avvenuto anzi si è risolto con una legge approvata con un voto di fiducia solo dai partiti di maggioranza.

Dateci un colpo o un cinque, siamo disponibili anche a un selfie con tutti voi, a condizione che non ci lasciate ancora in servizio.

Che ne pensate?

Sarebbe un riconoscimento non solo a noi, ma anche ai tanti sconosciuti e bistrattati lavoratori della scuola, che hanno fatto tanti sacrifici per il paese.

Comitato Lavoratori Quota96 Scuola

Giugno 2016

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Errori e orrori

Riccardo e Damiano

Alla trasmissione Mimandaraitre del 24 giugno è intervenuto, tra gli altri fregati dalla norma Fornero, con un videomessaggio il nostro Riccardo, che sta diventando un personaggio pubblico per quanto riguarda la questione Quota96.

Ha posto diverse questioni e le ascolterete, ma la cosa che più sorprende dell'on. Damiano è l'incipit: "Ci sono tre errori....", pensavamo che quando si fanno le leggi dei ministri e del parlamento ci si potesse fidare.

Si pensa che siano persone competenti, giunte a quell'incarico perché capaci, dediti al benessere dei cittadini e poi scopriamo che sono giunti a quel posto, perché qualcuno deve svolgere un compito che altri non vogliono assolvere.

Non parliamo di merito, su cui si sciacquano la bocca, né vogliamo dire che sono incompetenti, sanno quello che debbano fare e lo fanno coscienti di dover difendere i loro interessi di casta e dei loro amici al potere e di non volere pagare loro la crisi che hanno creata.

Si chiamano Killer, quelli che sparano al posto degli altri e pagano quando vengono scoperti, come anche i mandanti.

Per gli orrori della Fornero, ormai scoperta come esecutore degli ordini della BCE, chi pagherà?

Ci sono anche i complici in quell'esecuzione, da Monti, a Bersani, a Berlusconi, ai tanti parlamentari che hanno votato?

Anche questi sono complici, ma nessuno pagherà, si auto-assolvono.

Tratto da MiMandaRaiTre del 24 giugno 2016

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A.P.E.R.I.T.(A).IVO a Palazzo Chigi

 CORNUTI E MAZZIATI

A.P.E.R.I.T.(A).IVO a Palazzo Chigi

CORNUTI E MAZZIATI

Non ci vuole molto a capire che i sindacati abbiano solo voglia di far parte della compagnia,  invitati ad ascoltare l'ennesima fregatura che il governo propina ai pensionandi mazziati dalla norma Fornero, in particolare i Quota96 Scuola e gli esodati e le altre categorie che ormai il lavoro non lo hanno e non lo avranno più a 60 anni, espulsi ormai dal mondo del lavoro e senza prospettive.

Vorremmo sperare che l'A.P.E.R.I.T.(A).ivo fosse almeno amaro e gli sia rimasto sullo stomaco, ma sembra che lo abbiano gradito, ascoltando le loro dichiarazioni all'uscita della visita di cortesia, questo è il termine corretto per definire l'incontro.

Nessuno osa chiedere ai sindacati di organizzare scioperi, manifestazioni, sollevazioni popolari e dei lavoratori come succede in Francia, ma che dopo anni di silenzio complice e dopo inutili proposte di modifiche della legge Fornero accettino una proposta che è solo scandalosa ci fa riflettere che il burrone è sempre più vicino.

Non basta un bocconiano (sottosegretario Nannicini) e un toscano furbo per preparare polpette avvelenate da servire sul piatto dei disperati ormai senza lavoro (esodati, 15 enni..) e del personale della scuola ormai stremato da anni di attesa e promesse tradite, ma ci vuole l'avvallo di quelli che pomposamente si definiscono dalla parte dei lavoratori e dei pensionati (CGIL-CISL-UIL).

