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Category Archives: Scuola

ESODATI MEGLIO DEI QUOTATI

ORA BASTA!!! TROVATE UNA SOLUZIONE!!

 I soldi 11 miliardi e 700 milioni previsti per gli esodati non verranno tutti utilizzati, in quanto le domande pervenute o che potranno arrivare con i paletti temporali posti dalle diverse salvaguardie, compresa la VI, lasceranno scoperti circa 50 mila posti, invece di 170 mila, arriveranno o sono arrivate 120 mila e quindi i due mila quota 96 se non sono esodati, sono assimilabili, come hanno fatto con chi ha utilizzato i permessi parentali, estesi sino al 2016 e chissà se non allungano ancora i termini con una VII salvaguardia, che si fa?

Abbiamo per anni voluto distinguerci dagli altri, ritenendo che il nostro problema fosse e lo è un errore o meglio un obbrobrio, voluto consapevolmente e scritto a tradimento perchè volevano dimostrare che non guardano in faccia a nessuno.

In questi anni hanno cercato di coprire le loro nefandezze, già note e chiare al momento del decreto del 2011, con l'evidente falsità dei dati sugli esodati possibili, parlavano solo di 55 mila, ma era una bugia detta per non dover ammettere che stavano creando una macelleria sociale.

Adesso cercano di mettere una pezza a queste schifezze, ci sono ancora più esodati, nuovi o precedenti, che non vogliono ammettere e continuano a dire che non esistono.

Esistono e sono vivi, anche se non li vogliono considerare tali, la crisi ha fatto chiudere altre aziende e quindi creato altri esodandi.

Vorrei capire perchè in questi anni hanno trovato giustamente a salvaguardare le nuove drammatiche realtà che si sono create e tra questi si è aperto uno spiraglio anche per i lavoratori della scuola, che avevano utilizzato i permessi parentali.

Ma non si capisce perchè il comma che prevedeva "ai lavoratori di cui all'articolo 24, comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, entro il trentaseisimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge" (6 gennaio 2015) sia stato esteso con la VI salavaguardia " al quarantottesimo....." (6 gennaio 2016)?

Con una probabile VII salvaguardia sposteranno il temine al 6 gennaio 2017?

Non si capisce allora se è stato possibile modificare il termine originario previsto per i permessi parentali, perchè quella maledetta data del 31 dicembre 2011, che ha negato i diritti ai lavoratori della scuola, non possa essere sposata al 31 dicembre 2012, visto che il 50% del personale interessato, ormai, è andato in pensione?

Malgrado l'esigenza prioritaria da risolvere la situazione degli esodati, anche i fondi risparmiati sulle pensioni dei lavoratori della scuola e di Quota96 sono utilizzati per le salvaguardie e dopo 3 anni anche i Quota 96 hanno contribuito  con i loro sacrifici a risolvere le malefatte della Fornero nei confronti di chi era uscito dal lavoro con accordi aziendali di uscita incentivata in attesa della pensione.

Come al solito siamo figli di un dio minore? oppure vittime sacrificali per salvare le nefandezze della Fornero?

Vogliamo anche noi una soluzione possibile, di strade aperte ce ne sono, ci vuole la volontà politica, che per altri è stata trovata e per la scuola?

Video de La 7 di martedì 10 marzo 2015

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Contro la scuola del padrone

SILENZIO NON DISTURBATE!

L'infinita lotta contro la scuola del padrone è diventata un continuo rincorrere ai vari tentativi che ogni tot anno, qualsiasi governo ha pronto, che sia di destra, di centro o del PD, ex PCI, Pds, DS.

Smantellare la scuola pubblica è stata sempre uno degli obiettivi, ormai non serve una scuola di massa, aperta, volano di crescita democratica.

Questi erano i tempi passati, dello sviluppo economico degli anni 60, adesso i figli degli operai e del ceto medio si rassegnino, si adeguino ai nuovi standard economici occidentali, forza lavoro, senza grilli, flessibile e precaria per tutta la vita, aderente ai canoni del signor padrone.

E tantomeno serve un corpo docente ribelle, che non si adegua a questi canoni, una scuola a misura aziendale, con un dirigente, che trasferisca i canoni della scuola gerarchica, con personale ricattabile e che si prosti ai piedi del nuovo capetto aziendale, mentor, che gestisca il personale docente secondo le nuove leggi del padrone di turno.

Non più personale precario in attesa di un posto di lavoro, ormai ne servono di meno e gli altri si adeguino a essere i nuovi disoccupati intellettuali, come i tanti neolaureati che escono dalle università.

La scuola del nuovo millennio è pronta ad adeguarsi ai canoni neoliberisti, un corpo docente inerte, afono, vecchio e il nuovo alla disperata ricerca di trovare una collocazione adeguata a 40 anni, senza storia e senza memoria.

Questi sono gli irriducibili, sprazzi di un tempo che.....

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Roma chiama…..

 PRECARI-ETA'

 Continua il nostro incessante sforzo di rompere il muro del silenzio che qualcuno vuole fare calare sulla questione Q102 (exQ96), viagra sales ci riferiamo al governo del tweet che lancia proclami per non affrontare il vero punto discriminanante di un governo serio, generic viagra il rispetto delle promesse di agosto al momento della farsa dell'emendamento bocciato.

Oggi all'interno della trasmissione "Mi manda Raitre", sono intervenuti due nostri colleghi.

Vogliono inserirci in un organico funzionale che più offensivo per le nostre storie non potrebbe essere.

Malgrado il fumo che il governo lancia sull'assunzione dei precari, in attesa di vedere le carte anche i precari si mobilitano, malgrado siano divisi in mille rivoli spesso in contrasto negli anni scorsi, ma che ormai non possono più illudersi.

Ecco perchè in collegamento con altre città che scenderanno in piazza la prossima settimana, Roma aspetta i precari, gli inidonei e i Quota96, illusi, derisi e anche nascosti.

 volantino_presidio_23-27-21

Dalla trasmissione Mi manda raitre del 20 febbraio 2015

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D(iritti) S(orprusi)

SCUOLA DISASTRATA

Gioco un po' sulle iniziali D.S.

Nella scuola DS è acronimo di Dirigente Scolastico, una volta in modo meno prosaico veniva definito Preside, una figura diversa, spesso un collega assurto a questo ruolo dopo anni di gavetta che presiedeva il Collegio docenti.

Non che la scuola fosse  migliore, erano funzionari del ministero, l'ultima ruota che partendo da Roma e passando per i Provveditorati, arrivava alle scuole.

Avevano meno responsabilità giuridica e meno rischi di pagare con le proprie tasche.

Non avevano fondi da gestire, fino a quando con l'autonomia i sindacati non si sono inventati i famosi POF, soldi da distribuire ai pochi fortunati, furbi o leccaculo dei DS, che si accapparravano le funzioni obbiettivo prima, adesso funzioni strumentali.

In mancanza di iniziative  di contrasto  alle politiche di contenimento salariale dei governi si è trovato nel salario accessorio la pratica sindacale di far crescere anche se di poco e spesso solo per pochi lo stipendio.

Quei pochi che con il tempo sono diventati i paladini della scuola aziendale, su cui con il tempo altra conquista normativa, i vecchi presidi sono di botto diventati, con un cambio di iniziali, Dirigenti scolastici.

Anche i bidelli sono diventati collaboratori scolastici e il personale non docente trasformato in ATA.

Miracoli delle meraviglie, la scuola si è trasformata, è diventata più efficiente, più adatta a rispondere alle esigenze delle famiglie, stipendi molto più elevati, ma solo per i DS.

Tutti gli altri sempre soggetti a contratti con aumenti limitati e ormai sempre non rinnovati.

La scuola non è facile da gestire e quindi non si possono scaricare le colpe solo su chi si sente Napoleone, senza pecche e perfetto in tutti i suoi atti.

I docenti non sono tutti uguali, come tutti i lavoratori, c'è tutto il variopinto mondo dell'umanità, lavoratori indefessi, sfaticati, normali, intelligenti, ignoranti, mediocri, disponili, cooperativi, quelli che io sono super e il meglio di tutti e la maggior parte dei lavoratori che impegnano la loro intelligenza e la loro fatica a tirare su ragazzi svogliati, quelli più svegli e quelli che vanno avanti senza lode e senza infamia.

I DS da quando hanno ottenuto un contratto separato come funzionari e non più insieme ai sottoposti, docenti e ATA, creando un nuovo sindacato, ANP, proprio per non mischiarsi con quella marmaglia di sfaticati di docenti, fannulloni e pigri, si sentono sopra tutti.

Scioperano solo per ottenere migliori contratti, aumenti associati a voci aggiuntive e spesso dirigono scuole che non si sa come sopravvivono, senza soldi per comprare la carta igienica, che viene "imposta" alle famiglie, senza un minimo di laboratori decenti, quando ci sono e spesso cadenti e più spesso finanziati da tasse chieste illegalmente alle famiglie degli studenti.

Di fronte a questa vergogna, mai che abbiano alzato la voce contro il governo, mai un'azione di contrasto, yesmen, pronti a qualsiasi iniziativa governativa di distruzione ragionata della scuola pubblica.

Si potrebbe dire venduti per uno stipendio molto più alto del docente con stipendio più elevato.

Li si vede nella loro prosopopea parlare di riforme, di tecnologia, di scuola digitale, di merito, LIM, Invalsi, eccellenze e BES, PDP, e i vari anglicismi che la fantasia di una classe politica provinciale ha imposto, ricordo solo Customer satisfaction e scusate gli ultimi del governo Renzi debbo ancora memorizzarli, la vecchiaia avanza dopo 43 anni di contributi.

Poi si scopre un'ignoranza abissale, incapaci di avere relazioni alla pari con persone del loro stesso livello, laureati come loro, ma che hanno preferito spendere la loro intelligenza ad educare i giovani.

Non hanno seguito come i DS l'onda lunga del neoliberismo, con la scuola che segue le indicazioni imposte dal mercato, una scuola che si siede e invece di educare e formare intelligenze, addestra solo a cercarsi un lavoro qualsiasi, accettando il proprio destino di classe, così non avranno grilli per la testa e non si ribelleranno.

Il guaio che troviamo anche (D)ocenti (S)upini o (S)ubalterni a queste logiche, che hanno, quando mai la hanno avuto abdicato al loro ruolo di intelligenza critica, di formatori di personalità adulte e si sono accovacciati a ripetere pedissequemente anche loro parole vuote, insulse, senza un minimo di vergogna.

Basta non avere rotture di scatole e quindi anche loro seguono l'onda vincente, sapendo che con questi D(irigenti) S(.....) essere consenzienti garantisce piccoli favori.

Aggiungo qualche perla della loro competenza (brutta parola), ma va di moda, degli ultimi loro atti eroici, si sentono protetti dal loro ministro, da norme male interpetate e  sapendo che tanto il ministro gli darà un avvocato dello stato a difenderli se devono andare in giudizio, tanto loro pagano quasi mai i loro errori.

