Faraona alla cacciatora

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Faraona alla cacciatora

18/01/2015 Lavoro Notizie Politica Scuola 1
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L’INVERNO CHE VERRA’

Spesso ti viene voglia di fare assonanze tra le persone e i fatti della vita, giochi di parole, calembour per scaricare la tensione, l’incazzatura, per essere lievi!

E invece occorre essere anche cattivi, perchè la faraona alla cacciatora è un piatto tipico del periodo di dicembre, delle vacanze natalizie, un bel piatto ricco e sostanzioso e invece per precari e pensionandi di Quota96 è arrivata la befana senza nemmeno un bel carbone acceso.

Niente di niente dall’inizio di agosto, dalla vergognosa scelta del governo di ritirare l’emendamento a favore di Quota96 con la promessa di provvedere  in un successivo intervento legislativo si sono perse le tracce, o meglio il governo ha messo da  parte la questione, diciamo dimenticata; forse perchè del problema Quota96 ogni anno che passa, con uscite per naturale scadenza e contributi raggiunti, perchè qualcuno ha utilizzato la IV salvaguardia o entrerà nella VI, la scadenza per le domande era il 5 gennaio, e le donne disperate optano per “l’opzione donna”, che decurtandogli la pensione del 30% rovinerà  la loro vecchiaia, non c’è fretta.

Passa il tempo, diminuiscono gli aventi diritti coartati, diminuiscono le coperture necessarie e alla fine possiamo anche accontentare il rimanente migliaio residuo.

Ma questo non permette allo stesso governo di giocare, come tutti gli altri governi, con le attese e le aspettative di chi si affida in modo forse ingenuo alle promesse di questo o quel parlamentare, questo o quel ministro o sottosegretario.

Abbiamo avuto sottosegretari del MEF che in questi anni hanno sempre bocciato le proposte che venivano dalle commissioni delle Camere, vi ricordate di Giovanni Legnini, adesso è stato eletto al CSM ed è  vicepresidente, in pratica quello che lo  gestisce.

Non più fortuna la abbiamo avuto con Baretta e gli altri che si sono occupati della questione Q96, la copertura non c’è affermavano davanti alla commissione Bilancio delle Camere e poi al Senato quando hanno ritirato l’emendamento risolutivo.

Senza vergogna hanno raccontato frottole ai parlamentari, dopo tre anni i dati assodati non li vogliono dare, non possono raccontarci che ci sono problemi burocratici, si chiama indisponibilità politica, un problema da non affrontare, da rinviare di anno in anno e tra poco arriverà di nuovo l’estate e dopo agosto arriverà l’inverno e ci racconteranno che ci stanno pensando.

Abbiamo avuto in questi anni rapporti con vari parlamentari del PD, da Ghizzoni a Boccia, a Damiano, a Puglisi, sempre disponibili, pronti a offrire il loro impegno a chiudere questa storia, ma sempre bloccati dal Governo che bloccava le loro iniziative.

Abbiamo avuto una presunta disponibilità anche dal sottosegretario Faraone, si va al Miur, in viale Trastevere,  per capire le intenzioni, al momento non c’è niente, dopo sei mesi dall’ultima buffonata governativa di inizio agosto.

La credibilità si misura sulla serietà dell’impegno, noi Q96 non siamo elettori da tenere buoni per le prossime elezioni, siamo scafati e abbiamo le nostre idee, non siamo merce di scambio per ottenere incarichi importanti all’interno del governo, si sta con noi perchè il nostro è un diritto riconosciuto e acquisito, non un gruppo a cui fare un favore per ottenere voti e li si tiene in sospeso in attesa delle elezioni prossime.

Riprendiamo a scendere in piazza, alleandoci con i precari che a febbraio scenderanno in piazza, coinvolgendo i colleghi di ruolo, chi pensa che senza mobilitazioni e alleanze questo governo sia disposto a chiudere la brutta storia di  noi Quota96, passerà il prossimo dicembre e non mangerà la “faraona alla cacciatora”, arriverà di nuovo la befana senza regali.

COMUNICATO QUOTA96

 

RIPRENDIAMO LE INIZIATIVE PER LA SOLUZIONE DI Q96

LA STABILIZZAZIONE DI TUTTI I PRECARI CONTRO LA BUONA SCUOLA DI RENZI!!

La lotta dei Quota96 dopo la delusione di agosto, con il vergognoso voltafaccia del governo, che ha ritirato l’emendamento al senato a un passo dalla soluzione, è continuata con presidi, sciopero della fame, incontri con parlamentari e richieste di un atto specifico di riapertura delle domande on line per un conteggio effettivo dei lavoratori ancora in servizio dopo il 1° settembre 2015.

Il conteggio indicativo, anche da parte dell’INPS, parla di 2 mila, mentre il MIUR, disponibile a parole, in realtà non assume una posizione precisa, rinvia sempre.

A nulla sono serviti gli incontri con il ministero incapace di modificare le assurde volontà del Governo, rimane la violazione, solo per Q96 e solo per l’a.s. 2011/12, di una legge in vigore.

Di fronte alle nostre sollecitazioni e proposte, restiamo sbalorditi di fronte al nulla che ci viene presentato negli incontri avuti; solo un muro di gomma, risposte infastidite in quanto abbiamo uno stipendio e proposte indecenti, lesive della nostra dignità e professionalità, di ricollocazione.

Raccontano di difficoltà burocratiche, ma mentre nel 2013 in 1 mese è stato possibile effettuare una rilevazione che aveva portato a 4 mila richiedenti, dopo gli incontri avuti in questi ultimi giorni al MIUR non si è aperto nemmeno uno spiraglio. Abbiamo fornito un modello, accompagnato da 800 firme perché venga fatto un preciso monitoraggio attraverso la riapertura di Istanze online, l’unica proposta che il governo ci offre è di spostare il personale sull’organico funzionale, scelta senza senso che rifiutiamo e contro la quale abbiamo raccolto oltre 800 firme.

