Le mani sulle pensioni

Le mani sulle pensioni

02/04/2015 Lavoro Politica Scuola 1
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Un nuovo presidente, una nuova fregatura!

Il dramma di noi e di questo paese è che esistono personaggi inqualificabili o meglio lazzaroni, banditi o ladri patentati assurti agli onori della cronaca e spesso diventati parlamentari in quanto utilizzano i partiti come autobus per la carriera, spesso anche incapaci ignoranti e in malafede.

Abbiamo anche giornalisti pronti a rilanciare qualsiasi minchiata del politico di moda o che potrebbe servire per la carriera nei giornali o nelle tv, frasi smozzicate, battute da bar e in questa merda qualsiasi persona che sembra meno ignorante assume incarichi importanti.
Al posto del recordman di cariche Mastropasqua è arrivato all’INPS Boeri, ha dalla sua anche che in questi anni si è costruita una solida fame, quando scrive dimostra di conoscere le tematiche di cui parla, più di tanti altri, ma come tutti anche lui ha una sua visione delle cose, non è un tecnico, neutro, senza posizioni politiche, è un suo diritto e nessuno su questo ha molto da dire.
Ma quando in questi giorni sta strombazzando di intervenire sulle pensioni, in cui mischia iniziative condivisibili ad altre senza capo e coda uno inizia a preoccuparsi.
È chiaro che alcune pensioni sono scandalose, sia di coloro che godendo di incarichi prestigiosi godono di pensioni superiori ai 5 mila euro al mese, sia di coloro che non avendo potuto acquisite contributi elevati hanno stipendi da fame.
Ho il dubbio che si attacchino i primi per poi colpire anche quelli che stanno un po’ sopra la media, succede sempre così e quindi occorre prestare attenzione alle sue mosse.
I primi dovrebbero essere tagliati in modo serio e occorre stabilire un massimo assoluto sia negli stipendi che nelle pensioni.
Poi però uno sente delle affermazioni e rimane sbalordito: la maledetta INPS che ha sempre imbrogliato sui presunti Q96 aventi diritto e sui costi relativi, in modo subdolo per non farci andare in pensione, continua a fare errori che nemmeno un neofita alle prime armi farebbe.
Continuano a sovrastimare costi e platea degli aventi diritti per non risolvere la questione una volta per tutte, modificando la norma Fornero.
Hanno fatto 6 salvaguardie, in cui un migliaio di Q96 ci sono entrati, ma i costi stimati e la platea coinvolta è sovrastimata, 170 mila previsti, domande che non arriveranno a 130 mila, un errore del 25 %, costi previsti circa 12 miliardi, soldi che non verrano spesi 3 miliardi, il 25%.
È vero Boeri ancora non era presidente, ma uno che si occupa di pensioni queste informazioni dovrebbe averle oppure prima di parlare chiedi lumi.
Ma non basta, cosa ti inventa il nuovo presidente INPS, i 3 miliardi non spesi, invece di utilizzarli per gli scopi a cui sono previsti dalle norme, si inventa che gli esodati non ci sono più, non esistono più esigenze da soddisfare, in quanto le stime erano sovrastimate, invece di studiare realmente la situazione reale del mondo del lavoro.
Scoprirebbe che spesso le norme contemplate dalle salvaguardie hanno stabilito scadenze e paletti che escludono molto altre figure, quando non bloccano per qualche mese o giorni altri che ne avrebbero diritto.
Non sa che ancora tutti non hanno presentato domanda perché la data non è in scadenza e alcune date arrivano a fine 2015.

Non sa che dati facilmente rintracciabili in rete o di cui si discute in parlamento prevedono situazioni di crisi per almeno altri 200 mila lavoratori o esclusi da situazioni precedenti.

Anche la Fornero raccontava che gli esodati prevedibili al momento del varo della sua norma erano 55 mila, mentre i sindacati li valutavano in 330 mila.Si falsificano i dati per far accettare norme assassine, scelte politiche dettate dai vari organismi che decidono sulla vita delle persone in carne e ossa, trasformando le persone in numeri, dando numeri errati per corroborare le loro politiche di tagli.