Proposte semplici, come una VIII salvaguardia, che riconosca agli ultimi esodati e alle altre categorie coinvolte (15 enni, contributori volontari, Quota96 scuola, personale viaggiante..), una via di uscita in anticipo non è stata nemmeno presa in considerazione, come sono svanite le tante promesse sindacali presentate in paludati convegni, assemblee o presidi di modifica della Fornero!

Si è deciso che per uscire prima occorre anche genuflettersi di fronte a questi geni al Governo; la soluzione è quella di farsi dare soldi dalle banche (anche quelle amiche?) e poi restituirli anche in 20 anni; significa volere incentivare i fondi pensioni, aprendoli anche alle banche, con un meccanismo di anticipare il beneficio e versare contestualmente il prestito.

Si potrebbe eventualmente, per dare un contentino anche ai sindacati che partecipano contenti a quel banchetto, coinvolgere i  fondi pensione gestiti anche da loro.

Si apre una nuova fonte di finanziamento per i privati, banche e assicurazioni, se vuoi la pensione te la paghi fino alla morte (20 anni di am.mort.amento!).

Una volta si diceva che le banche ti riducono sul lastrico, adesso hanno pure il padrino, che gli da una mano per portarti alla tomba e il mutuo pensionistico in eredità!!

Comitato Lavoratori Quota96 scuola              15 giugno 2016

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Diritto negato solo a Q96?

Lotta continua o sollecito perenne?

Ormai i commenti sono inutili, ennesima provocazione se non si vuole ascoltare e una questione di cifre diventa la scusa per non affrontare il banale diritto di uguaglianza tra tutti i cittadini, oppure gli stiamo proprio sulle scatole?

Basta la volontà politica! I soldi ci sono!

Quota96 un diritto acquisito!

Alla Commissione Bilancio

alla Commissione Istruzione

Alla commissione Lavoro

Al Ministro…..

Non ci piace ripetere la solita cantilena e quindi niente recriminazioni, niente contumelie, ma la semplice constatazione di quello che diciamo da anni.

Dal Report salvaguardie INPS aggiornato a maggio 2016, uscito in questi giorni risulta evidente che non ci sono scuse per non risolvere la questione Q96, ormai un residuo della Legge Fornero, unico tra i tanti casi ormai lasciato insoluto.

I dati sono chiari, delle sette salvaguardie che il Parlamento ha approvato in questi anni, cercando di risolvere i punti critici della norma Fornero, risulta che dei 172.466 soggetti che la legge aveva previsto, le certificazioni accolte  sono 125.452, mentre risultano giacenti 15.009 domande inviate, 1.602 giacenti delle prime sei salvaguardie, e 13.407 giacenti della VII salvaguardia che molto probabilmente saranno accolte parzialmente, circa la metà, tenendo conto del rapporto tra domande inviate, domande accolte e domande non accolte, per cui si arriva a 40 mila possibili soggetti ai quali concedere la VIII salvaguardia.

Un conteggio più approfondito darebbe questi risultati:

Salvaguardia Giacenti verranno accolte Non verranno accolte
I 0 0 0
II 720 493 227
III 85 45 40
IV 45 32 13
V 138 54 84
VI 614 380 234
Totale 1602 1004 598

Per la VII salvaguardia inseriamo il conteggio più approfondito per mettere in evidenza alcune questioni:

 

VII

Dalla Tabella allegata emerge:

I lavoratori collocati in mobilità o trattamento speciale edile: le domande presentate superano Numero-limite previsto (6.300 soggetti), con 14.218 domande presentate e 9.031 giacenti, ma moltissime non accolte.

Soggetti con contribuzione volontaria a fronte di 9.000 soggetti previsti, domande pervenute 7.381,  1.711 giacenti, anche in questo caso molte rigettate.

I lavoratori cessati superano con 6.055 domande pervenute il Numero-limite previsto (6.000 soggetti),  ma anche in questo caso le domande non accolte sono alte.

