Educare o reprimere

Diritto di critica e libertà di espressione

Nella Costituzione Italiana, nata dopo la tragedia della guerra e il periodo del ventennio fascista, ci sono due articoli che proclamano il diritto alla libertà di pensiero e di insegnamento:

Art.33:L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

Art. 21:Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Alcuni fatti di questi ultimi giorni mettono in dubbio questi diritti, mi riferisco alla sospensioni di una docente di Palermo, Rosa Maria Dell’Aria che per il 27 gennaio,Giorno della Memoria, è stata accusata di non avere “controllato” un video dei suoi studenti, che  accostava la promulgazione delle leggi fasciste per la difesa della razza del 1938 contro gli ebrei, che li escludevano dalla vita sociale, al decreto sicurezza proposto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, contro i migranti, con la cancellazione del diritto di permesso per motivi umanitari, che consentiva agli stessi, l’accesso al lavoro, alla scuola, all’assistenza sanitaria, all’edilizia sociale approvata in parlamento, nel 2018, con la chiusura degli Sprar e dei Cara che concedevano diritti sociali e la possibilità di integrazione.

Venivano presentate altre analogie tra gli ebrei in fuga dalla Germania nazista che dovevano essere accolti dagli Stati (conferenza di Evian del 1938) e il vertice dei ministri degli interni europei a Innsbruck nel 2018, che doveva discutere della suddivisione tra gli stati dei migranti, riportando le dichiarazioni di Salvini su chiudere i confini, ridurre gli sbarchi, le partenze e i costi.

Altra analogia era tra il censimento degli ebrei nella Germania nazista  e quello dei Rom, sempre proposto da Salvini

Una docente di Catania è stata accusata di avere fatto leggere in classe, sempre per lo stesso evento, il libro di Anna Frank, che secondo la madre di un ragazzo, plagerebbe le giovani menti con nozioni “comuniste”.

Il legale della docente: “I presunti maltrattamenti non sono stati confermati né dalla compagna di banco dell’alunno né dalle altre maestre che erano presenti in classe”

La prima sospesa dal suo lavoro per 15 giorni, a metà stipendio da un funzionario provinciale del MIUR, l’altra dal suo DS per 2 giorni.

Quale docente avrà il coraggio di far svolgere lavori autonomi agli studenti, se rischi che tu possa essere ritenuto colpevole del pensiero e di quello che scrivono gli studenti?

Quale studente tratterà temi a rischio, con la possibilità che ti mandino la Digos a scuola, come è  avvenuto a Palermo?

L’istruzione deve abituare a ragionare, anche sbagliando, e non luogo di sottomissione!

Impedire a ragazzi di poter esprimere la propria opinione è inconcepibile.

Il docente non può diventare il censore dei loro pensieri, come si faceva in altri periodi infausti o come si fa adesso nelle carceri con il controllo della posta.

Per fortuna un Italia ci sono gli anticorpi, migliaia di docenti e studenti, in questi giorni stanno protestando, davanti agli uffici scolastici e periferici del Governo, perché la scuola sia un luogo di crescita e formazione critica.

Per anni gli striscioni appesi ai balconi sono stati un metodo per esprimere le proprie convinzioni, in particolare ricordo quello per la pace, ma anche durante le elezioni.

In caso di campagna elettorale, l’articolo 72 della legge 26 del 1948 e all’articolo 99 del decreto del presidente della Repubblica 361/1957 sancisce: “Chiunque con qualsiasi mezzo impedisce o turba una riunione di propaganda elettorale, sia pubblica che privata, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da lire 3.000 a 15.000”.

Sull’esposizione di striscioni, a meno che non siano offensivi, per esprimere il proprio pensiero, non si ravvisano reati.

In molte parti d’Italia ci sono contestazioni ai comizi del capo della Lega, sia con presidi che manifestazioni, ma l’esposizione di striscioni ha coinvolto il paese dal Nord al Sud.

In questi giorni ci sono corpi dello Stato impegnati a scovare e togliere striscioni che criticano Salvini, ultimo in piazza Duomo a Milano, al comizio di tutti i partiti europei di destra “sovranisti”, che formeranno con la Lega un gruppo al parlamento.

Esposto da un sindacalista della USB con la scritta “RESTIAMO UMANI”.

Non è fascismo quello del ministro, ma come vedete ci sono gli yes men, quelli che già si preparano a cavalcare la nuova onda, togliere gli striscioni irriverenti, bloccare una presentazione non controllata

Fascismo” silenzioso, autoritarismo esplicito, richiesto da una parte della società, che vuole ordine e il ritorno ai valori tradizionali, donne a fare figli, meno diritti, xenofobia ….un pacchetto che Salvini ha cavalcato per vincere le elezioni.

Torino 20 maggio

  • Articolo pubblicato su Riviera il 24 maggio