  1. Per motivi anche forse validi occorre cambiare orario alla fine di gennaio di una docente, cosa ti fa il grande pensatore, per agevolare la docente, in quanto è su due scuole, dopo le osservazioni della malcapitata che era impegnata nell’altra scuola.
    Si mette d’accordo con l’altra DS e viene fuori questa decisione, comunicata con tempestività.
    Due sono peggio di uno!
    Entri alle 9,30 e fai lezione fino alle 12 e 30 in una sede, poi corri nell’altra in un altro comune, qui svolgi la tua attività di compresenza per programmazione tra le 14 e 30 e 15 e 45,  e per non farti mancare niente nella giornata, rientri nella sede del mattino e qui dalle 15 e 30 sino alle 17 e 30 programmi in quest’altra scuola.
    Ti abbiamo riempito la giornata, ti facciamo respirare tra un lavoro e l’altro  e  così completi il tuo orario in meno giorni.
    Di che ti lagni, ringrazia, se poi hai un figlio di meno di 2  anni, che devi andare a prendere a scuola, è un tuo problema, dovevi pensare che le esigenze improvvise della scuola, a 5 mesi dell’inizio della scuola sono prioritarie.
    Non è una barzelletta, ma sono le quotidiane malversazioni a cui sono sottoposti i lavoratori, e a cui sarebbe importante avere coscienza che i DS sono nostra controparte, hanno scelto di essere funzionari dell’amministrazione contro il personale.
    Manca la coscienza in buona parte dei lavoratori, ma la cosa più odiosa è che ormai c’è una parte dei lavoratori, che non sono colleghi, ma anche loro venduti alla controparte, sempre schierati a difesa dell’istituzione e complici della perdita di potere dei lavoratori.
    Ecco su questo occorre ragionare, chi sta con i lavoratori e chi lavoratore, crumiro, difende il peggioramento delle condizioni normative e stipendiali del lavoratori.
  2. A Torino, un caso simile di un docente a cui è stato cambiato orario in questi giorni, gli ho detto di richiedere motivazioni.
  3. A un ATA che per motivi di salute aveva scelto part-time, e che ha chiesto di non fare il pomeriggio, all’improvviso oltre ad averle dato un pomeriggio durante l'anno, viene comunicato che per rispettare la decisione di tenere la segreteria aperta anche il pomeriggio, dovrebbe fare anche un altro giorno.
    Al momento il secondo giorno è stato sospeso, dopo comunicazione di adire a vie legali, che abbiamo fatto come Cobas.
  4. Una lavoratrice chiede un permesso personale per motivi famigliari, la norma glielo consente, occorre solo avvisare il D.S., basta l'autocertificazione e il grande capo deve solo prenderne atto, non può intervenire o sindacare sui motivi addotti, lo prevede il contratto, lo hanno stabilito varie sentenze in tutta Italia. Il DS deve trovare il sostituto, non può negarlo, è un suo compito provvedere alla sostituzione. Che fa intima al docente, che aveva avvisato con largo anticipo che non è possibile, deve rientrare al lavoro senza possibilità di rifiutarsi, se non trova lui il sostituto. Il docente si prende tranquillamente il permesso e appena torna si vede accusato di insubordinazione e di avere creato disagi agli studenti e alle colleghe. Non contento convoca il docente e dopo averlo ascoltato irrora una sanzione!
  5. Finiamo con l'ultima perla del diritto di assentarsi per visite specialistiche, una circolare della Funzione pubblica, viene interpretata da un funzionario del MIUR, come estensibile al personale della scuola. Non è possibile più chiedere un giorno di malattia, ma devi prendere permessi orari, oppure permessi personali o ferie. Subito i DS emanano la solita circolare avvisando il personale che è cambiata la norma, creando disagi e malumore. Di fronte alle proteste e alle richieste di chiarire la norma, lo stesso funzionario afferma che non riguarda il personale della scuola, ma solo chi lavora nel MIUR negli uffici periferici. Basterebbe il buonsenso, eventualmente insistere con MIUR o con la Funzione pubblica per avere l'interpretazione corretta. Niente di tutto questo, secondo questi grandi DS il MIUR non si può sostituire alla Funzione pubblica, per cui continuano a concedere permessi o ferie e mai giorni di malattia. Sarebbe sufficiente riflettere  che se io chiedo un giorno di malattia ci rimetto qualche euro, grazie all'altro grande ex ministro Brunetta, che sarà ricordato per l'ignobile tassa sulla malattia al personale della scuola che si assenta (tutti fannulloni e sfaticati). Altri ricorsi, altre contestazioni, altri malumori.

Questi sarebbero i futuri elargitori di aumenti stipendiali che il nuovo governo vuole vedere padroni di una scuola senza prospettive, tutti chini ai suoi voleri, per assurgere al ruolo di fornitori di posti, prevedendo l'assunzione di personale!

D(istacchi) S(indacali) o meglio S(indacati) D(istanti) dalle esigenze dei lavoratori e di questa scuola e delle reali esigenze di una crescita culturale dei giovani.

Assenti, spesso inutili, accettano un ruolo di comparsa sia rispetto al governo, sia rispetto ai padroni delle ferriere. Firmano contratti di scuola, che nemmenno il dirigente si aspetta, favoritismi, accapparramento di fondi ai soliti, a chi si fa largo con i gomiti, con progetti inutili e fantasiosi i docenti, con straordinari agli ATA più vicini e raccomandati. Differenze salariali che diventano un obbrobrio, chi molto e chi niente.

La maggioranza dei lavoratori subisce queste scelte, per non mischiarsi in questa vergogna, ma con questo lasciando che questi figuri gestiscano poteri e favori.

Che fanno i sindacati, maggiormente rappresentativi, protestano perchè i "presidi" non applicano le norme di legge? perchè fanno sorprusi? Chiedono incontri per chiarire le norme sulle malattie e sui permessi, è gia passato un anno e ancora si è in attesa di un incontro.

Il governo taglia i distacchi sindacali, li ha ridotti perchè vuole farne a meno di organizzazioni sindacali, vuole trattare direttamente con i lavoratori, vuole eliminare i corpi intermedi, come il fascismo che ha abolito i sindacati, protestano, si arrabbattano e chiedono voti.

Si perchè se prendono tanti voti alle elezioni RSU, si garantiscono la maggior parte dei permessi, anche se ridotti.

I lavoratori possono aspettare il rinnovo del contratto, possono protestare se vogliono aumentare l'orario dei docenti a 36 ore, noi sindacati chiediamo solo incontri al MIUR e nel frattempo ricordatevi di votarci, non fate dispetti, come faremo a ricollocare i dirigenti sindacali che non possiamo più distaccare perchè ci sono meno posti a disposizione.

FATELI LAVORARE!

VOGLIAMO DS scelti dai docenti e con incarico annuale, eliminiamo le gerarchie inutili!

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Presidio precari e….

      PRESIDIAMO IL PARLAMENTO

La scuola si trova sempre a dover difendere conquiste

che sembravano assodate.

La vicissitudine di Quota ex 96 è l'emblema di quale funzione assolve la scuola, una cassaforte per sistemare le ruberie di imprenditori e politici, di mafie e costruttori.

In questo contesto si aggiunge il taglio che il governo di Renzi vuole attuare sui precari, dovendo rispondere a una ingiunzione dell'Europa, che comporterebbe una multa e con un imbroglio si inventa un organico funzionale, che restringe la possibilità dei precari di coprire le supplenze brevi che danno lavoro a migliaia di precari.

Per finire l'intenzione nascosta di questo governo è di trasformare la scuola, affinché risponda alle esigenze di un mercato del lavoro precario, con docenti indottrinati ad accettare le regole di gestione aziendale, malgrado queste non abbiano dimostrato in questi anni di essere in buona salute.

Un progetto di ridefinire la scuola con una struttura organizzativa di modelli gerarchici e non cooperativi come la scuola.

Il progetto aziendale della scuola, portato avanti dai sodali del Berlusconi, bloccato dalle lotte, viene riciclato da questo manipolo di nominati raccolti intorno al nuovo capopopolo di Firenze

Ecco perché tutti quanti dai precari, passando per quelli di ruolo e quelli in attesa di essere risarciti  a fine febbraio si ritroveranno di nuovo davanti al Parlamento.

                                              Comunicato dei precari

NO ALLA SCUOLA DELLA PRECARI-ETA'

I precari e le precarie di Roma danno seguito a quanto proposto e accolto dall’Assemblea Nazionale che si è svolta il 18 gennaio a Roma e indicono un NUOVO PRESIDIO che si terrà sempre al PARLAMENTO dal 23 AL 27 FEBBRAIO.

Invitano a partecipare alle giornate di mobilitazione tutto il mondo della scuola, i precari degli altri comparti e tutti coloro che dissentono dai progetti di aziendalizzazione del governo, dalla sua politica di tagli e da una modalità ricattatoria di portare avanti un piano assunzioni che più che un’elargizione è un atto dovuto, imposto anche dall’Europa, che va realizzato al più presto mantenendo e migliorando le condizioni contrattuali attuali, non prevedendo mobilità territoriale, rispettando professionalità e mansioni, riconoscendo scatti di anzianità e diritti acquisiti da tutti i precari.

Precari Uniti Contro I Tagli Roma
Comitato Ata Precari Roma
Comitato Laureati in Scienze Politiche
Movimento Docenti Precari III Fascia (NO ALLA CANCELLAZIONE)
Cobas Scuola precari
Precari CUB Roma
Precari USI Roma

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OPZIONE DONNA-VERGOGNATEVI!

I DIRITTI NON SONO CONCESSIONI!

A Gabriella e a tutte le donne che per non crollare fisicamente debbono rinunciare ai propri diritti.

In una società in cui i diritti vengono decurtati e le donne sono obbligate a rinunciare al 30% della propria pensione perchè non hanno più forze e accettano di scegliere "l'opzione donna", con un calcolo tutto contributivo e quindi rinunciando al proprio diritto di avere un calcolo sull'ultimo stipendio, l'imbroglio della scelta "concessa" alle donne è evidente, quando "l'opzione donna" viene eliminata dopo il 2015 o il 2016.

L'opzione donna è una truffa, un imbroglio perpetrato sulle donne, spacciata come favore alle donne, ritenute bisognose di stare a casa, forse perchè si occupano dei famigliari e non agli uomini che potrebbero assolvere loro a queste incombenze.

Tra qualche anno la decurtazione sulle pensioni non sarà così alta, in quanto le giovani generazioni avranno pensioni calcolate con il sistema contributivo e quindi non avranno queste decurtazioni, in quanto le loro pensioni sono già tagliate del 30% e quindi niente concessioni, niente favori, al lavoro donna o uomo starai fino ai 70 anni.

Da una comunicazione ho saputo che anche una di noi, malgrado l'avessimo invitata a non rinunciare a una cospicua parte della sua pensione, circa 500 €, ha preferito smettere di aspettare una soluzione alla questione Q96, tre anni di attesa, di false promesse, di speranze deluse.

Forse lei in qualche modo ha valutato i pro e i contro di questa scelta, altre non possono accettare questa tagliola, come sembra  capire e suona tanto più odiosa questa mancanza di sensibilità dimostrata dai diversi governi e in primo luogo dal PD, che ha i numeri in parlamento, per risarcirci dei nostri diritti coartati.

Tanto più che i partiti di governo fanno a gara per dimostrare che sono tutti uguali, sempre con le mani nella marmellata delle tangenti che vengono richieste a tutti coloro che fanno affari con gli enti locali e la pubblica amministrazione.

Ultima tangente richiesta, è  lo scandalo "Mafia capitale" in cui si è lucrato anche sui soldi destinati all'emergenza degli immigrati, affidati a cooperative "sociali" gestite in un intreccio tra mafie, politici e amministratori, dediti anche ad attività illegali.

Soldi che finivano nelle tasche "giuste", coloro che ti possono far vincere un'elezione, invece che nelle tasche "sbagliate", in quelle leggi che avrebbero permesso a noi di Quota 96 di andare in pensione.

Anche le tangenti sono la tassa che  i cittadini pagano con diminuzione dei servizi sociali e aumento delle rate per servizi ridotti.

A Gabriella che in questi anni è stata con noi sempre presente ai presidi e alle manifestazioni,

grazie.

 

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Faraona alla cacciatora

L'INVERNO CHE VERRA'

Spesso ti viene voglia di fare assonanze tra le persone e i fatti della vita, giochi di parole, calembour per scaricare la tensione, l'incazzatura, per essere lievi!

E invece occorre essere anche cattivi, perchè la faraona alla cacciatora è un piatto tipico del periodo di dicembre, delle vacanze natalizie, un bel piatto ricco e sostanzioso e invece per precari e pensionandi di Quota96 è arrivata la befana senza nemmeno un bel carbone acceso.

Niente di niente dall'inizio di agosto, dalla vergognosa scelta del governo di ritirare l'emendamento a favore di Quota96 con la promessa di provvedere  in un successivo intervento legislativo si sono perse le tracce, o meglio il governo ha messo da  parte la questione, diciamo dimenticata; forse perchè del problema Quota96 ogni anno che passa, con uscite per naturale scadenza e contributi raggiunti, perchè qualcuno ha utilizzato la IV salvaguardia o entrerà nella VI, la scadenza per le domande era il 5 gennaio, e le donne disperate optano per "l'opzione donna", che decurtandogli la pensione del 30% rovinerà  la loro vecchiaia, non c'è fretta.

Passa il tempo, diminuiscono gli aventi diritti coartati, diminuiscono le coperture necessarie e alla fine possiamo anche accontentare il rimanente migliaio residuo.

Ma questo non permette allo stesso governo di giocare, come tutti gli altri governi, con le attese e le aspettative di chi si affida in modo forse ingenuo alle promesse di questo o quel parlamentare, questo o quel ministro o sottosegretario.

Abbiamo avuto sottosegretari del MEF che in questi anni hanno sempre bocciato le proposte che venivano dalle commissioni delle Camere, vi ricordate di Giovanni Legnini, adesso è stato eletto al CSM ed è  vicepresidente, in pratica quello che lo  gestisce.