Negli altri due casi le domande pervenute sono inferiori ai posti disponibili, 1.156 nel caso dei lavoratori  a TD (3.000 previsti), anche in questo caso molte domande non accolte e nel caso dei congedi  per figli disabili a fronte di 2.000 previsti 317 domande pervenute, anche in questo caso molte rigettate.

Facendo gli stessi calcoli delle salvaguardie precedenti risulterebbero i seguenti dati:

Tipo salvaguardia Giacenti Verranno accolte Non verranno accolte
Lavoratori mobilità 9.031 3.178 5.853
Prosecuzione volontaria 1.711 1.280 431
Lavoratori cessati 1.951 1.121 830
Congedo 180 83 97
Lavoratori T.D. 534 196 338
Totale 13.407 5.858 7.549

In conclusione Soggetti previsti con le sette salvaguardie 172.466 soggetti

Certificazioni attualmente accolte 125.452; altre domande potenzialmente accoglibili 5.858 (VII Salvaguardia) + 1.004 (precedenti salvaguardie) per un totale di 6.862 soggetti da aggiungere e complessivi soggetti salvaguardati di 132.314;

rimangono a disposizione 40.132 posti (172.466 - 132.314).

Tutti coloro, la cui domanda  è stata accolta e verrà accolta sono nel limite della platea prevista e quindi saranno tutte accolte.

Gli esodati, attualmente non coperti dalle salvaguardie secondo i calcoli dei comitati esodati, sono 24 mila, prendendo come data limite dicembre 2011 per le crisi aziendali.

Si vocifera che si intenderebbe spostare questa data e comprendere le aziende in crisi successivamente e inserirli nella VIII salvaguardia di cui si parla.

Il governo sembra abbia intenzione di modificare la legge Fornero e si sta discutendo di flessibilità a cui potrebbero accedere i lavoratori negli ultimi tre anni con penalizzazioni.

Notiamo lo sforzo che il Parlamento e i Governi hanno svolto in questi anni per correggere le situazioni non previste dalla Norma Fornero, che si basava solo su potenziali 55 mila esodati, mentre nel tempo, comprendendo anche altre situazioni siamo arrivati a 172 mila casi trattati.

Il Parlamento ha cercato di inserire in queste salvaguardie anche situazioni che si sono presentate successivamente:

pensiamo all’allargamento dei congedati o in permesso per motivi famigliari, che dai previsti 4.300 soggetti della IV e VI salvaguardia sono stati pensionati 9.197  aventi diritto, una parte dei quali è nata dopo il 1952 e non avevano raggiunto nel 2012 la Quota96 ed erano lavoratori ancora in servizio e quindi con uno stipendio.

Pensiamo ai lavoratori a TD e a contributori volontari la cui situazione drammatica era da prendere in considerazione.

Ci sono 40 mila posti che possono servire a salvare situazioni non previste, dalle tabelle notiamo che spesso in questi anni si sono presi in considerazione situazioni giuste, ma le cui previsioni superavano le reali esigenze, spesso con dati notevolmente superiori; nella VII salvaguardia i congedati previsti 2 mila sono 7 volte maggiori delle domande presentate, i posti rimasti disponibili sarebbero potuti essere dati alla disponibilità di Q96 scuola, che ormai ad anno scolastico concluso, sono ancora di meno, dopo le uscite per congedi o per aver raggiunto i nuovi requisiti.

Chiediamo che per un normale diritto di uguaglianza tra tutti i cittadini e prima che finisca  l’anno scolastico si prenda in considerazione la nostra situazione e si conceda almeno per quelli che andrebbero in pensione nel 2017, 2018 e 2019 un diritto acquisito e anche dal Parlamento riconosciuto, a parziale ricompensa di 4 anni di attesa.

E’ impossibile riconoscere come è stato fatto con gli altri casi, anche allargando le maglie,  questo diritto?

Comitato lavoratori Quota96 scuola

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ERAVAMO CENTOMILA!!!

ENNESIMA MISTIFICAZIONE SUI DATI REALI

Q96stracciata

Non c'è fine alla farsa dei dati sui exQuota96 della scuola ancora in servizio.

