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Martino: “Se la Casa della Salute di Siderno vedrà la luce è perché abbiamo rotto le scatole”

Intervista di Maria Giovanna Cogliandro

Fu tra i 18 ospedali calabresi che nel 2011 furono cancellati in una notte con un tratto di penna, per cercare invano di coprire il debito della sanità. Poi, come spesso succede, per non rischiare di perdere consensi tra un elettorato furibondo, si cercò di rimediare ripiegando su una nuova formula: l’ospedale di Siderno, così come altri in Calabria, sarebbe stato convertito in Casa della Salute. Un progetto ambizioso, nato dall’idea di una sanità rinnovata, di qualità e all’avanguardia. Almeno così fecero intendere. Il piano approvato per la riconversione prevedeva l’erogazione di 9.760.000 euro. Quasi dieci milioni di euro per fare dell’ex ospedale una struttura polivalente in grado di garantire continuità assistenziale ai malati; un luogo di prevenzione e promozione della salute e del benessere sociale che avrebbe integrato le funzioni del vicino ospedale di Locri consentendogli di “respirare”. La casa della salute di Siderno avrebbe riunito in un unico centro le prestazioni dei medici di famiglia, dei pediatri, della guardia medica, i servizi socio-sanitari per le tossicodipendenze, l’assistenza domiciliare, la prevenzione, i consultori. In poche parole un’alternativa al ricorso ospedaliero, dispendioso per lo Stato e traumatico per i pazienti. Ma per anni si è atteso invano. Oggi qualcosa sembra finalmente muoversi e grazie all’impegno solerte del comitato cittadino pro Casa della Salute di Siderno, un progetto rimasto chiuso nei cassetti della farraginosa burocrazia regionale, potrebbe vedere la luce. Ne ho discusso con Franco Martino, principale promotore del comitato insieme a Sasá Albanese.

Sono passati 10 anni da quando per la prima volta l’allora presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, propose una Casa della Salute per Siderno. Nel 2013 fu sottoscritta, tra la Regione e l’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, la convenzione per la sua realizzazione. Nel 2017 arriva una seconda firma che, secondo quanto annunciato, sarebbe stata l’ultimo tassello di un iter destinato a dare una svolta decisiva alla sanità di Siderno e della Locride. Da allora, però, il silenzio più assoluto. Chi ha più colpe, la politica o la cittadinanza?

Guardando alle date, si capisce che la situazione dell’amministrazione comunale di Siderno ha molto influito: dal 2 marzo 2010 fino al 1 giugno 2015, eccettuato 1 anno (18 maggio 2011 al 27 giugno 2012), il Comune è stato retto da Commissari Straordinari. Nel 2017 la giunta Fuda ha ripreso la pratica, ma nel 2018 il Consiglio comunale è stato di nuovo sciolto.

Quanto alla cittadinanza, invece, ho avuto modo di notare che ogni qualvolta sia stata chiamata a scendere in piazza ha risposto prontamente. Ricordo la manifestazione del 17 ottobre 2015 contro la chiusura dell’Ospedale di Locri, quando scesero in piazza 10 mila cittadini, una manifestazione che, però, fu gestita in modo autolesionista da parte di tutti i rappresentanti istituzionali presenti.

Penso che ricordi bene anche la manifestazione dell’8 luglio 2017 per la bonifica della BP, alla quale anche tu hai dato un notevole contributo in qualità di giornalista, a cui parteciparono 2.500 cittadini.

Abbiamo dei politici inesperti, legati ai diversi capi partito, ma con scarsa capacità autonoma di portare avanti le esigenze del territorio.

Perché 10 settimane fa avete intrapreso questa lotta per l’apertura della Casa della Salute?

La scintilla è scoccata in seguito ad altre mobilitazioni per difendere il diritto alla salute che si sono registrate in diverse realtà calabresi, che hanno visto i cittadini scendere in piazza dopo la debacle delle nomine commissariali, dopo lo “scandalo” di Cotticelli e le successive rinunce dei nominati.

All’indomani del primo presidio spontaneo indetto da Sasà Albanese, sempre più cittadini si sono aggiunti nelle settimane successive. Era chiaro che senza mobilitazione, l’ex ospedale di Siderno rischiava di non aprire più. Si rischiava che venissero aperti gli altri presidi e Siderno no.

Non ci interessava solo difendere la situazione della Locride, ma volevamo che tutta la Calabria avesse una sanità efficiente. Noi oggi ci battiamo per la “Casa della Salute” di Siderno che deve integrare quelle prestazioni che non hanno la necessità di un intervento in ospedale, ma anche per l’ospedale geriatrico di Gerace, in un territorio in cui le RSA sono tutte private.