Non più fortuna la abbiamo avuto con Baretta e gli altri che si sono occupati della questione Q96, la copertura non c'è affermavano davanti alla commissione Bilancio delle Camere e poi al Senato quando hanno ritirato l'emendamento risolutivo.

Senza vergogna hanno raccontato frottole ai parlamentari, dopo tre anni i dati assodati non li vogliono dare, non possono raccontarci che ci sono problemi burocratici, si chiama indisponibilità politica, un problema da non affrontare, da rinviare di anno in anno e tra poco arriverà di nuovo l'estate e dopo agosto arriverà l'inverno e ci racconteranno che ci stanno pensando.

Abbiamo avuto in questi anni rapporti con vari parlamentari del PD, da Ghizzoni a Boccia, a Damiano, a Puglisi, sempre disponibili, pronti a offrire il loro impegno a chiudere questa storia, ma sempre bloccati dal Governo che bloccava le loro iniziative.

Abbiamo avuto una presunta disponibilità anche dal sottosegretario Faraone, si va al Miur, in viale Trastevere,  per capire le intenzioni, al momento non c'è niente, dopo sei mesi dall'ultima buffonata governativa di inizio agosto.

La credibilità si misura sulla serietà dell'impegno, noi Q96 non siamo elettori da tenere buoni per le prossime elezioni, siamo scafati e abbiamo le nostre idee, non siamo merce di scambio per ottenere incarichi importanti all'interno del governo, si sta con noi perchè il nostro è un diritto riconosciuto e acquisito, non un gruppo a cui fare un favore per ottenere voti e li si tiene in sospeso in attesa delle elezioni prossime.

Riprendiamo a scendere in piazza, alleandoci con i precari che a febbraio scenderanno in piazza, coinvolgendo i colleghi di ruolo, chi pensa che senza mobilitazioni e alleanze questo governo sia disposto a chiudere la brutta storia di  noi Quota96, passerà il prossimo dicembre e non mangerà la "faraona alla cacciatora", arriverà di nuovo la befana senza regali.

COMUNICATO QUOTA96

 

RIPRENDIAMO LE INIZIATIVE PER LA SOLUZIONE DI Q96

LA STABILIZZAZIONE DI TUTTI I PRECARI CONTRO LA BUONA SCUOLA DI RENZI!!

La lotta dei Quota96 dopo la delusione di agosto, con il vergognoso voltafaccia del governo, che ha ritirato l'emendamento al senato a un passo dalla soluzione, è continuata con presidi, sciopero della fame, incontri con parlamentari e richieste di un atto specifico di riapertura delle domande on line per un conteggio effettivo dei lavoratori ancora in servizio dopo il 1° settembre 2015.

Il conteggio indicativo, anche da parte dell'INPS, parla di 2 mila, mentre il MIUR, disponibile a parole, in realtà non assume una posizione precisa, rinvia sempre.

A nulla sono serviti gli incontri con il ministero incapace di modificare le assurde volontà del Governo, rimane la violazione, solo per Q96 e solo per l'a.s. 2011/12, di una legge in vigore.

Di fronte alle nostre sollecitazioni e proposte, restiamo sbalorditi di fronte al nulla che ci viene presentato negli incontri avuti; solo un muro di gomma, risposte infastidite in quanto abbiamo uno stipendio e proposte indecenti, lesive della nostra dignità e professionalità, di ricollocazione.

Raccontano di difficoltà burocratiche, ma mentre nel 2013 in 1 mese è stato possibile effettuare una rilevazione che aveva portato a 4 mila richiedenti, dopo gli incontri avuti in questi ultimi giorni al MIUR non si è aperto nemmeno uno spiraglio. Abbiamo fornito un modello, accompagnato da 800 firme perché venga fatto un preciso monitoraggio attraverso la riapertura di Istanze online, l'unica proposta che il governo ci offre è di spostare il personale sull'organico funzionale, scelta senza senso che rifiutiamo e contro la quale abbiamo raccolto oltre 800 firme.

Riteniamo che un simile governo non sia credibile, ha avuto tutto il tempo per concretizzare una valida proposta, senza la quale non vogliamo altri incontri che sono solo una presa in giro.

Prima risponda agli 800 lavoratori!

Il governo prende tempo, sapendo che i Quota96 si ridurranno ulteriormente, sia perché raggiungeranno i requisiti Fornero con il passare degli anni, oppure vuole che escano con la decurtazione della pensione con l'opzione donna, o sono usciti o stanno uscendo con le salvaguardie ex legge 104. Il Governo dia una risposta a tre anni di attesa e speranze deluse.

Stiamo cercando di creare alleanze ed in questo senso l'iniziativa di una “settimana contro il precariato” dal 12 al 16 gennaio, con presidio davanti a Montecitorio dei precari, a cui abbiamo partecipato ha rappresentato una prima e significativa iniziativa di collegamento tra vari settori della scuola.

Le proposte di coordinamento uscite dall'assemblea dei precari ci vedono d'accordo, accogliamo la loro proposta e colleghiamoci a livello territoriale sia con i precari, sia con tutti i lavoratori della scuola, in quanto solo riunendo le forze è possibile lottare per ottenere il riconoscimento dei diritti negati ai Q96, ai precari che senza la nostra uscita rischiano di finire senza lavoro e lottare uniti contro le scelte del governo, che tendono a assoggettare la scuola alle esigenze del mercato.

La precarietà è quello che chiede l’Europa e Renzi come i precedenti governi si genuflette ai comandi riservando un futuro precario alle giovani generazioni, come lo stanno preparando ai giovani precari della scuola che, con la “buona scuola”, verranno espulsi.

In cambio di questo tutti i lavoratori che rimarranno si troveranno una scuola con meno diritti, alla mercé di un DS autoritario e onnipotente, mentre il potere d'acquisto dei salari scenderà ancora, come anche il ruolo sociale dei lavoratori della scuola.

Crediamo che la lotta che in questi tre anni noi di Quota96 abbiamo portato avanti riguarda tutti, non solo i precari che hanno diritto a stabilizzarsi, prendendo il nostro posto, obbligati a rimanere in servizio fino a età impossibili in un lavoro usurante, come dimostrano i tanti casi di “burn-out” non riconosciuti, ma anche tutti i lavoratori che debbono riprendere iniziative contro la norma Fornero.

In questo senso, raccogliendo la proposta dell'assemblea dei precari, a cui abbiamo partecipato, invitiamo tutti a incontrarci a livello territoriale per preparare iniziative sui temi proposti e partecipare al presidio a Montecitorio dal 23 al 26 febbraio.

Quota96 Cobas, Comitato Quota96

 

iniziative Q96 Precari (doc)

iniziative Q96 Precari (pdf)

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I magliari

Unire i diversi fronti

Oggi avevo in testa un vago ricordo del film "I magliari" di Francesco Rosi, pensando a questo governo di disonesti che stanno al governo, imbroglioni, racconta balle e promesse mai mantenute.

Non ricordavo che il regista era Francesco Rosi, uno che ha saputo rappresentare un modo stupendo l'Italia degli anni 60, con lo sviluppo edilizio a favore delle rendita e lo sventramento delle città.

Un omaggio a chi ha rappresentato in modo geniale il cinema politico.

È morto ieri, ci vorrebbero registi del suo stampo per rappresentare il nostro paese, le collusioni politiche, l'intreccio tra le nostre mafie e quelle tedesche, anche se adesso non hanno quei connotati, ma hanno le belle e pulite facce dei governanti, che sulla pelle dei dipendenti continuano a governare.

Renzi quanto conta rispetto alla Merkel? Deve subire i diktat che il governo e il capitalismo neoliberista decide e impone su chi non ha la forza di reagire.

Noi Quota96 abbiamo subito i ricatti che i poteri centrali e la Germania della Merkel hanno imposto per difendere gli interessi di banche, fondi pensioni e rendite dei governanti, che quando finiscono il loro lavoro, sono accolti nei grandi salotti delle banche e finanziare, che decidono la vita di chi sta sotto.

Non c'è primo ministro degli Stati che alla fine del suo mandato non venga assorbito nei consigli direttivi di questi enti del malaffare, che sia Prodi, Blair o Monti.

Hanno assolto il compito loro assegnato quando erano al governo, adesso tornano nei posti in cui si prendono le reali decisioni, erano esecutori, adesso diventano decisori.

Sono rimasto allibito quando in questi giorni questi governanti che morti ne creano, con le loro decisioni di taglio dell'assistenza, delle pensioni, con le armi che vendono ai diversi combattenti delle guerre in atto e l'Italia è parte integrante, si sono dati appuntamento per commemorare i morti di Parigi, che loro avevano sempre osteggiato.

Erano visti come anarchici, incontrollabili, ostili ai poteri e alle chiese, adesso se ne sono appropriati i governi senza vergogna, con il plauso delle "masse" pronti ad accorrere al richiamo dei potenti.

Questo è quello  che ci manca, gli intellettuali che riuscivano a rompere il silenzio dei giornali e il sarcasmo e l'ironia di Charlie Hebdo, siamo intellettuali utilizziamo questi strumenti che adesso si possono trasferire in rete, usiamo la critica feroce dei potenti e lottiamo contro gli abusi dei poteri.

Abbiamo privilegiato la rete per coordinarci, abbiamo raccolto centinaia di firme, adesso servono delle gambe che facciano crescere le iniziative di lotta.

I precari da domani sono a Roma fino a venerdì con un presidio a Montecitorio in quanto la "buona scuola"del Renzi è una "sola", come si dice a Roma, serve ad eliminare il precariato, in particolare quelli della terza fascia che verranno espulsi malgrado abbiano garantito in questi anni che la scuola funzionasse.

Li vogliono espellere e costringerli a rifare l'ennesimo inutile concorso per avere qualche possibilità di avere di nuovo un lavoro.

Gli spezzoni che loro non copriranno più saranno destinati all'organico funzionale del progetto di Renzi sulla scuola e senza vergogna invece di rispettare norme e diriti acquisiti hanno intenzione di affidarli ai Quota96 che rimarranno il prossimo anno.

Forse questa volta saranno coerenti, rispetteranno le promesse fatte.

Ci hanno illuso per anni tutti questi farabutti che ci avrebbero mandato in pensione, ogni anno; invece adesso non promettono, dispongono di noi, verremo utilizzati a coprire le esigenze che si creeranno nelle scuole.

Si chiama politica dei tagli, non vi mando in pensione sino alla fine della vostra pena, vi assegno un compito ingrato e licenzio i precari.

E' sufficiente questo affinché proviamo a coordinarci con il presidio di Roma e con le poche forze rimaste partecipare anche noi?

Facciamo questo sforzo, chi può si organizzi e almeno per un giorno garantisca una presenza a Roma?

Coltivare le alleanze è l'unico modo per poter combattere ad armi pari con questi governi di false democrazie, che vorranno preparare altre pietanze indigeste.

Non abbandoniamo la lotta, prima che questi ci offrano la prospettiva di uscire con qualche decurtazione con  le pensioni flessibili.

Dovremmo sempre pensare di unire i diversi spezzoni di tutti coloro che la Fornero ha fregato e che Giannini e Renzi vogliono fregare, anche i colleghi non Quota96 che in questi anni sono stati assenti ad aspettare, che qualcuno modificasse la norma Fornero sulle pensioni.



 Raccolta Firme per apertura Istanze online

Al ministro Stefania Giannini

Firme raccolte

ISTANZEONLINE

NON VOGLIAMO ESSERE SPOSATI SULL'ORGANICO FUNZIONALE

I sottoscritti lavoratori Q 96 della scuola non possono assistere passivi all’ennesima proposta penalizzante che , sembra , abbiate intenzione di imporre per “risolvere” la loro assurda situazione. Fortemente esasperati ma non rassegnati dopo tre anni di promesse, rinvii, emendamenti presentati e bocciati con assurdi pretesti di insufficienti coperture economiche, che venivano poi sistematicamente usate in altri campi, convinti come sarebbe dovuto accadere nel normale rispetto delle più elementari regole di una democrazia parlamentare, che la larga approvazione alla Camera avrebbe portato fine al l’ingiustizia che li ha brutalmente colpiti, si sono visti stralciare in Senato il loro provvedimento, mentre rimaneva quello a favore di altre categorie che nulla avevano a che vedere con la P.A., ed a subire l’ennesima umiliante indifferenza e sottovalutazione della loro situazione.

