Il TMB inquina e puzza

Il naso dei residenti di San Leo aveva ragione!

Ho la fortuna di abitare distante dall’impianto di San Leo, che ospita il TMB, che sta al confine con Locri, e anche relativamente distante da Pantanizzi e Limarri, ove sono collocate l’exBP, fabbrica dei veleni sparsi in atmosfera, dai bidoni corrosi,  e l’area intorno alla Sika, con pozzi inquinati e piezometri pieni di sostanze cancerogene, quindi il mio naso non ha mai dovuto sorbirsi veleni o puzze nauseabonde in questi anni.

Ricordo anni fa la presenza di una porcilaia, in zona San Filippo, a qualche centinaia di metri dall’attuale piazza Berlinguer, vicina alle abitazioni, che a sera, in estate, ci inondava di dolci folate di fetori, poi chiusa.

Vorrei, come al solito, fare informazione e dare strumenti per capire cosa succede nel territorio circostante.

Non potendo essere testimone sensoriale di quello che succede dalle parti del Novito, cerco di leggere, capire e trasmettere dati per affrontare le relative problematiche.

Da anni i residenti della zona, in particolare in estate, sono costretti a chiudersi in casa al caldo, per evitare di essere inondati da tali brezze, che spesso si diffondono anche in zone centrali.

Mi è stato inviato, in questo giorni, da un cittadino sidernese, che la ha recuperato sul sito della Regione Calabria, la relazione della stessa, per il 2018 sull’impianto di San Leo, pubblicata il 30 giugno 2019 e questo dimostra senza ombra di dubbio, che le puzze c’erano ed erano evidenti o, come si suol dire, riconoscibili all’olfatto!

Questi risultati sono quelli ottenuti da controlli periodici effettuati da Ecologia Oggi, ai sensi dell’art.29 sexies del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.,in laboratori certificati, scelti dalla stessa azienda.

Le date dei campionamenti sono state effettuate nei mesi di gennaio, maggio, luglio, agosto e novembre 2018. 

Ci sono stati interventi di manutenzione all’impianto su sollecitazione dei cittadini vicini, esasperati da non potere avere una vita normale, come si evidenzia dal documento regionale: “nel mese di luglio è stata iniziata la sostituzione totale del materiale biofiltrante, completata all’inizio di agosto (dal 24 luglio all’8 agosto); tale intervento è stato eseguito a seguito di Ordine di Servizio della Regione Calabria (Ods n.12 del 2/7/2018), a fronte di segnalazioni di cattivi odori nel territorio comunale di Siderno. Nel medesimo Ods la Regione Calabria ha disposto la posa in opera di un “telo antiodore in carbone attivo” per migliorare l’impatto sul territorio. Dai dati riscontrati nelle campagne olfattometriche sulla superficie del biofiltro, che sono stati eseguiti con frequenza maggiore rispetto a quanto riportato su PMC (Semestrale), riportati nella seguente tabella, non si ravvisava la necessità della sostituzione totale, che si sarebbe eseguita nel 2019. Al di là di normali fluttuazioni del valore medio riscontrato e di qualche picco in qualche sub area i valori medi riscontrati sono stati sempre abbondantemente al di sotto del valore prescritto di Unità Olfattometriche (pari a 300)”.

In accordo con le indicazioni riportate nel documento IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) H4 – Odour Management, Technical Guidance dell’Enviroment Agency UK è possibile definire che 5 OUe/mc corrispondono ad un odore tenue e 10 OUe/mc ad un odore distinto.

300 OUe/mc è  il valore oltre il quale si percepisce il fastidioso odore di puzze varie, oltre che irritare le narici. 

Le rilevazioni per le emissioni in atmosfera hanno interessato 10 biofiltri dislocati all’interno dell’impianto e 4 sensori, posti ai 4 punti cardinali della zona, intorno allo stesso.

Come si evince dalla relazione, anche dai loro controlli risulta il superamento del valore consentito.

All’uscita dei biofiltri, quindi dopo che il materiale in ingresso agli stessi è stato trattato abbiamo valori che, eccetto agosto, hanno superato il valore sopportabile secondo la norma.

In sintesi il biofiltro 3, ha superato la soglia a gennaio valore 460 OUe/mc, maggio  val. 515.

Il biofiltro 7 a maggio, val. 310 e novembre, val. 327 OUe/mc.

Il biofiltro 2 a luglio, val. 613 OUe/mc.

Il biofiltro 8 a novembre, val. 310 OUe/mc.

I valori di sostanze che arrivano all’ingresso dei biofiltri, attraverso due condotti, detti nord e sud, hanno valori minimi da 1224 UOe/mc di novembre al valore massimo di 8190 UOe/mc di luglio.

Come è possibile intuire questa carica puzzolente, in caso di malfunzionamento di un biofiltro oppure di chiusura porte o altro si diffonde inesorabilmente dentro il paese.

Anche nei 4 punti di controllo esterni, in uno di questi, nel luglio 2018, è stato misurato il valore 367 UOe/mc, superiore alla soglia.

Il controllo delle acque effettuate due volte nell’anno, nei piezometri, dimostra che su sei piezometri, in tre il manganese supera il valore consentito di 50 microgrammi al litro di molte volte, da un minimo di 437,9 microg/l a un massimo di 1357 microg/l.  L’eccesso di manganese nelle acque può essere indice di una contaminazione della falda sia di natura agricola sia industriale.

Le altre sostanze sono a norma.

Anche nel 2019 fughe di marcio sono arrivate ai nasi dei residenti, aspettiamo la prossima relazione.

Piccola riflessione se io faccio la media dei 3 polli, nel caso 10 biofiltri, risulta che i tre amici al ristorante hanno mangiato un pollo a testa. 

Nel caso in esame, basta un biofiltro che  non ha depotenziato la carica puzzolente e tutti i residenti vicini si prendono la puzza! 

Invece in questa relazione si afferma che possiamo stare tranquilli!

Possiamo stare fermi o dobbiamo chiudere le finestre?

Francesco Martino

Comitato a Difesa della Salute dei Cittadini Sidernesi

Pubblicato su Riviera del 5 gennaio 2020