La notizia che Invitalia avrebbe sbloccato le procedure per la realizzazione dei lavori vi ha incoraggiati a non mollare la presa. Quanto la vostra mobilitazione ha contribuito a un’accelerazione delle azioni progettuali da parte di Invitalia?

Vogliamo vedere le carte, vogliamo capire i tempi perché la ristrutturazione vada avanti senza intoppi. Da aprile 2020 ad oggi è passato quasi un anno senza che venga indetto il bando. Non è possibile che Invitalia gestisca in questa maniera i bandi: se non sono adatti, si dimettano. Stesso discorso valga per i Commissari dell’Asp.

La situazione si è sbloccata perché ci siamo mossi, altrimenti saremmo ancora ad aprile 2020. Succede spesso dalle nostre parti: se non rompi le scatole nessuno ti ascolta, pensano di darci un contentino, ma noi vogliamo fatti concreti, tempi certi.

Siamo ancora più determinati adesso che qualcosa si sta muovendo. Aspettiamo che l’Asp ci convochi per discutere di come organizzare i reparti, gli ambulatori, tenendo conto delle esigenze del territorio e non pensando di aprire un reparto perché occorre sistemare il medico amico del politico, del senatore o del compare.

A sostenere le vostre ragioni anche il Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace Francesco Oliva. Lo avete coinvolto voi o si è fatto avanti di sua sponte?

Il Vescovo è sempre vicino alle problematiche della zona. Era presente nel 2015 per l’ospedale di Locri, era presente con noi per la BP, forse l’unica rappresentanza “morale” nella nostra zona, più presente degli stessi sindaci. Una domenica lo abbiamo visto arrivare davanti all’ospedale improvvisamente verso mezzogiorno, così ci è venuta l’idea di contattarlo e ha accolto la nostra proposta.

Un’altra adesione che abbiamo apprezzato è quella della Commissaria Prefettizia di Siderno, la dott.ssa Caracciolo, che ci ha chiamato ai primi di dicembre dicendoci che voleva appoggiarci, ritenendo che la nostra iniziativa fosse meritevole della sua presenza.

Domenica scorsa al vostro fianco anche due candidati alla presidenza della Regione Calabria, Luigi De Magistris e Carlo Tansi. Credono davvero nella vostra battaglia?

Sì, sono convinto che sono per la Sanità pubblica, anche per la loro storia. Qualcuno può pensare che ci abbiano strumentalizzati, possiamo dire che anche noi li abbiamo strumentalizzati. Ci hanno aiutato perché la loro presenza ci dà più visibilità. Pensiamo che la lotta per una sanità pubblica efficiente, territoriale, con ambulatori e laboratori nelle UCCP (Unità Complessa di Cura Primaria) da collocare all’interno della “Casa della Salute” riguardi tutti coloro che lottano per la sanità pubblica. Aspettiamo tutti, qualunque sia l’ideologia o l’appartenenza politica, a venire a sostenerci.

Quanto ai candidati alle prossime elezioni comunali di Siderno, avete ricevuto un sostegno fattivo da parte loro?

Sì, siamo riusciti a coinvolgere i candidati sindaci di Siderno così da formare una compagine che potesse contrattare con ASP e oggi tutti quanti vengono ai presidi con loro candidati.

La Casa della Salute servirebbe un comprensorio assai vasto. Eppure la partecipazione ai sit-in non è così ampia, anzi

Dobbiamo tenere conto del momento, mi riferisco alla paura di prendere il Covid 19. A questo si aggiunge la disillusione e la brutta abitudine di aspettare che gli altri ti risolvano i problemi. Ma penso che quando lanceremo iniziative per manifestare, la partecipazione sarà numerosa. Mi duole segnalare, però, l’assenza di quasi tutti i sindaci, non abituati a partecipare a iniziative non organizzate da loro e spesso incapaci di capire che il nostro primo passo è un favore che facciamo a loro.

Domenica prossima ci sarà un nuovo sit-in. Se questi appuntamenti non dovessero sortire i risultati sperati, come intendete procedere?

Ci stiamo riflettendo. Appena sarà possibile muoversi nel territorio potremmo anche andare a Reggio Calabria all’ASP, o a Catanzaro alla Regione.

Stiamo aspettando che Gino Strada, da noi contattato, venga a Siderno con il Commissario Longo per ragionare sulla ristrutturazione della Casa della Salute.

Aspettiamo anche il Vice Presidente della Regione, Antonio Spirlì, che ha promesso a un candidato sindaco di Siderno che sarebbe venuto ad ascoltarci.

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