Spesso offesi e dileggiati alla stregua di questuanti, blanditi da promesse dimenticate il giorno dopo, sono invece ancora fermamente decisi a lottare finché resterà loro una stilla di energia, perché l’ingiustizia venga sanata, dopo vari ordini del giorno, condivisi in Aula da maggioranza ed opposizione, ma poi nemmeno presi in considerazione dal governo. Per tutto questo,

chiedono al governo

una definitiva soluzione al loro problema , vale a dire un provvedimento urgente, che consenta a tutti coloro che desidereranno esercitarlo, il pensionamento con il 1 SETTEMBRE 2015, ripristinando così un diritto che già avevano maturato al momento dell’entrata in vigore della legge Fornero e che da tre anni viene sistematicamente riconosciuto a parole ma mai sanato.

I.docenti di Q 96.ritengono inaccettabile e lesiva della loro dignità professionale, qualora la voce che si è manifestata attraverso vari rappresentanti del governo fosse reale, l’ipotesi di risolvere la loro problematica con un intervento calato dall’alto, mediante un eventuale inserimento in un organico funzionale con ruoli polivalenti non ben definiti, a detta del ministro Giannini.“meno duri”.della lezione frontale,.nella convinzione che per le loro precarie condizioni psicofisiche non siano più in grado di espletare in modo adeguato il loro ruolo nel campo della didattica, l'unico in cui invece posseggono le migliori competenze formatesi attraverso una lunga pratica.

E’ ben risaputo che quello degli insegnanti è un lavoro usurante, dunque non “stanchezza, ma usura” comporta l’impegno gravoso dell’educare ,.istruire e formare i futuri cittadini.

Impegno reso .sempre più arduo e complesso da una società in rapida evoluzione,.in cui la scuola rappresenta uno dei pochi punti nei quali i nostri ragazzi possono trovare attenzione alle loro problematiche.

Tuttavia sappiano i legislatori che la gran parte delle difficoltà che i Q 96 , al pari di tutti gli altri lavoratori ultrasessantenni , incontrano nelle loro quotidiane attività lavorative, sono per lo più imputabili a ordinari problemi di salute con connessi disturbi fisici propri dell’età e del logoramento subentrato dopo 40 anni di professione.

Tali disturbi, che certamente non verrebbero meno qualora questi lavoratori venissero utilizzati in altre mansioni, non sarebbero compensati da alcun vantaggio, per cui l’operazione si tradurrebbe in uno spreco sotto tutti i punti di vista.

Per tutti questi motivi i lavoratori Q96, rifiutando ogni altra soluzione, chiedono semplicemente che anche all’anno scolastico 2011/12.venga applicata , seppur con tre anni di ritardo,.la stessa legge che da sempre, prima e dopo tale anno scolastico, regola l’accesso alla pensione nel comparto scuola, senza cercare pretesti, che assumerebbero l’unica valenza dell’accanimento verso chi ha dedicato la propria esistenza professionale agli altri e che trova ben altro riconoscimento, dove l’educazione non è una parola vuota, ma un valore fondamentale di una società.

Da non sottovalutare inoltre che il loro pensionamento consentirebbe l’immediata stabilizzazione di altrettanti giovani precari , portatori di nuove energie e potenzialità.

Gennaio 2015

IL DOCUMENTO

LetteraORGANICOFUNZIONALE

Un ricordo di FRANCESCO ROSI

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Fine pena mai!

COSCIENZA DI CLASSE

L'uso delle parole è importante, perchè in ogni contesto possono assumere significato diverso e quindi occorre farne buon uso.

Nel caso specifico sembra che i Q96, ma anche altri casi analoghi (macchinisti ferrovieri e per estensione gli esodati), debbano scontare una pena fino alla fine della loro storia.

Non senza remora, faccio degli esempi per chiarezza, non voglio strumentalizzare i morti, occorre parlarne con rispetto e lasciarli al dolore dei propri cari, e agli amici di una vita.

In questi anni di attesa, i macchinisti la cui speranza di vita non è alta, spesso non arriva a 65 anni, hanno visto alcuni loro compagni di una vita e di lavoro morire, in attesa che fosse modificato un articolo che per "scarsa attenzione" che la solita signora di alto lignaggio e di falsa pietà, con la sua modifica delle pensioni, non ha tenuto conto che il loro lavoro è altamente nocivo per la salute.

Nel frattempo anche alcuni docenti ci hanno lasciato le penne, anche loro in attesa che  fosse posto termine alla farsa della modifica della solita legge Fornero, malgrado tutti riconoscano abbia causato danni ed orrori, facilmente riparabili con semplici emendamenti a una qualsiasi legge in discussione al Parlamento.

Di leggi in cui fosse possibile inserire norme attinenti alla modifica delle pensioni, in questi tre anni, ne sono state approvate molte.

Ma si è preferito inventarsi le cosidette salvaguardie, siamo alla VI salvaguardia, e qualcuno, visto che una modifica della legge Fornero, malgrado i chiacchiericci quotidiani sembra sempre più lontana, chiede una ulteriore salvaguardia.

Anche una parte di lavoratori/trici della scuola è riuscita a entrarci in queste salvaguardie (la IV e la VI), un migliaio di Quota 96 riuscirà ad avere uno sconto di pena.

Altri non hanno avuto nessuno sconto di pena, chi due, chi tre anni se li sconterà tutti, per loro nessuna legge, pentimento, riconoscimento dell'errore commesso e accettato da ben tre parlamenti e governi.

Non si capisce in questo strano paese perchè si inventano norme "ad personam" nel caso dei potenti e dei loro amici, si concedono arresti domiciliari o si affidano ai servizi sociali grandi malfattori, colpevoli di delitti immensi (non pagare le tasse, pagare tangenti, non contribuire al benessere secondo le immense ricchezze possedute), esacrabili se i cittadini fossero coscienti dei loro diritti  e della giustizia di classe, che governa questo paese, e si condanna chi è nato nel 1951/52 a essere lo zimbello di una nazione.

L'unica concessione possibile prevista, forse, è quella di toglierci dalle classi e assegnarci a un ipotetico organico funzionale.

Funzionale a cosa? A fare supplenze, a essere disponibile nella scuola per ogni imprevisto, da una classe all'altra? Soluzione peggiore non si potrebbe trovare? Ci vorrebbero anche 96 frustate per ricordarci che per 3 anni abbiamo rotto le scatole, avete voluto una soluzione, eccovi accontentati!

L'altro giorno una parlamentare giovane si è sentita offesa dalla domanda di un Quota96, che in lei e nel suo partito tante speranze aveva posto, che le chiedeva "ma non si vergogna?", riferendosi al fatto che la suddetta (Mal..pezzi), parla a sproposito della questione Q96.

La suddetta qualche mese fa, ad agosto 2014, quando ci hanno combinato l'ennesimo sberleffo di concederci l'illusione con una mano e poi togliercerlo con l'altra che finalmente la norma specifica Q96 era in arrivo, aveva affermato in modo trionfante che voleva togliersi qualche sassolino contro chi non voleva credere  che loro avrebbero risolto il problema del nostro pensionamento.

Eravamo MAL..PENSANTI prima e lo siamo ancora, la Mal...pezzi dovrebbe chiedere scusa a chi le ha affidato fiducia, a chi le ha chiesto di assolvere il compito per cui si è fatta eleggere.

Essere docenti non è garanzia di essere migliori dei tanti avvocati, pagati dai contribuenti, per difendere il loro padrone inseguito dalla magistratura, ma se si vuole stare in parlamento, oltre il rispetto degli elettori è richiesto almeno essere capaci di affrontare le problematiche di cui si parla.

In tutti i paesi di parlatori a vanvera, degli sportivi del bar sotto casa, se ne trovano e quando si arriva giovani a questi incarichi è forse sufficiente che prima di parlare si studi, a una docente non occorre ricordare che una veloce lettura dei libri non porta alla sufficienza.

Occorre sapere leggere e non decontestualizzare, occore avere una cultura a 360 gradi, ma chiediamo che almeno non si abbia una visione molto ristretta, diciamo che un angolo di 30 gradi è miopia o scarsa conoscenza dei fatti.

Studi lei, come tutti i giovani parlamentari (uomini e le poche donne arrivate in parlamento) e consigli qualche libro al suo giovane capo, ne ha anche lui di insufficienze ed ancora è più pericoloso.

Se la vostra generazione si considera onnipotente e non ascolta chi sta sotto, si preparerà prima o poi la fossa, il rischio che prima abbiate condannato tutti a pagare le scelte errate da voi compiute.

Tra queste ci sono ancora i Quota96, solo una parte deve ancora scontare anche fino a 4 anni.

Partiremo con una nuova iniziativa da domani, noi non possiamo definirla "salvaguardia" perchè noi i requisiti li avevamo acquisiti, si tratta di un risarcimento dovuto.

SUL BLOG DI ANTONIO TROVATE L'INIZIATIVA DI APRIRE UNA FINESTRA PER I QUOTA 96 CHE RESTEREBBERO IN SERVIZIO DAL 1° SETTEMBRE 2015, PER PERMETTERE DI ESPRIMERE LE LORO INTENZIONI FUTURE

PER FIRMARE ISTANZE ONLINE

LETTERA DI ACCOMPAGNAMENTO AL MIUR

E' successo un fatto strano, che alcuni di noi (altri ne erano ben coscienti) hanno finalmente capito che loro fanno parte di un'altra classe, non possono mischiarsi con voi, in quanto voi siete una combriccola di nominati, arrivati al potere per gli scherzi della storia, inseguendo il mito falso dell'uomo fatto da se, del mito dell'imprenditore, che in tutti gli stati si arricchisce, impoverendo quelli che lavorano, pagano le tasse e ancora non hanno trovato il modo di sentirsi una classe organizzata.

La storia ogni tanto fa strani scherzi, che questa volta il verso giri dalla parte giusta?

Quella di chi i diritti se li deve conquistare, noi se e quando riusciremo a uscirne vittoriosi da questa farsa abbiamo lottato contro un potere nascosto, contro i pescecani della finanza, contro il neoliberismo capitalista distruttore di vite e di umanità.

I QUOTA 96 alla manifestazione "Natale precario" a Palermo, il 23 dicembre.

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UN VIDEO PER RICORDARCI CHE NON OCCORRE SUBIRE

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Promesse?

NON ASPETTIAMO IN ATTESA

Ormai l'anno solare si sta concludendo e il tempo dei rinvii inizia a diventare una prassi normale, ogni fine anno si aspetta la legge di stabilità e poi scopriamo che è stato rinviato tutto a gennaio, poi arriva giugno e si scopre che rinviano a settembre.

Al Senato sono stati presentati in Commissione Bilancio, 3 emendamenti e un Ordine del giorno del PD.

Sugli ordini del giorno, diventata una normale routine è meglio non commentare, diciamo che è una promessa di risoluzione, che serve ai parlamentari per salvarsi la coscienza di non avere ottenuto niente e rinviare alla buona volontà di un governo, che si è sempre dimostrato sordo.

Anche in Commissione istruzione è stato approvato un emendamento, ma è la solita trafila, il governo lo accetta, tanto poi non rispetta le risoluzioni del Parlamento.

Abbiamo lavorato dall'inizio dell'a.s. per chiedere i dati reali di chi ancora ha un'attesa di anni davanti, forse sono tremila e forse di meno, ma ancora un atto normale diventa un segreto di stato.

Sarebbe da capire perché il Parlamento non abbia il potere di convocare un dirigente di un ministero o lo stesso ministro, che democrazia è, direbbe chi crede che viviamo in uno stato in cui tutti sono uguali!

Dal 15 ottobre 2014 ad oggi, il dato presunto di 4 mila è rimasto fisso e nemmeno i parlamentati sono riusciti ad ottenere la verifica che abbiamo richiesto, malgrado dati ufficiali certificano che mille sono già in pensione (760 avendo usufruito della IV salvaguardia, avendo preso permessi parentali nel 2011 e altri perchè sono usciti con le leggi attuali).

Ecco gli emendamenti presentati scontano questa situazione, due di Lega e SEL continuano a ripresentare l'emendamento approvato il 4 agosto 2014 alla Camera e poi bocciato dal governo al Senato, con 4 mila aventi diritto e più di 4oo milioni per la copertura

Quindi oltre i dati da verificare insistono sul ritardare l'erogazione del TFS anche di anni, al momento in cui si sarebbe andati in pensione  secondo la norma Fornero, invece di essere risarciti, si viene di nuovo ricattati, vai in pensione, ma i soldi di cui avresti enorme bisogno, visto la crisi, li prendi quando decidiamo noi al governo.