Riteniamo che un simile governo non sia credibile, ha avuto tutto il tempo per concretizzare una valida proposta, senza la quale non vogliamo altri incontri che sono solo una presa in giro.

Prima risponda agli 800 lavoratori!

Il governo prende tempo, sapendo che i Quota96 si ridurranno ulteriormente, sia perché raggiungeranno i requisiti Fornero con il passare degli anni, oppure vuole che escano con la decurtazione della pensione con l’opzione donna, o sono usciti o stanno uscendo con le salvaguardie ex legge 104. Il Governo dia una risposta a tre anni di attesa e speranze deluse.

Stiamo cercando di creare alleanze ed in questo senso l’iniziativa di una “settimana contro il precariato” dal 12 al 16 gennaio, con presidio davanti a Montecitorio dei precari, a cui abbiamo partecipato ha rappresentato una prima e significativa iniziativa di collegamento tra vari settori della scuola.

Le proposte di coordinamento uscite dall’assemblea dei precari ci vedono d’accordo, accogliamo la loro proposta e colleghiamoci a livello territoriale sia con i precari, sia con tutti i lavoratori della scuola, in quanto solo riunendo le forze è possibile lottare per ottenere il riconoscimento dei diritti negati ai Q96, ai precari che senza la nostra uscita rischiano di finire senza lavoro e lottare uniti contro le scelte del governo, che tendono a assoggettare la scuola alle esigenze del mercato.

La precarietà è quello che chiede l’Europa e Renzi come i precedenti governi si genuflette ai comandi riservando un futuro precario alle giovani generazioni, come lo stanno preparando ai giovani precari della scuola che, con la “buona scuola”, verranno espulsi.

In cambio di questo tutti i lavoratori che rimarranno si troveranno una scuola con meno diritti, alla mercé di un DS autoritario e onnipotente, mentre il potere d’acquisto dei salari scenderà ancora, come anche il ruolo sociale dei lavoratori della scuola.

Crediamo che la lotta che in questi tre anni noi di Quota96 abbiamo portato avanti riguarda tutti, non solo i precari che hanno diritto a stabilizzarsi, prendendo il nostro posto, obbligati a rimanere in servizio fino a età impossibili in un lavoro usurante, come dimostrano i tanti casi di “burn-out” non riconosciuti, ma anche tutti i lavoratori che debbono riprendere iniziative contro la norma Fornero.

In questo senso, raccogliendo la proposta dell’assemblea dei precari, a cui abbiamo partecipato, invitiamo tutti a incontrarci a livello territoriale per preparare iniziative sui temi proposti e partecipare al presidio a Montecitorio dal 23 al 26 febbraio.

Quota96 Cobas, Comitato Quota96

 

iniziative Q96 Precari (doc)

iniziative Q96 Precari (pdf)

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Una risposta.

  1. admin ha detto:

    Dal blog di Franco Spirito
    ASSEMBLEA LAVORATORI SCUOLA – ROMA 17/01. QUI SI RESISTE!
    Di Marcella Raiola ·

    Non era scontato che fossimo in tanti e che ci scoprissimo addosso, al settimo anno di lotta, ancora tanta energia da profondere nella lotta. Invece eravamo in tanti, da Roma, Napoli, Torino, Palermo e Bologna. Uniti, davvero uniti, stavolta, dalla cogenza e violenza di un agire governativo che ormai è palese, circolarmente chiaro nei suoi presupposti e nei suoi approdi. I bisogni, prima confliggenti, delle diverse categorie sono ora finalmente percepiti come complementari: i precari “storici” delle Gae hanno bisogno che i Quota ’96, vergognosamente trattenuti ancora in cattedra anche a 68 anni, vadano in pensione; i precari di II e III fascia hanno bisogno che quelli delle Gae vengano assunti sulle cattedre fatte sparire dalla Gelmini e non come “tappabuchi”, altrimenti a loro non resteranno supplenze brevi da coprire né possibilità di sperare, dopo la gavetta, in un posto a tempo indeterminato. Gli Ata hanno bisogno parimenti che i docenti non vengano messi in segreteria, perché altrimenti i loro posti verranno tagliati, mentre quelli di ruolo hanno bisogno che i precari non cedano e non accettino di diventare “organico funzionale” perché questo segnerebbe l’inizio di una catena di azzeramento dei diritti che coinvolgerebbe pure loro…
    Abbiamo tutti capito il gioco perverso e malsano della guerra fratricida creata ad arte, delle dichiarazioni di cazzo sparate e poi smentite per mandarci in panico, della vigliaccheria del prenderci per stanchezza, varando le leggi che ci ammazzano di notte, a Natale, come fanno i peggiori ladri. Abbiamo capito che vogliono distruggerci, zittirci; abbiamo capito che vogliono estirpare la Scuola-presidio di civiltà, uguaglianza, partecipazione, inclusione e collegialità dalla vita e dalla memoria degli italiani, per operare una mostruosa riconversione valoriale che ci veda, alla fine, tutti ottusi, tutti consumatori, tutti razzisti, tutti appecoronati. Abbiamo altresì capito che non abbiamo amici, che le nostre vite, la nostra passione, le vite dei nostri alunni valgono quanto una poltrona promessa, quanto il voto di un traditore, quanto uno scambio di favori. Proprio perché abbiamo capito, abbiamo stilato una nuova lista di iniziative di lotta. Se non li fermeremo… del doman c’è la certezza, ed è una certezza agghiacciante. Chi vuol essere cieco… sia! (però ci pensi bene!).

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