Contrasto Natura Rifiuti

Alla ricerca della puzza e la scoperta della natura

Scherzavamo e riflettevamo sabato 22 febbraio, io e un mio amico andando in macchina per scoprire, da dove proveniva la puzza, che aveva invaso Siderno, sulle scelte sbagliate che rovinano l’ambiente.

Cominciamo dal lato comico, lo stavo aspettando fuori dalla mia macchina, all’inizio della discesa che porta, dal lato Siderno, sotto il torrente Novito per verificare se il depuratore consortile della zona era il colpevole degli odori.

Ero fermo, quando vedo arrivare un’auto, che si ferma nella piazzola di fronte, lato mare, invasa da sacchi di spazzatura abbandonati dai soliti cittadini che non pagano le tasse.

Sidernesi o locresi? Sembrerebbe provenienti da Locri.

Pensavo che volesse buttare la spazzatura e controllavo per vedere se la lanciava, invece scopro dopo che era al cellulare.

Passano i minuti e finalmente arriva l’auto del mio amico, che si ferma alla piazzola e lo vedo avvicinarsi alla macchina, resto perplesso subito, pensando che ho sbagliato persona.

Lui apre la portiera e non passa tempo che lo vedo ritrarsi e tornare alla sua auto, lo chiamo forte dal lato opposto e lui capisce di aver confuso persona.

La scena è surreale, in quanto la donna, mentre chattava al cellulare, secondo il racconto del mio sodale di viaggio, lo guarda e lo invita ad accomodarsi. Lui, impacciato si scusa e chiude la porta e subito, dal lato opposto viene chiamato da un uomo e lui lo raggiunge.

Siamo rimasti dubbiosi sul reale motivo del perché la donna fosse sulla piazzola invasa da spazzatura, ci sarà rimasta male?

Sabato verso le 10 su FB, scopro che cittadini diffondono la notizia che a partire da Via Jonio di Siderno, nell’aria c’è una puzza, già dalla sera precedente e successivamente si aggiungono altre zone, centro compreso e anche zone periferiche come Via delle Industrie a Pantanizzi, via Garibaldi e la circonvallazione.

Le ipotesi erano contrastanti, se fosse l’impianto per il trattamento dell’organico oppure il depuratore consortile, in quanto i fetori erano vari: spazzatura in putrefazione, fogna e sansa.

Decido quindi di controllare con il mio olfatto e intorno alle 13 sono al depuratore consortile, non mi sembra che ci sia puzza di nessun tipo, mi sorge il dubbio e invito il mio amico, che abita a Locri, nella zona Nord di raggiungermi per verificare con il suo naso la situazione.

Anche lui conferma che di olezzi non vi è sentore e allora decidiamo di partire per San Leo verso l’impianto di trattamento dei rifiuti.

Nel frattempo un altro mio conoscente, noto ambientalista, informato, da me, degli  odori, poco dopo, mi comunica che ha saputo che il biofiltro dell’impianto TMB era stato movimentato.

Attraversando la strada, accanto al greto del Novito, scorgiamo una infinita striscia di spazzatura varia abbandonata.

Avvicinandoci all’impianto cominciamo a sentire i primi effluvi, quando arriviamo la puzza è insopportabile, fastidiosa, nel mentre due camionisti, incuranti di questo schifo, attendono il loro turno per poter scaricare.

Ci allontaniamo velocemente per andare a Timpe Bianche, la vecchia discarica, su proposta dell’altro per controllare lo stato di rischio della collina di spazzatura.

Attraversiamo su strade spesso difficili e strette San Leo, e qui scopro case di contadini, non certo palazzi, costruite con difficoltà e ancora da finire, dietro il mostro che avvelena verdure piantate, estensione di aranceti e mandarini, che color arancione spendente, ti invitano a scendere ed assaggiare e poi oliveti e anche vigne e poi belle residenze, ville, in spazi verdi  e ti piange il cuore e allora ti arrabbi.

Ti chiedi perché tante persone, contadini o meno, che, li avevano i loro terreni, per anni piantavano verdure e altri ortaggi, coltivano galline e si bevono uova che, io so, che assorbono veleni, non hanno scelta:  restare li e rischiare la loro salute, oppure decidere di cambiare aria.

Chi comprerebbe una casa o un terreno in quella zona?

Chi ha deciso che gli impianti si costruiscono sempre in zone periferiche, e non in zone centrali, vicine alle case di chi sta in centro, se non si corrono rischi?

Infine arriviamo, con difficoltà, sul greto del torrente Novito per poter guardare meglio la discarica di Timpe Bianche, visto che il cancello era chiuso e non si poteva entrare.

Da una parte si potevano osservare Agnana, Gerace e il Monte Mutolo in una giornata di sole, tante colline verdeggianti e che ti liberano dai problemi quotidiani.

Dall’altra, la collina, con tonnellate di spazzatura che si sta muovendo, che rischia, oltre che sversare il percolato nel Novito, di scaricare i rifiuti nel greto.

A mio figlio, che al telefono, mi aveva chiesto dove stavo andando quel giorno, non potevo certo dire che con un altro “pazzo”, un sabato saremmo andati a individuare l’origine della puzza che ciclicamente ammorba e infastidisce un intero paese.

Forse adesso potrei dire che sono andato a scoprire paesaggi mozzafiato, colline da sogno, infinite zone da osservare, attraversare a piedi e godersi l’infinito cielo azzurro che le protegge, contro l’insipienza di politici, amministratori e decisori che fanno scelte inconcepibili, se non contro la natura e anche la vita degli esseri viventi.

Lato amaro di questa storia, molto probabilmente, anche il depuratore consortile sabato emanava olezzi vari, anche se all’ingresso, a cancello chiuso, non si percepivano, causa direzione vento.

Aggiungo pure che anche i camion che attraversano Siderno, con il loro carico di organico, lasciano “tracce” del loro passaggio e allora mi chiedo, sono concepibili questi impianti in quella zona, costruiti anche in zone protette da vincoli paesaggistici e ambientali?

Il mio amico, esperto di terreni e territori, mentre osservavamo la discarica abbandonata di Timpe Bianche, mi diceva, ecco quello che abbiamo lasciato ai nostri nipoti e discendenti, tra cinquant’anni quella collina con i rifiuti non ci sarà più, sarà stata spostata al mare dalle acque del torrente  Novito!

Francesco Martino

Comitato a Difesa della Salute dei Cittadini Sidernesi

Pubblicato in formato ridotto su Riviera del 1 marzo