La copertura dei due emendamenti è ottenuta da due fondi diversi, SEL dal MOF, la Lega dal fondo immigrati.

SEL si è resa disponibile a cambiarlo secondo i nuovi dati che noi abbiamo fornito.

L'emendamento PD, nel mentre non modifica la questione TFS, si slega dalla questione dei numeri degli aventi diritto, non più 4 mila al massimo,come era precedentemente, ma una copertura di  52,5 milioni per 3 anni consecutivi, complessivamente 157,5 milioni, una cifra più che abbordabile se il governo e il PD non hanno intenzione di prenderci per i fondelli.

Abbiamo l'impressione che il nostro lavoro, in qualche modo, è stato preso come riferimento.

E' circa il triplo della cifra spesa (57 milioni) per mandare in pensione i 2 mila e 500 lavoratori della IV salvaguardia che avevano usufruito dei permessi parentali nel 2011.

Vengono presi dal Bilancio dello Stato.

Quindi se quei conti sono validi significa la possibilità di coprire una platea abbastanza ampia, oltre i 4 mila potenziali aventi i requisiti.

Chiudo con questa semplice considerazione.

E' la meta della cifra massima prevista in questi anni (105 milioni).

Aspettiamo i fatti e dopo la grande mobilitazione con lo sciopero della fame, che ha avuto anche dei riscontri positivi nei media e nei parlamentari, prepariamoci a rispondere, ma con azioni più eclatanti all'eventuale ennesimo rifiuto del governo a chiudere questa storia infinita.

EMENDAMENTI PRESENTATI IN COMMISSIONE BILANCIO DEL SENATO

emendamenti Senato

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Aspettando il regalo natalizio!

La lotta continua... a 60 anni

Stasera do la parola agli altri, a quelli che sono sempre dietro a quelli che scrivono, che si assumono responsabilità, ma che senza la loro presenza e senza la loro collaborazione saremmo ancora più soli.
Quelli che vanno nelle loro scuole e spesso sono guardati come fossero marziani, con la loro fissazione di andare in pensione perchè sono Q96, solo loro come classe di eletti, non si sa in base a quale meriti acquisiti.
Tu nato nel 1951 o 1952 perché dovresti avere più diritti di me, perchè debbo lottare per te, per farti andare in pensione, mentro io dovrei subire la norma Fornero, eppure non hanno capito che la nostra vittoria, significava mettere in crisi la riforma Fornero.
Io credo che questa lunga lotta, insieme a quella degli esodati, ferrovieri e altri abbia aperto un varco, non si può continuare a lavorare oltre i 40 anni, si sta discutendo di modificare la norma Fornero, che riguarda non solo noi di Q96, ma tutti coloro che lavorano e le generazioni future che non hanno lavoro e prospettive.

Per questo oltre a ringraziare tutti coloro che hanno partecipato allo sciopero della fame, tutti allo stesso modo, mi sembra che riportare la pubblicità che Carlo Morgando ha deciso testardamente di pubblicare sul Manifesto, oggi 12 dicembre, in occasione dello sciopero indetto da quei sindacati che poco hanno fatto per noi, e non sembrano intenzionati a spendersi più di tanto per Q96, è il modo migliore per ricordare a tutti, che una parte di noi, malgrado le difficoltà, le attese, le illusioni e delusioni ha lottato per tutti, per quelli che aspettano un risarcimento da tre anni e per quelli che hanno perso la voglia di lottare.

Lottare a 60 anni è il regalo natalizio che ci siamo fatti, per noi e per tutti gli altri lavoratori del 1953, 1954, ...1977 e 1990 ma aspettiamo che gli altri, governo e parlamento finalmente decidano di smetterla di prenderci per i fondelli e approvino prima delle vacanze natalizie il tanto sospirato e meritato emendamento per i Quota 100+.

Il VOLANTINO DI CARLO

Le foto del corteo di oggi a Roma

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                                                                           A Villacidro

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                    A CESENA

aleNavacchia

 

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Il tempo tiranno

SCIOPERI, PRESIDI, SCIOPERO DELLA FAME

Ormai i Quota 96 le hanno provate tutte, dal rapporto con i parlamentari di governo e di opposizione, con rapporti ambivalenti, spesso rinfacciando a quelli di governo l'inconcludenza delle loro iniziative e la vacuità delle proposte di risoluzioni.

Gli ordini del giorno approvati ormai resteranno agli atti parlamentari, anche più di 1 in un anno, non costano niente, se non riempire i faldoni dello Stato della inutilità degli atti parlamentari, di un parlamento che da anni non ha potere decisionale, decide l'Europa, decidono dei prestanomi del governo europeo (Monti, Letta, Renzi controfigure di un potere lontano, proni a soddisfare i diktat che di anno in anno arrivano e loro eseguono).

Abbiamo scioperato e presidiato le piazze del governo, perchè in molti di noi lo sciopero è stata l'arma più potente che abbiamo conosciuto e almeno dei servizi sui media li abbiamo ottenuti, in particolare il 29 agosto 2014.

Ci siamo incatenati e anche questo tipo di azione ha richiamato un po' di attenzione dei media, almeno nell'ambito dei media locali.

La maggioranza dei colleghi è stata sempre attendista, firme su firme, sugli appelli ai parlamentari e al Governo, diffide e ricorsi, iniziative diciamo legali, al momento solo qualche tribunale ci ha dato ragione, ricorsi dello Stato in atto e quindi attese infinite.

Adesso in attesa che qualche emendamento passi, abbiamo attuato un'altra forma di lotta, non violenta, che mette in gioco se stessi e non confligge con gli altri; scioperi e manifestazioni, giustamente bloccano l'attività produttiva perchè per un giorno si decide che il tuo tempo di lavoro non può essere deciso dal padrone, sei tu che ti riprendi 1 giorno di lotta per dimostrare che vali molto di più del tempo che gli altri ti impongono, non ti ricattano con la perdita dello stipendio.

E' stato lo strumento fondamentale per la conquista dei diritti fondamentali dei lavoratori, 8 ore di lavoro, pensioni, sanità pubblica.

Una forza collettiva che ha scardinato le norme che lo stato impone, regole dalla parte dell'impresa, il diritto di sciopero non è stato concesso, si è ottenuto con le lotte, negli ultimi anni hanno fatto di tutto per limitarlo, in regole definite, addirittura qualche sindaco non vuole concederti le zone centrali perchè disturbi gli acquisti nei negozi, il sacro tempo delle merci e non delle persone, non del lavoratore, ma del consumatore.

Eppure lo sciopero della fame, non violento, può servire, perchè in una società uscita dalla fame da non molti anni, rinunciare a mangiare diventa un "peccato", un "non senso", un contrasto con chi non trova da mangiare in tante parti del mondo.

Ecco perchè l'invito a fare lo sciopero della fame, lascia perplessi e molti ritengono che non abbia effetti immediati, non è visibile.

Il rapporto tra materiale e immateriale (il simbolico) nella cultura industrialista non viene mai compreso, ma nel mondo della rete diffondere un esempio è molto veloce e può generalizzarsi con un clic. Ecco molti colleghi che non hanno rinunciato a partecipare a questa forma di lotta, che non partecipano alle manifestazioni, imparino e impariamo che mobolitarsi in qualsiasi forma decidiamo può essere utile, non solo chiacchiere e chat quotidiane, ma azioni immediate e visibili.

Pensiamo a come agire tra qualche giorno se questo governo rimarrà sordo e nessuno si senta deluso se nemmeno adesso si otterrà qualcosa.

Lo sciopero e la manifestazione sono più visibili, rafforzano il senso collettivo, comunitario; lo sciopero della fame ti lascia da solo con te stesso, a meno che non ci si riunisca nella stessa piazza.

Abbiamo utilizzato i due momenti, quello nella propria scuola, testimonianza che siamo disponibili a lottare malgrado i colleghi siano assenti e quasi indifferenti e a Roma abbiamo messo insieme le nostre idee e la nostra forza.

Rapportarsi sul territorio con gli altri con iniziative locali, ma anche stare insieme a lottare.

Tutti quelli che abbiamo rinunciato a un  pranzo non abbiamo sbagliato, solo chi attende deve chiedersi se non è colpa della sua assenza se ancora siamo senza il risarcimento che ci è dovuto.

I tempi delle lotte dobbiamo sceglierli noi, e se aspettiamo che gli altri decidano, il nostro tempo non arriva mai.

Vogliamo andare in pensione ORA, non fra 3 anni!

CARLA COSSU su TGR Sardegna 19,30 (servizio incompleto)

I NOSTRI EROI A ROMA

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TUTTI NOI CHE LOTTIAMO

Elenco Adesioni:
Sciopero fame 10 dicembre
1) Prof.ssa Antonica Calaresu,Scuola media statale “P.Tola” n.3 Sassari,
2) Prof. Maria Cecilia Greco, Scuola Primaria Porto Salvo (VV)
3) Prof.ssa Maria Carla Cossu, Liceo De Castro, Oristano,sciopero fame 10 e 11
4) Prof. Michele Borello, Scuola Primaria, Maierato (VV),
5) Prof.Giorgio Parise, ITAS “Mantegna , Mantova
6) Prof.ssa Paola Giuliana Pilichi, scuola media “P.Tola” n°3, Sassari
7) Palazzo Elena (Ata), Itis Fermi-Mattei Isernia
8) Prof.ssa Tatjana Gergic, Sc. Sec C. De Marchesetti, Sistiana (Trieste)
9) Prof.ssa Laura Pezzi docente scuola primaria Pedemonte ICCA S.Pietro In Cariano (Verona)
10) Prof. Francesco Martino, ITIS Pininfarina Moncalieri (To)
11) Prof.ssa Angela Bedini, I.C. “Amedeo Aosta”, Reggio Emilia (10 e 12)
12) Prof.ssa Paola Dalla Bernardina, I.C. Sommacampagna (Verona)
13) Prof. Franco Andolfi, Liceo artistico statale Venezia
14) Prof.ssa Aurora Serino, L. S .“Leonardo da Vinci” Salerno
15) Prof. Mannocchi Bruno ISI Marconi Viareggio, (Lucca)
16) Prof.ssa Kiara Farigu Scuola Primaria e dell’Infanzia I. Gregoretti – Anzio

17) Prof.ssa Maria Gabriella Altobelli e insegni Chimica all’ITIS GiovanniXXIII di Roma


Sciopero fame 11 dicembre
18) Prof.ssa Nelida Vassallo, IC Valle Stura Masone (Genova)
19) Prof.ssa Antonietta Serchisu scuola Media, IC Cabras -Oristano
20) Prof.ssa Maria Claudia Urbinati liceo Mamiani PESARO
21) Prof.ssa Donata Bianchi IISS ” J.K. Maxwell , Milano
22) Prof.ssa Carla Cotarella Montalto di Castro Vt primaria
23) Prof.ssa Roberta Amato Ist. Compr. “Luigi Cadorna ” Milano
24) Prof.ssa Elisa Sala Mariet- scuola infanzia “PEZZANI” Genova Sestri
25) Prof.ssa Michelina Taibi- Istituto ECG – Genova , sez. Casaregis piazza Sopranis – Genova
26) Prof.ssa Rossella Incagnone IC “Antonio Ugo” Palermo
27) Prof.ssa Antonia IC Montepaone
28) Prof. Vianello Pierangelo. Istituto Luzzatti Mestre-Ve.