INPS continua a dare i numeri, nel vero senso della parola mistificando i conteggi e assemblando dati che non sono tra di loro correlati, o meglio a noi non è consentito avere un quadro analitico di questi conteggi.

Spieghiamo l'arcano di questa ennesima presa per i fondelli dell'ultimo report consegnato alla Commissione Lavoro della Camera, riguardante tutto il personale della PI nato nel 1952, interessato ad un'eventuale modifica della famosa legge Fornero, in modo da permettere anche ai pubblici di essere equiparati ai privati, ai quali è consentito di uscire a 64 anni dal lavoro, se erano Q96 nel 2012 (60 anni e 36 di contributi, oppure 61 anni e 35 di contributi) oppure per le donne con 20 anni di contributi e 60 anni di età.

L’onorevole Gnecchi (PD), aveva chiesto di conoscere la quantificazione della platea dei beneficiari e degli oneri delle disposizioni di cui al comma 15-bis dell’articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011 (cosiddetto decreto « Salva Italia »):

"15-bis. In via eccezionale, per i lavoratori dipendenti del settore privato le cui pensioni sono liquidate a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima:

a) i lavoratori che abbiano maturato un'anzianita' contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 i quali avrebbero maturato, prima dell'entrata in vigore del presente decreto, i requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2012 ai sensi della tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, possono conseguire il trattamento della pensione anticipata al compimento di un'eta' anagrafica non inferiore a 64 anni;

b) le lavoratrici possono conseguire il trattamento di vecchiaia oltre che, se piu' favorevole, ai sensi del comma 6, lettera a), con un'eta' anagrafica non inferiore a 64 anni qualora maturino entro il 31 dicembre 2012 un'anzianita' contributiva di almeno 20 anni e alla medesima data conseguano un'eta' anagrafica di almeno 60 anni (20)."

Resoconto della Commissione Lavoro del 12 maggio 2016

l'INPS dichiara: il numero di lavoratori interessati, che maturano il requisito anagrafico di 64 anni nel periodo 2013-2017, è stimato in 44.300 unità (35.600 donne e 8.700 uomini)

L’INPS ha, inoltre, precisato che tale stima ricomprende anche i lavoratori nati dopo il 1952 che maturano il requisito della quota 96 con almeno 60 anni di età.

La valutazione è stata effettuata su tutte le posizioni assicurative della Gestione dipendenti pubblici (GDP) al netto dei pensionamenti fino a tutto settembre 2015, stimando le anzianità contributive e il comparto di appartenenza, compreso il comparto scuola.

%%%%%%

A questo punto io vado in tilt e dico ma quanti eravamo realmente e perché continuano a mischiare i dati tra chi ha il numero minimo di contributi necessari (donne con 20 anni) che molto probabilmente vuole continuare a lavorare per non avere una pensione al limite della sopravvivenza, con la quale in una città di medie dimensioni riesci appena a pagare l'affitto.

Perché continuare a inserire anche chi è nato nel 1953 (64 anni nel 2017!), ma anche chi è nato prima, nel 1949 (64 nel 2013??) come affermato dalla stessa relazione dell'INPS? Si riferiscono alle donne che non avevano il contributo minino di 20 anni!!

Dal conteggio sono stati eliminati coloro che in pensione ci sono già andati fino al 2015, altri ci andranno nel 2016!

Perché non riportare i dati per settore senza metterli nello stesso calderone? Quanti sono quelli della scuola exQ96, sui quali il parlamento e il governo prendono impegni mai mantenuti?

Allora si pone il problema, estrapolando i dati ufficiali della Ragioneria Generale dello Stato, da cui risulta che il personale della scuola nel 2013 era complessivamente di 1.027.863 lavoratori a fronte di 3.232.954 di tutto il P.I., ma quanti erano i fregati dalla Fornero?

