Basta veleni a Siderno!

Basta veleni a Siderno!

13/10/2019 Lavoro 0
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AVVELENARE ANCORA O BONIFICARE SIDERNO?

Siderno rifiuta impianti che mettano a rischio la salute!

“Sul territorio comunale è vietato l’insediamento o l’ubicazione di nuove fabbriche, depositi, impianti e laboratori chimici, farmaceutici e biologici che usano, producono, scaricano e/o emettono nell’acqua, in superficie, nel sottosuolo o in atmosfera sostanze riconosciute o che le ricerche scientifiche dichiarano fortemente irritanti, corrosive, odorigene, nocive, tossiche, cancerogene, teratogene, mutagene, ecotossiche, radioattive, esplosive, dannose e/o pericolose per vita o l’ambiente.” II paragrafo art. 5 dello Statuto del Comune di Siderno, deliberazione C.C. n. 03 del 20 02.2017. (Tutela ambientale e del territorio)

Un breve riassunto della realtà attuale, dopo più di 3 anni di documenti, assemblee, incontri, proposte e manifestazioni.

  1) La situazione Bp ė sempre al palo, un bando inviato da mesi alla Suap, non ancora  pubblicato, malgrado sia stato tarato sui fondi disponibili e sulla nuova normativa di sicurezza ambientale.

Al momento pochi fondi, 300 mila €, forniti dall’assessorato all’Ambiente regionale,  Antonella Rizzo, e ci sia un impegno a trovarne altri, da parte dell’assessore al Bilancio, Maria Teresa Fragomeni,  senza i quali la bonifica resterà  parziale per anni.

Nessuno sa cosa ci sia di preciso attualmente nei bidoni, unico riferimento sono le  analisi fatte nel 2003, che elencavano sostanze rischiose e pericolose.

270 bidoni, alcuni corrosi o aperti che esalano veleni cancerogeni, teratogeni, corrosivi, ecotossici.

Vicino, sul terreno, cenere di un incendio di anni fa, forse ancora più pericolosa, perché potrebbe essere il risultato di una reazione per combustione tra diverse sostanze.

Più di 10 cisterne interrate e molti reattori vuoti, sperando che non ci siano sorprese nel terreno.

    2) La situazione dei pozzi privati e dei piezometri Sika ha dell’incredibile, dopo più di 2 anni esce l’ordinanza n. 06 del 25.07. 2019 della Commissione Straordinaria che proroga il divieto di utilizzo delle acque, anche per innaffiare le piante.

150 mila € della Regione spesi, per sapere che “è stata riscontrata un’area di massima concentrazione  degli agenti inquinanti con quote che vanno al di sotto del livello del mare e la formazione di un cono depressivo della superficie piezometrica…..in corrispondenza del piezometro Pz2”.

Cioè abbiamo inquinanti sotto il livello del mare, quindi dovuti a scarichi in atto, chissà da quanto tempo,  e i cittadini e le associazioni ambientaliste lo scoprono per caso.

Nessuno li convoca, anzi, nessuna risposta alle loro richieste e solleciti, da febbraio a settembre, di avere tutta la documentazione, nonostante il diritto di di accesso agli atti secondo la normativa F.O.I.A..

Di cosa si ha paura? Che le nostre ipotesi di possibili colpevoli siano vere?Oppure contraddire il presunto cono depressivo, che si può trovare in terreni carsici e non in questi esaminati?

 3) Non è finita, assistiamo ogni estate a effluvi provenienti dalla parte opposta verso Locri, tipico odore puzzolente e irrespirabile, dovuto a idrogeno solforato H2S, come quello  emesso anche dai camini della Sika.

L’idrogeno solforato può essere cancerogeno, secondo alcuni studi dell’Università della California, anche a valori molto più bassi di quelli consentiti.

In rete ho scoperto, che lo stesso problema estivo, lo avevano anche a Lucera (Fg), in un impianto di trattamento dell’organico di tipo aerobico e pensavano di risolvere la situazione passando a un impianto di digestione anaerobica, lo stesso che si ipotizza di impiantare a Siderno.

Cioè dalla padella alla brace.

Dopo che, in una prima fase il Comune di Lucera sembrava d’accordo su questa installazione,  il consiglio comunale ha rifiutato la proposta della ditta.

Al momento la richiesta di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) è sospesa.

Ormai c’è una lotta tra chi pensa solo al profitto, le aziende di gestione degli impianti e i progettisti degli stessi, che dichiarano che non ci siano problemi di sorta, anzi si può anche utilizzare il biogas per alimentare gli stessi impianti  e fornire elettricità alle popolazioni.