Sciopero fame 12 dicembre
29) Prof. Umberto Rapini
30) Prof.ssa Giuseppina Tavernise Liceo Classico T. Tasso Salerno
31) Prof.ssa Annalisa Cimenti I.C. Italo Svevo + I.C. Roiano Gretta Trieste
32) Prof. Ermenegildo Colombo ITCG Pasini Schio (Vicenza)
33) Prof. Andrea Zolli Istituto Tecnico Trasporti e Logistica ” Sebastiano Venier” Venezia
34) Prof. Roberto Mio Comunico che aderisco allo sciopero della fame per il 12/12/14, oltre a scioperare e a non ricevere i genitori il pomeriggio all’Istituto Comprensivo 2^ di Udine
35) Dsga Marina Babic Liceo statale sloveno “A.M.Slomsek” di Trieste. Domani 12/12/2014 aderisco allo sciopero della fame oltre a quello dei sindacati.
36) Prof.ssa Caterina Esposito scuola primaria scuola vico equense Napoli
37) Prof. Tonino Parlato scuola primaria scuola vico equense Napoli
38) Prof.ssa Maria Lucia Rossiello Istituto superiore Alfano1 Salerno
39) Prof. Pierangelo Vianello Istituto Luzzatti Mestre-Ve


Sciopero 11 e/o 12 Dicembre
40) Prof.ssa Daniela Merlo, Ipc Cavalieri Milano
4
1) Prof. Francesco Ciolli, Liceo Classico Machiavelli Firenze
4
2) Prof. Nino Collu CPIA REGGIO EMILIA
4
3)Roberto Salvestrini, Assistente Tecnico  Liceo “A. Volta” Colle di Val d’Elsa (SI)
4
4) Prof.ssa Carmelina Quagliano, IC Viale Venezia Giulia Roma
4
5) Prof.ssa Lina Nazzaro, Napoli
4
6) Prof. Gaetano Ianniello I.C. Potenza III ex Scuola Media “Luigi La Vista” Potenza
4
7) Prof. Antonio Piras
4
8) Prof. Giovanni Crimi I.C. Taormina (Me)
4
9) Prof. Gerardo Manni ITE A. De Viti De Marco Casarano (LE)
50) Prof.ssa Maria Luisa Di Cesare (Istit. Comprensivo A. De Blasi Taviano LE)
5
1) Prof.ssa Anna Cimenti I.C. Italo Svevo + I.C. Roiano Gretta Trieste.
5
2) Prof. Fernando Scanu Istituto alberghiero Oristano
5
3) Prof. Vittorio Carollo Liceo artistico Nove (Vi).
5
4) Prof. Renato Grassi Ist. Com. Bagolino (Bs)
5
5) Ass. Amm.va Rosanna Tota 2° Circolo Didattico di Triggiano (Bari)
5
6) Prof. Loris Pirondini I.C. “Chinaglia” Montagnana (Pd)
5
7) Prof. Giovanni Maria Poggi IIS “Maserati” Voghera (Pv)
5
8) Dsga Ivana Boscolo Stornellon Istituto Comprensivo CHIOGGIA 5 -Chioggia- Venezia
5
9) Prof.ssa Gabriella Nardi, I C Castellucchio (MN)
60) Prof.Giorgio Parise, ITAS “Mantegna” Mantova
6
1) Prof. Fernando Scanu Istituto Alberghiero Oristano

62) Prof.ssa Antonia

63) Prof. Vittorio Carollo Liceo artistico Nove (Vi).

64) Prof.Grassi Renato Ist. com. Bagolino (Bs)

65) Prof. Giovanni Maria Poggi dell’ IIS “Maserati ” di Voghera (11 e 12)

66) Rosanna Tota, Assistente Amministrativa c/o 2° Circolo Didattico di Triggiano- Bari

67) Prof. Franco Spirito, Prato (SALTA A PRANZO FINO APPROVAZIONE Legge Stabilità, problemi salute)

68) Gabriella Nardi, I C Castellucchio (MN)

69) Prof.ssa Visentini Rosetta scuola primaria Ferrara

70) Prof.ssa Amelia Babbini scuola primaria Villafranca Forlì

71) Prof. Gabriele Arnesano ITES “A. Olivetti” Lecce

72) Prof. Giancarlo Bruti CTP di Viterbo

73) Prof. Ssa Mirella Pizzo – DSGA – Lendinara (RO )

74) Prof. Erminio Mostacci.Scuola I.I.S. Gobetti Marchesini Casale.Torino.
75) Prof.ssa Loredana Bullo scuola primaria I.C. Chioggia2 Chioggia VE

76) Prof. ssa Flora Montariello docente scuola media Diano Pozzuoli

77) Prof.ssa Marina Mastrocesare Ist. Comprensivo P.zza Minucciano ROMA

78) Prof. Gaetano Corallo, Comiso (RG)

79) Prof. Alessandro Navacchia, Itis Pascal, Cesena

Roma:
Prof. Francesco

Prof. Riccardo Laragione, Roma
Prof. Salvatore Accoto, Lecce

Prof.ssa Franca, Foggia
Prof. Angelo Marano, Foggia
Prof. Pio (11 a Roma e 12 ad Avellino)

Prof.ssa Anna Vignola, Salerno

Marco Punzi Pensionato L 104 sciopero della fame per solidarietà ai colleghi

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Avete un lavoro!

VOI UNA PENSIONE EXTRA !

Verrebbe da dire che alcuni parlamentari del governo e quelli del PD, invece di vergognarsi delle scelte scellerate e supine ai voleri degli speculatori della finanza e del padronato, continuano a ripetere la solita triste e provocatoria affermazione di fronte al fatto che si trovano soldi per esodati di varie tipologie, mentre per i residui Quota96 (ormai sotto i 3 mila!) non sia possibile trovare una copertura.

Ripetono "ma voi un lavoro lo avete!", vero, certo e assodato, loro sono abituati ad incamerare incarichi su incarichi, se non vengono eletti, c'è sempre una municipalizzata o un ente in cui la partecipazione di Comuni, Province o Regioni, può servire come trampolino di lancio per una futura carriera politica, oppure il posto sicuro quando non si è eletti.

Non parliamo degli ex sindacalisti, che trovano sempre un approdo in parlamento, quando arrivati al massimo livello di responsabilità e costretti a lasciare l'attività sindacale, invece di ritornare al lavoro che avevano prima dell'attività sindacale, come fosse un premio/regalo obbligatorio.

Ci sono parlamentari, quelli più conosciuti che una normale attività non la hanno mai conosciuta, in quanto da giovani hanno frequentato le sedi dei partiti e anno dopo anno hanno iniziato la scalata al posto garantito, oppure dalla fabbrica al distacco parlamentare, al partito al Parlamento (Damiano, Baretta, Benvenuto, Epifani, Pezzotta, Bonanni ci stava provando, ma..la sua pensione EXTRA se le è garantita)..

Molti di questi avranno una pensione e un vitalizio, forse più alto della pensione, diciamo una PENSIONE extra.

Non sono i soli in questo paese in cui le classi al potere di riproducono fino all'ultimo parente, per conservare potere e ricchezza, compresi i baroni universitari, i grandi industriali che inseriscono nei posti di comando i loro figli altrimenti nessuno li assumerebbe (basta guardare i rampolli dei nostri "im-prenditori" dei soldi dello Stato, incapaci di profferire una parola che abbia senso eppure li vedete in giro che blaterano di merito e competenze, dei loro sforzi e della difficoltà delle imprese).

Sembriamo dei folli, da tre anni lottiamo per ottenere una pensione qualsiasi pur di finire questa tragicomica vicenda.

Un lavoro difficile, che esaurisce le tue energie e quindi ormai sei al crollo psico-fisico, lo sanno tutti che oltre una certà età insegnare può diventare una pena da scontare, lo riconoscono studi internazionali (burn-out).

Invece loro malgrado abbiano già una certa età, oltre la quale i normali lavoratori aspirano a una serena quiescenza per godersi la vecchiaia, continuano a restare incollati a qualsiasi poltrona, fino alla fine della loro vita se potessero.

Hanno stipendi, i vitalizi da sogno perchè rinunciare, per la famiglia si fa questo e altro, si aumenta la ricchezza familiare.

Invece questi disperati di Quota 96 sarebbero disposti di rinunciare a una piccola parte della loro pensione pur di uscire indenni dal loro lavoro, alcune hanno scelto l'opzione donna che ti taglia del 30% la pensione a cui avresti diritto, altri sperano in una riforma che ti faccia andare anche prima dell'età, anche con un piccola tangente da lasciare allo Stato se vai in pensione con qualche anno di anticipo.

Dicono ma perchè vi lagnate, cosa ci rimettete se rimanete in servizio, vi aumenta la pensione e anche il TFS, vergognatevi a continuare a protestare, restate in servizio e ci guadagnerete.

Invece noi preferiamo andare in pensione, la vita delle persone non è solo lavoro, anche se non hai difficoltà di nessun tipo vorresti pensare alle relazioni che vuoi rafforzare, alla famiglia, agli amici e fare tutto quello che prima non potevi concederti perchè il lavoro di insegnamento ti travolge giorno per giorno e non ti da mai respiro, ecco perchè presentando questa analisi sull'aumento della pensione e del TFS che si otterranno con  questo obbligo agli arresti scolatici, continueremo a lottare perchè il nostro diritto di andare in pensione tre anni fa venga finalmente riconosciuto.

Il seguente materiale verrà inviato ai parlamentari che si stanno impegnando per presentare emendamenti al senato.

 Inserisco solo parte iniziale e finale, il documento completo lo trovate in fondo

QUANTO AUMENTA TFS PER Q96 NON PENSIONATO?

Da anni ripetiamo che l'assurda testardaggine del MEF a non accettare l'uscita dei Q96, oltre che una vergognosa scelta politica e non una questione di spesa o coperture, è anche controproducente ed economicamente costosa.

E' una semplice banalità, per ogni anno che si rimane in servizio aumenta sia la pensione (indicativamente del 2% PER OGNI ANNO DI PERMANENZA) che il TFS che si percepirà al momento della sospirata uscita dal lavoro.

NOTE DI CHIARIMENTO

Nel caso specifico del personale della scuola, per i docenti che nel 2012 avessero avuto 40 anni e che hanno riscattato i periodi universitari la permanenza in servizio significa ottenere l'ultimo scatto di carriera che si raggiunge all'inizio del 36° anno di carriera, anche se per il calcolo della pensione e del TFS gli anni sono 40.

Stesso ragionamento si può fare per chi nel 2012 avesse avuto 36 anni, sia ATA che docenti (minimo per avere Quota 96)

Per chiarire questa evidenza occorre tenere che la scuola è stato sempre il regno della precarietà, uno studio articolato sul personale, dimostrerebbe che una parte non indifferente prima di passare in ruolo, può avere anche 10 anni di preruolo.

Questi anni nella progressione di carriera vengono in parte decurtati, con la seguente formula:

i primi 4 anni si valutano per intero, la differenza rispetto ai 4 anni solo per due terzi (2/3)

................................

(SPESE AGGIUNTIVE SUL BILANCIO STATO)

  • calcolo con 4 mila bloccati

9.700*1000+9.400*1000+8.400*1200+5.900*200+5.100*600=33.420.000 €

33,420 milioni di EURO

  • calcolo con 2 mila bloccati, basta dividere per 2, totale:16.710.000 €

16.710 milioni di EURO

Quota96 Cobas, Quota 100+

Anche questa è un'ipotesi di lavoro, in attesa che MIUR e INPS forniscano i dati reali, e a cui spetterebbe pubblicizzare dati certi, dopo tre anni di attesa e con almeno 1000 lavoratori già usciti dal lavoro.

ULTERIORI CALCOLI DEL RITARDATO PENSIONAMENTO QUOTA96

Facciamo un calcolo, considerando solo gli effetti del ritardato pensionamento senza considerare aumenti di livello (progressione di carriera).

...................

2013 (4 mila)

2014(4mila)

2015 (3 mila)

Totale al 31/8/2015

7,1

7,1

5,3

19,5

MILIONI DI EURO

Conseguenza della politica miope si ha una spesa aggiuntiva di 19,5 milioni di euro solo per quanto riguarda il TFS.

DOCUMENTO COMPETO

aumentoTFS1 (formato doc)

aumentoTFS1 (formato pdf)

BuonuscitaScuola (programa per i calcoli)

Volantino Sciopero Fame

comunicato Sciopero Fame

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Sessantasette….?

MALEDIZIONI, ANNI O MILIONI?

Carla e altre sputerebbero non sessantasette maledizioni, ma 416 milioni di maledizioni ai governi che ci hanno costretto ad altri 3 anni di prigione-lavorativa. Estensibili alla RdS, in particolare ai vari sottosegretari che in questi 3 anni pervicacemente hanno posto le commissioni parlamentari di fronte al rifiuto del governo ad accettare le proposte di risoluzione del pensionamento di Q96!

La copertura prevista non era sufficiente quale  fosse il capitolo di spesa del bilancio proposto; non erano certi, quelle coperture, non erano sufficienti!

Complici il MIUR che malgrado sapesse che erano necessarie minori entrate (ricordiamo Giannini e Boccia che parlano di circa 100 milioni!), mai ha messo in discussione questi assurdi calcoli, ma anche i parlamentari mai hanno portato questi dirigenti davanti alle commissioni e chiesto spiegazioni!

Non riusciamo a capire perché hanno subito queste vergognose bugie e mai siano riusciti a metterli alla sbarra per questo falso in atto pubblico, noi avremmo già perso il posto per un voto 6 diventato 5, con probabile ricorso dei genitori, intervento del DS o del MIUR, la legge protegge sempre i potenti, si dice che non tutti siamo uguali davanti alla legge e in questi 3 anni siamo il simbolo di questa ingiustizia.