Nel 2014 i dati sono variati di poco 1.038.606 lavoratori nella scuola (di cui 3314 in comuni, province..., 884.338  stabili, 15o.924 precario), 3.253.067 lavoratori nel P.I..

Se sono 44.300 nel PI ancora quelli in attesa di una soluzione per andare in pensione e una buona parte di quelli fregati nel 2012 è andata in pensione ci avviciniamo quasi a 100 mila rimasti bloccati, dato che una buona parte è andata in pensione dal 2012 al 2015 (per aver raggiunto i requisiti Fornero, con opzione donna, in quanto beneficiari delle salvaguardie per congedo o permessi parentali).

Se questi sono i dati di tutto il PI, quanti erano i lavoratori della scuola  e quanti sono rimasti?

Facendo un confronto, supponendo che i lavoratori siano ripartiti per classi di età e per contributi versati, omogeneamente distribuiti sia nella scuola, sia negli altri settori del PI, calcolando i dati del 2013 risulta che la scuola occupa il 31,79% del personale del P.I..

Con le stesse ipotesi, su 44.300 ancora in servizio e in attesa di essere pensionati, il personale della scuola supera 14 mila!!! (14.844).

A che gioco giochiamo, a chi vogliono prendere per i fondelli!

Arriviamo a calcoli senza senso e senza nessun appoggio statistico, nel 2012 allora nella scuola i Q96 e le donne con un minimo pensionistico di 20 anni di contributi erano 30 mila??

Come mai nelle ipotesi peggiori INPS all'inizio della lotta di Q96 parlava di 9 mila aventi diritto e il MIUR stimava in cura 4 mila interessati ad uscire? La successiva rilevazione del 2013 si avvicinava a quella cifra, perché in questi anni anche INPS aveva assunto questo dato e non lo ha mai smentito?

Quale credibilità possiamo ormai dare a organi dello stato che danno i numeri???

E' possibile che i dati analitici non siano consegnati al parlamento? E' possibile che anche i parlamentari si facciano prendere in giro e prendano per oro colato e senza contraddittorio dati a casaccio?

Come mai anche loro per anni hanno discusso inutilmente, presentato emendamenti bocciati dal Governo di turno, prendendo come dato accertato 4 mila nel 2012 e ultimamente elaborando calcoli con meno di 2 mila lavoratori della scuola ancora da mandare in pensione?

Peccato che ad agosto 2014 eravamo un migliaio in piazza, insieme ai precari, per richiedere i nostri diritti!

Senza lotte, nessuno ti regala niente e anzi continuano a sbeffeggiarti!!.

P.S.: per anni ci hanno detto che mandare in pensione 4 mila lavoratori della scuola Q96 nel 2012 avrebbe avuto un costo aggiuntivo per lo stato di circa 420 milioni di €, che avevano intenzione di ammortizzare in 4 anni.

Abbiamo sempre contestato questa cifra affermando che si sarebbe dovuto tenere conto del risparmio che si sarebbe ottenuto assumendo un precario al posto dei lavoratore della scuola con anzianità di almeno 36 anni e abbiamo anche detto che ogni anno in più che lo stesso sarebbe rimasto in servizio avrebbe comportato un aumento medio sul TFS di circa 1.800 € per ogni anno di servizio aggiuntivo e un lieve aumento sulla pensione di circa 1,5% per ogni anno di servizio in più.

Avevamo dimostrato che i costi aggiuntivi con questi calcoli erano nell'ultimo periodo di meno di 30 milioni, ripartiti in 4 anni!

Vediamo che nella tabella 3 del resoconto si tiene conto dei risparmi su queste voci.

Nessuno ci aveva mai dato risposta a queste nostre analisi, sempre inviate alle Commissioni che si occupavano della vicenda, compresa la Commissione Bilancio e ai sottosegretari al Bilancio.

Chiediamo a questo punto, perché rimangono in servizio questi dirigenti, in quanto incompetenti, oppure occorre promuoverli a gradi più elevati perché hanno brillantemente taciuto queste analisi per far risparmiare lo Stato?

 

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