Dall’altra parte, i cittadini organizzati,  grazie all’informazione dell’ISDE (International Society of  Doctors for Environment, Medici per l’Ambiente) e molti tecnici  e professori  ambientalisti, che lottano per la loro salute.

Un elenco parziale dei comuni interessati, oltre Lucera, attraversati dalla protesta consapevole dei cittadini e ambientalisti: Lecce; Santo Stefano Magra (SP); Ponteselice, vicino alla Reggia di Caserta; Chianche (AV); Jesi (AN); Gavassa e Prato di Correggio (RE); Mantova; Brescia; Masate (MI); Collarmele (AQ).

   La Giunta Regionale della Calabria in data  9 settembre 2019 con delibera n.422 ha deciso un intervento nella zona di San Leo: “Realizzazione dell’impianto di valorizzazione e recupero spinto di M.P.S., da RD e RU residui da avviare alla filiera del riciclaggio con annessa piattaforma di valorizzazione della frazione organica – FORSU.”, cioè, efficientare la separazione dei materiali della raccolta differenziata per riciclare i materiali e valorizzare la parte organica dei rifiuti.

Nell’allegato tecnico è scritto: “Di concerto con il Comune di Siderno si valuterà l’implementazione di una sezione di digestione anaerobica, upgrading a biometano del biogas prodotto e di recupero della CO2”.

Il processo di digestione anaerobica è molto più complesso di quello aerobico e necessita di  microrganismi che assolvono il compito di decomporre le sostanze organiche, lavorando a più basse temperature.

Sono presenti batteri pericolosi per la salute umana, che sopravvivono nel suddetto processo, con il rischio di epidemie nel caso fuoriuscissero dall’impianto.

Ci riferiamo ai batteri: Clostridium botulinum e tetani, Salmonella, Bacilli, resistenti a quelle   temperature .

Nell’ammendante prodotto dall’impianto si trovano diverse sostanze, a seconda degli scarti utilizzati, molto pericolosi e nocivi.

In un’analisi sugli scarti del biodigestore scaricati sui terreni, sono state trovate la presenza di: antibiotici e farmaceutici benzotiazoli, bisfenoli, composti organici del Piombo, polibromodifenileteri (PBDEs), policloro alcani (PCAs), policloro naftaleni (PCNs),polidimetilsilossani (PDMSs),  perfluorati (PFCs), ftalati acidi ed esteri (PAEs), composti quaternari dell’ammonio (QACs) steroidi, triclorosan (TCS), triclocicarbam(TCC),   nonilfenolietossilati (NPEs).

Tutte queste sostanze arrivano sulle nostre tavole con i prodotti agricoli (Fonte: Istituto di Ricerche “Mario Negri”, Milano, luglio 2018)

Il prodotto della biodigestione è il biogas, ma non solo, ammoniaca e anche anidride carbonica, Co2, gas climalterante, che nella maggior parte dei casi viene rilasciata in atmosfera, come anche idrogeno solforato (molto puzzolente e tossico).

L’utilizzo del biogas rilascia in aria, formaldeide (cancerogeno certo), ossidi di azoto (tossici),  silossani (cancerogeni, mutageni, asmagenetici e genotossici).

Uno studio, Toledo e altri, Environ Es. 2018, dimostra che il biodigestore anaerobico emette maggiori odori  di quello aerobico.

Propongo, alla Regione e ai Commissari, se leggono, di incontrarci e confrontarci per:

  1. abbandonare l’idea assurda di un impianto anaerobico che non risolve i problemi, anzi ne crea di più e per essere ottimale deve riprocessare il digestato in uno aerobico
  2. spostare l’attuale impianto di San Leo, perché si trova in zona a rischio idrogeologico, in un’altra distante dal centro abitato, ottimizzarlo per la separazione, eventualmente integrando i 43.800 €
  3. affrontare  il problema BP, che necessita di ulteriori fondi, bussando a Roma
  4. affrontare la questione SIKA, ascoltandoci e fornendoci la documentazione per contribuire a risolverla.

Ai cittadini, muoviamoci dalla tastiera e mobilitiamoci, sarebbe ora!

Francesco Martino

Pubblicato su Riviera del 13 ottobre 2019

http://rivieraweb.it/avvelenare-ancora-o-bonificare-siderno

Comitato a Difesa della Salute dei Cittadini Sidernesi

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