Ci sono una parte di Q96 che per questi chiamiamoli malandrini rischiano di andare in pensione a 67 anni, il mio compagno di lotta Carlo ha davanti questa prospettiva e altri vedono questa prospettiva, malgrado spesso non possono continuare, per gli acciacchi dell'età e lo sfinimento fisico e psicologico, continuare ad aspettare fino al 2019, ma in questo paese se non ti fai rispettare e non trovi le giuste entrature rimani fregato.

Assistiamo ormai basiti a un paese in cui quello che si chiamava la malavita si è infilata in tutti i gangli del potere, fa parte del sistema, colletti, bianchi, blu, gialli, grandi commessi dello Stato e tutta a classe di politici e imprenditori che hanno depredato la ricchezza italiana, pagando tangenti, perché ti garantivano grandi affari in tutti i settori (autostrade, ferrovie, affari con Comuni,regioni e Stato).

Una borghesia mafiosa che gestisce gli affari con la malavita degli omicidi e delle droghe e dello sfruttamento.

Grandi pensatori direbbero che questo è il capitalismo, il liberismo e solo chi vive nelle sfere dell'iperuranio pensa che sia solo una questione di bene e di male.

Il mio compagno di lotta Francesco direbbe che occorre la Rivoluzione, ci ho creduto e continuo a essere ancora più convinto, una soluzione che spazzi i falsi idoli del profitto e del malaffare ad esso connaturato, migliaia di anni insegnano che questo sistema è contro il l'umanità; la droga e le armi sono ricchezza, come lo sono lo sfruttamento e il trasporto di esseri umani (ricordarsi della tratta dei negri della storia non tanto lontana!).

Perchè questo pistolotto perchè tre anni di gloriosa storia di Quota96 ci hanno lasciato l'amaro in bocca e ci hanno portato a pensare che il problema si risolvesse appoggiandosi solo ai politici del governo, senza un'azione di sostegno con lotte e con le armi giuste.

Abbiamo fatto diversi conteggi in questi anni, semplici e chiari, che indicavano che 416 milioni erano una falsità e un imbroglio enorme, indicato solo perchè il potere politico non voleva toccare la riforma Fornero.

Ci stiamo provando con tutti gli strumenti possibili, richieste di incontri, lettere, petizioni e spero che qualcuno abbia voglia di incazzarsi e fare un salto a ROMA a sputare ai vari onorevoli di governo il disgusto delle falsità, con le quali ci hanno sequestrato 3 anni di vita.

Abbiamo inviato ancora un ultimo documento, cercando di rifare i conti, come sempre abbiamo proposto, tiene conto del risparmio che si ottiene mandandoci in pensione e sostituendoci con un precario che ne ha pieno diritto, in quanto noi da tre anni stiamo occupando il suo posto.

Un calcolo come un altro, valido come ipotesi di lavoro, per dare strumenti ai tanti parlamentari che in questi anni sono stati al nostro fianco e che cercheranno di ripresentare di nuovo un emendamento al senato, dove andrà in discussione la Legge di Stabilità.

Lo invieremo anche al Governo, alle commissioni e al MIUR, vediamo se vogliono discuterlo, vorremmo sapere quanti rimarrano dopo il 1° settembre e vorremmo anche sapere la copertura esatta, come il governo si è impegnato con l'ultimo Ordine del giorno, votato alla camera.

A noi viene fuori un numero che si avvicina a 67 milioni, numero magico, per mandare in pensione 2 mila Q96 che rimarrebbero in servizio dal 1° settembre di quest'anno scolastico.

Il documento è lungo 7 pagine, molte sono di spiegazioni di chiarimento dei calcoli effettuati, abbiamo anche gli allegati necessari per controllare i calcoli

Di questo documento inseriremo l'inizio e la fine, chi volesse leggerlo è a disposizione in fondo e ci saranno anche tutti gli allegati e i calcoli completi.



LE COPERTURE NECESSARIE PER Quota96

Vorremmo impostare un ipotetico calcolo sui costi aggiuntivi per mettere i puntini sulle i.

Risarcire i Q96, oltre che un diritto ormai consolidato darebbe una possibilità di assunzione per i precari.

Dopo 2 anni di attesa e il terzo che si sta concludendo insistere su una ipotetica platea di 4 mila aventi diritto con costi di 430 milioni è ormai una favola.

Un migliaio sono già andati regolarmente in pensione con la IV salvaguardia poiché avevano utilizzato almeno 1 giorno di permessi parentali (ex legge 104 o simili), le lavoratrici con l'opzione donna (57 anni di età e 35 di contributi) e altri avendo raggiunto i requisiti previsti dalle nuove regole delle norme Fornero (per 2014 e 2015 sono necessari 41 anni e 6 mesi per le donne e 42 anni e 6 mesi per gli uomini)

Altri sono ai nastri di partenza per il I settembre 2015 con le stesse condizioni: VI salvaguardia con 1800 posti disponibili, a cui possono concorrere anche i lavoratori della scuola /Legge 147/2014, art. 2 comma d), opzione donna e per raggiunti requisiti.

Vogliamo ipotizzare a questa punto un semplice calcolo per quanto riguarda il ricambio generazionale con 1 quota 96 in pensione e 1 precario che lo rimpiazza.

Il calcolo è abbastanza semplice:

il quota 96 ormai ha raggiunto l'ultimo scatto possibile, dopo il 35 anno di carriera, essendo al 38 o 39 anno di contributi minimo, per coloro che hanno svolto tutta la loro attività nella scuola.

Il precario invece si trova al livello iniziale.

E' abbastanza intuitivo che il rimpiazzo comporta un guadagno per lo Stato dato dalla differenza tra il livello finale (35 anni) e quello iniziale.

Lo stato avrà un costo aggiuntivo pari alla pensione del Quota96, che è in termini netti è prossima allo stipendio attuale, a condizione che abbia almeno 40 anni di contributi e abbia percepito lo scatto dopo 35 anni.

Altri che provengono da percorsi diversi, come i collaboratori scolastici, in parte provenienti dal lavoro privato, non raggiungono i 35 anni di carriera nella scuola e non raggiungeranno il massimo della pensione.


Copertura necessaria=Pensione Q96 – (Stipendio finale – Stipendio iniziale) x aventi diritto

.................................................................................

SPESA AGGIUNTIVA PER PENSIONI QUOTA96

Coperture necessarie per Quota96, dopo il 1° settembre 2015

                       2000 lavoratori ancora in servizio

                            2500 ancora in servizio

66,229

82,785

milioni €

I calcoli effettuati possono servire come traccia per i conti da presentare, è compito della RDS fornire sia gli aventi diritto ancora in servizio, sia i costi effettivi, non considerando solo la spesa INPS per la pensione, ma il costo globale per lo Stato che risparmia sui nuovi assunti.

UN ALTRO CALCOLO MENO DETTAGLIATO

La copertura della IV salvaguardia, riguardante i 2500 lavoratori di tutti i settori pubblici e privati che hanno usufruito di permessi parentali ha avuto costi complessivi per 4 anni di 57 milioni di euro, come risulta dagli atti dello Stato.

760 lavoratori della scuola sui 2500 sono poco di più del 30%, e se ipotizziamo di imputare il 40% dei costi ai lavoratori della scuola, la cifra è di circa 23 milioni di euro complessivi.

Rapportando tale cifra anche a 2500 e pensiamo che saranno di meno si arriva a circa 75 milioni nel caso peggiore.


CAPITOLO TFS

E' banale affermare che ritardare l'erogazione del TFS al momento che si sarebbe andati in pensione con le nuove norme Fornero per i Quota 96, oltre che lesivo dell'uguaglianza dei diritti, in quanto discriminati rispetto a tutti gli altri lavoratori è anche una vendetta.
Se non ci fosse stata la norma Fornero, tutti questi lavoratori avrebbero già incassato il TFS, in quanto veniva erogato entro 6 mesi dall'uscita del lavoro che sarebbe avvenuta il 1° settembre 2012.
Il prossimo settembre sarebbero circa tre anni dal momento che avrebbero dovuto incassarlo e questo riguarda quasi tutti i Quota 96, anche chi ha usufruito della IV salvaguardia, che otterranno il TFS tra 27 mesi, come prevede la norma Fornero per le pensioni anticipate.
Questo significa che tutti coloro che andranno in pensione dal 1° settembre 2015 riceveranno il TFS con 5 anni di ritardo! ( 3 anni dal 1° settembre 2012 + 27 mese di attesa secondo le nuove norme).
Ci sembra superfluo affermare che volere posticipare per una parte anche minima questo diritto, coloro che andrebbero in pensione il 1° settembre 2019, al al 2021 o 2022 sarebbe una beffa, 10 anni dopo il 2012, anno in cui avrebbero dovuto andare in pensione.
Per questo un emendamento, decreto o legge che prevedesse tale posticipo sarebbe un ulteriore discredito per tutto il parlamento.
Il TFS è salario differito e lo Stato, come qualsiasi azienda, dovrebbe averlo conteggiato e inserito nelle leggi di Bilancio annuale.

Per finire un eventuale inserimento del personale, come paventato da alcuni ministri, nell'organico funzionale sarebbe una nuova e più grave beffa per tutti i Quota 96 e anche per tutti i parlamentari che in questi anni si sono spesi per il risarcimento del diritto estorto ai lavoratori della scuola Quota96 e anche per lo stesso Parlamento che ha votato Ordini del giorno a ripetizione in questi anni, impegnando il Governo al rispetto delle leggi.

Quota96 Cobas

 IL DOCUMENTO COMPLETO

Coperture2000Q96 (formato doc)

Coperture2000Q96 (formato pdf)

ALLEGATI

1) Foglio di calcolo  SpesaStatoTotaleStipendiDocenti

2) Tabella CCNL  Posizioni_stipendiali_CCNI_4_08_2011

3)Tabelle ritenute stato  all_cr120RITENUTE

Buona lettura, per chi avesse la follia di girare tra le mie elucubrazioni mentali e le contorsioni psico-fisiche.

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Europa non e’ donna

 PROSSIMA FREGATURA?

Tra tante norme che non aiutano le donne nel loro ruolo e nella società, ancora pensioniDonne

ci sono meno possibilità per le donne  di avere ruoli importanti e quindi  mediamente il loro reddito è inferiore a quello degli uomini, in Italia fino a  qualche anno fa, 2010 esisteva da sempre una norma per cui alle donne era  concesso di andare in pensione per vecchiaia 5 anni prima degli uomini (a 60  anni, invece che 65 come gli uomini).

Una discriminazione positiva, in quanto a nessuna donna era vietato di  continuare a lavorare oltre i 60 anni.

La Commissione europea ha messo in mora l'Italia, ritenendo che questa norma penalizzasse le donne che lavoravano nei vari enti statali (PI, scuola, Comuni,..)!!.

Il rischio per l'Italia era di dover pagare una multa se non si fosse adeguata a questa norma europea.

Il governo Berlusconi, Tremonti, Sacconi, Maroni niente ha fatto per chiarire questa semplice verità lampante, anzi non si è opposto, come fa spesso per cause meno nobili e prontamente ha approfittato di questa mora per aumentare l'età della pensione per le donne, in pochi anni le donne del pubblico hanno raggiunto i 65 anni, e adesso lo stesso avviene per le lavoratrici del privato.

In questi giorni arriva la risposta a una lettera di una donna riguardo la nuova norma che riguarda il DIRITTO per le donne di andare in pensione ANTICIPATA 1 anno prima degli uomini.

Non so il motivo di questa lettera o il senso della richiesta, credo che questa signora abbia fatto un enorme piacere al governo e a chi governa in Europa.

Dopo averci tartassato con tasse, tagliandoci le pensioni con il passaggio al retributivo, e in pratica eliminando le pensioni ANTICIPATE per giovani e meno giovani, adesso questa richiesta alla Comunità europea potrebbe portare a una messa in mora dell'Italia, con le conseguenze che conosciamo  la parificazione tra uomini e donne, tutti uguali, tutti fregati, tutti con gli stessi contributi.

Siamo uguali uomini e donne, quando una discriminazione positiva diventa una colpa, significa che gli uomini che sono ai governi non conoscono le fatiche e il lavoro nascosto che abbiamo scaricato sulle donne ed è per questo che chiedere che al massimo con 40 anni di contributi occorre andare in pensione è il minimo per cui lottare.

E nessuno invii lettera alla Comunità europea, anche se con i precari hanno dato una risposta positiva.

Questa volta con i precari forse non pagheranno le multe, prima o poi occorreva metterli in ruolo, ma ho il dubbio che per le donne si adegueranno subito, questo è il governo delle donne veline, come il precedente.

Queste brave signore si opporrano o andranno dal parrucchiere per farsi belle, quando saranno chiamate davanti alla Commissione europea per discutere di questa causa?

 

COMMISSIONE EUROPEA

DIREZIONE GENERALE GIUSTIZIA

Direzione D: Uguaglianza

Unità D.1. Normativa sulla parità di trattamento

Bruxelles, o A

JUST/DI/IB/ml/

.....................

Oggetto: CHAP(2014)02996 - Riforma delle pensioni in Italia - Legge 22 dicembre 2011, n. 241

Gentile Sig.ra ,

La ringrazio della Sua lettera di denuncia del 19 marzo 2013, protocollata con il numero CHAP(2014)02996, relativa alla riforma delle pensioni in Italia di cui alla legge 22 dicembre 2011, n. 241.

Ci scusiamo per il ritardo con cui rispondiamo alla Sua lettera, dovuto a un errore di registrazione e ad una conseguente erronea attribuzione della medesima ad un altro ufficio della Commissione.

La legislazione dell'UE contro le discriminazioni nell'ambito delle pensioni e della previdenza sociale è contemplata da due direttive: la direttiva 79/7/CEE1 e la direttiva 2006/54/CE2.

La direttiva 79/7/CEE, che riguarda in particolare i regimi pensionistici legali, attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di regimi legali di sicurezza sociale pur prevedendo alcune eccezioni a tale principio, soprattutto per quanto riguarda la determinazione dell'età pensionabile. Nell'ambito della sicurezza sociale, quindi, conformemente al diritto dell'UE, gli Stati membri possono ancora mantenere età di pensionamento diverse per gli uomini e per le donne e non hanno l'obbligo giuridico di fissare lo stesso limite d'età.

La direttiva 2006/54/CE in materia di occupazione e impiego contempla i regimi pensionistici professionali. Ai sensi di tale direttiva, non è consentito stabilire età e condizioni di pensionamento differenti per uomini e donne ai fini della maturazione del diritto ad una pensione professionale. In conformità dell'articolo 7, paragrafo 2, la direttiva si applica altresì ai regimi pensionistici di una categoria particolare di lavoratori come quella dei dipendenti pubblici, se le relative prestazioni sono versate al beneficiario a motivo del suo rapporto di lavoro con il datore di lavoro pubblico.

Poiché i regimi pensionistici del settore pubblico rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2006/54, un'età pensionabile diversa per gli uomini e le donne in tale settore costituisce una violazione della direttiva 2006/54, che l'Italia ha recepito con il decreto legislativo 5/2010 (GU del 5.2.2010 n. 151).

Nella causa C-46/07 -2 , la Corte ha dichiarato che "mantenendo in vigore una normativa in forza della quale i dipendenti pubblici hanno diritto a percepire la pensione di vecchiaia a età diverse a seconda che siano uomini o donne, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi di cui all'art. 141 CE" (attuale articolo 157 del TFUE).

La legge 22 dicembre 2011, n. 214, stabilisce all'articolo 24, comma 10 relativo alle "Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici", che le cosiddette "pensioni anticipate"  pagabili cioè prima che il lavoratore raggiunga l'età che diritto alla pensione di vecchiaia possono essere erogate sia ai lavoratori del settore privato che a quelli del settore pubblico che abbiano maturato i requisiti contributivi richiesti, i quali differiscono a seconda del sesso del lavoratore: a partire dal I gennaio 2014, sono richiesti 41 anni e tre mesi per le donne e 42 anni e tre mesi per gli uomini.

Essendo stata interpellata da diversi cittadini sullo stesso argomento della Sua denuncia, la Commissione europea ha già chiesto alle autorità italiane chiarimenti in merito alla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e alla riforma delle pensioni.

A seguito dei suddetti contatti tra le autorità italiane e i servizi della Commissione in merito alla questione, la Commissione ha deciso di avviare una procedura d'infrazione a norma dell'articolo 258 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea nei confronti dell'Italia mediante l'invio, in data 18 ottobre 2013, di una lettera di costituzione in mora per violazione del diritto dell'Unione sulla parità di trattamento e, in particolare, dell'articolo 7 della direttiva 2006/54/CE.

L'esito della procedura, che richiederà un certo tempo, Le sarà comunicato a tempo debito.

Confidando che queste informazioni possano esserLe utili, Le porgo distinti saluti.

Andreas Stein

Capo unità


1 Direttiva 79/7/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1978, sull'attuazione graduale del principio di parità di

trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale (GU L 6 del 10.1.1979, pag. 24).

2 Direttiva 2006/54/CE, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della

parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione) (GU L 204 del

26 luglio 2006, pag. 23).

3

Causa

C-46/07, Commissione

delle Comunità europee

contro

Repubblica

italiana,

Raccolta

della

Giurisprudenza 2008 pag. 1-00151.

Commission

européenne/Europese

Commissie,

1049

Bruxelles/Brussel,

BELGIO

-

Tel.

+32

229-91111

Commission européenne/Europese Commissie, 1049 Bruxelles/Brussel, BELGIO - Tel. +32 229-91111

 La lettera della Commissione Europea

 Commissione Europea



Ordini del giorno alla Camera

Quota 96

La Camera,
premesso che:
la riforma pensionistica Fornero (da alcuni meglio chiamata «manovra pensionistica», per aver avuto l'unico scopo di fare cassa), ha commesso un clamoroso errore perché non ha differenziato la normativa previdenziale relativa al comparto della scuola rispetto alla generalità dei lavoratori, come peraltro effettuato da precedenti provvedimenti analoghi, non tenendo in alcun conto il fatto che i lavoratori della scuola possono andare in pensione un solo giorno all'anno, il 1o settembre, indipendentemente dalla data di maturazione dei requisiti, per le giuste esigenze di funzionalità e di continuità didattica;
il problema è conosciuto anche con il nome di «quota 96», che fa riferimento alla possibilità di andare in pensione (in base alla previgente disciplina pensionistica) con almeno 35 anni di servizio a cui si somma l'età anagrafica in modo da raggiungere la «quota 96»;
a seguito di verifiche fatte tra il 2013 e il 2014 è emerso che il numero di lavoratrici e lavoratori interessati è molto prossimo a 4000 mila unità. Da fonti sindacali recenti, invece, si apprende che il numero si sarebbe ridotto a 3000,

impegna il Governo

???a trasmettere al Parlamento una relazione contenente la verifica del numero complessivo effettivo dei lavoratori nella situazione descritta in premessa;
ad adottare, con il primo provvedimento di natura legislativa possibile, una norma per il personale della scuola che abbia maturato i requisiti entro l'anno scolastico 2011/2012, ai sensi dell'articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n.?449, e successive modificazioni.

9/2679-bis-A/28.?Pannarale, Airaudo, Placido.

 

Opzione Donna

La Camera,
premesso che:
l'articolo 1, comma 9 della legge n.?243 del 2004 (cosiddetta Riforma Maroni), ha introdotto un regime sperimentale, noto come «Opzione Donna», che consente alle donne di conseguire il diritto all'accesso anticipato al trattamento pensionistico in presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni o di un'età pari o superiore a 57 anni, per le lavoratrici dipendenti, e a 58, per le autonome, dietro la rinuncia alla parte retributiva dell'assegno previdenziale che viene quindi interamente liquidato con un calcolo che comporta una decurtazione media del 25-30 per cento;
la suddetta facoltà, che avrebbe dovuto avere scadenza il 31 dicembre 2015, ha esercitato negli anni una forte e crescente attrazione su quelle lavoratrici prossime alla pensione, soprattutto dopo il significativo innalzamento dei criteri di accesso al pensionamento introdotto dalla Riforma Fornero, nonostante abbia incontrato sul suo percorso problemi applicativi. L'Inps infatti, con un'interpretazione restrittiva della norma, applica il suddetto regime ricorrendo allo strumento della finestra mobile ed individuando quale momento in cui si matura il diritto all'accesso al trattamento pensionistico quello della sua effettiva decorrenza, modificando, in tal modo, i termini entro cui esercitare l'opzione stabilendoli, vista l'anticipazione di 12 mesi che viene a determinarsi con l'applicazione delle cosiddette finestre, al 31 dicembre del 2014;
il motivo di tale restringimento temporale è contenuto in due distinte circolari dell'Inps, la n.?35 e la n.?37 del 2012 secondo le quali il termine ultimo stabilito dalla norma, cioè il 31 dicembre 2015, va inteso come scadenza per l'accesso al trattamento pensionistico tenendo conto della «finestra mobile». Questo significa che le lavoratrici dipendenti che volessero optare per il suddetto regime previdenziale dovranno maturare i requisiti entro il corrente mese di novembre 2014, quelle del pubblico impiego entro il mese di dicembre p.v, mentre per le lavoratrici autonome il termine di maturazione è già scaduto lo scorso mese di maggio 2014;
pertanto tale interpretazione, peraltro del tutto arbitraria ed adottata dall'Inps secondo i principi di minor spesa e di maggior risparmio, è fortemente penalizzante e discriminatoria. Infatti se l'opzione per il sistema di calcolo contributivo è esercitabile da parte delle lavoratrici la cui finestra mobile si apra entro il 31 Dicembre 2015, non lo sarà, per le lavoratrici per le quali la finestra si apre dal 10 Gennaio 2016 e che quindi non potranno accedere anticipatamente al trattamento pensionistico. Analogamente saranno escluse tutte quelle lavoratrici che, pur avendo maturato la finestra mobile in tempo utile per l'accesso al regime, presentino domanda di pensione successivamente alla scadenza del regime opzionale;
l'articolo 24, comma 14, del decreto-legge n.?201 del 2011, cosiddetto decreto Salva-Italia, ha previsto che le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze dei trattamenti pensionistici già vigenti alla data di entrata in vigore del decreto-legge medesimo continuino ad applicarsi, tra l'altro, alle lavoratrici contemplate dal regime sperimentale di cui all'articolo 1, comma 9, della legge 243 del 2004;
alcuni dati possono rappresentare quanto la riforma Fornero abbia inciso sulla decisione delle donne di ricorrere al regime speciale. Infatti nel 2009 le richieste di pensionamento anticipato con il metodo contributivo erano state appena 56, salite a 518 nel 2010 e a 1.377 nel 2011. All'indomani del varo della riforma, nel solo 2012 si sono registrate 5.646 richieste, numero salito a 8.846 con riferimento al 2013. A fine agosto il numero, nel solo 2014, ha raggiunto le 7332 unità, e si stima che procedendo a questo ritmo, pari a circa mille al mese, a fine anno raggiungeranno circa 12.000 unità;
l'Inps non ha fino ad oggi cambiato il suo atteggiamento nonostante il Parlamento abbia già impegnato il Governo, con due distinte risoluzioni, anche allo scopo di evitare dispendiosi contenziosi, molti dei quali già avviati, a dissuadere l'Inps dall'applicare le sue stringenti regole;
tale opzione non va valutata rispetto ai suoi costi effettivi, peraltro contingentati nel tempo, ma sul valore aggiunto in termini di welfare che forniscono le donne in ambito familiare e sociale, specialmente in un paese come l'Italia dove il lavoro di cura grava ancora prevalentemente sulle donne;
la richiamata norma istitutiva del regime sperimentale prevede inoltre che entro il 31 dicembre 2015, il Governo verificherà i risultati della sperimentazione ai fini di una sua eventuale prosecuzione,

impegna il Governo:

a sollecitare l'INPS, adottando iniziative volte ad evitare l'applicazione arbitraria quali requisiti per la decorrenza del trattamento pensionistico di cui all'articolo 1, comma 9 della legge n.?243 del 2004, sia del criterio della finestra mobile che di quello dell'aspettativa di vita, al fine di considerare valida la semplice maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2015, come peraltro chiaramente definito nella citata disposizione di cui all'articolo 24, comma 14, del decreto-legge n.?201 del 2011;
ad estendere il regime sperimentale cosiddetta «Opzione donna» oltre l'anno 2015, al fine di consentire a quelle donne ingiustamente penalizzate dai criteri restrittivi applicati dall'Inps, di accedervi.

9/2679-bis-A/30.?Nicchi, Marcon, Pellegrino, Melilla, Airaudo, Placido.

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