Ma quando il responsabile della vita ai diritti dei lavoratori non sa oppure è in malafede che i 3 miliardi che non verranno utilizzati, per il comma 235, art. 1 della legge 228/2012 devono essere utilizzati solo per questo scopo e non per dare un sostegno a chi è in difficoltà, siamo di nuovo caduti dalla padella alla brace e quindi sorge un dubbio ma in quali mani siamo caduti.
A proposito si stava discutendo al parlamento di una settima salvaguardia per 49.500 mila nuovi salvaguardati, sono i posti che si presume resteranno non coperti dalle salvaguardie precedenti e qualcuno ipotizzava che ci potessero entrare anche i Quota96 residui, ho il dubbio che Boeri abbia fatto un enorme piacere a Renzi che non vuole modificare la Fornero, diciamo che si fa tanto fumo per nascondere l’arrosto, l’ennesima fregatura.
Poporranno la flessibilità in uscita come la risposta che soddisfa tutti e così nella disperazione tutti subiranno l’ennesimo taglio alle pensioni.

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Una risposta.

  1. Admin ha detto:

    Buongiorno Dr. Boeri,

    Mi rivolgo a Lei sperando che, analizzata la mia situazione di “Esodato”, possa intervenire e far si che, come per tanti altri ex lavoratori nelle mia situazione, mi sia riconosciuta una salvaguardia e che possa cessare questo interminabile periodo di assoluta incertezza.

    Sinteticamente la mia situazione: Il 27 ottobre 2009 è stato siglato l’accordo governativo con azienda e sindacati per mettere in CIGS 11 dipendenti e altri 72 in mobilità.
    L’Azienda cercò di collocare in mobilità volontaria dipendenti che fossero il più possibile vicini al pensionamento dichiarandosi particolarmente disponibile nei confronti di chi aveva compiuto 55 anni di età anche se non si agganciava alla pensione al termine della mobilità stessa. Nel mio caso specifico, oltre all’incentivo concordato nell’accordo ministeriale mi avrebbe riconosciuto un contributo per sostenere i versamenti volontari di circa 2 anni che avrei dovuto effettuare per completare i requisiti contributivi (40 anni). Accettai la proposta conscio che per i due anni successivi alla mobilità non avrei avuto nessuna retribuzione; Il trattamento di fine rapporto e un po’ di economie fatte stando a casa, mi avrebbero permesso di raggiungere con dignità l’obiettivo.
    Fatte le valutazioni di cui sopra e le opportune verifiche all’INPS ho firmato alla risoluzione del rapporto di lavoro un accordo con incentivo all’esodo e la collocazione in mobilità il 29 gennaio 2010. Accordo peraltro già riconosciuto valido dal ministero del lavoro in sede di precedente istanza.
    Ribadisco che firmai l’accordo perché con le condizioni su esposte avrei potuto affrontare, ovviamente con qualche sacrificio e/o rinuncia, i 5 anni (poi diventati 6 e 3 mesi con la finestra) che mi separavano dal percepire l’assegno pensionistico. A seguito della legge “Fornero” ciò che ho sottoscritto, e su esposto, è stato annullato mettendomi nello stato di “Esodato” e di assoluta incertezza di un futuro che avevo diversamente disegnato e che credo di essermi guadagnato con 40 anni di onesto lavoro.

    Per questi motivi con assoluta fermezza dico “NO AD UNA FORMA DI REDDITO MINIMO” PER ESODATI, esiste un fondo apposito previsto da comma 235 legge 228 del 2012 per finanziare altre salvaguardie; MEGLIO la settima salvaguardia DEFINITIVA.
    E’ necessario salvaguardare TUTTI coloro che hanno firmato accordi governativi prima della legge “Fornero” riutilizzando i risparmi delle precedenti salvaguardie come prevede il fondo istituito dal comma 235 legge 228-2012 riportato a margine.
    Dr. Boeri, si è chiesto che cosa non funzioni nelle salvaguardie, rispondiamo che il problema sta nel fatto che le coperture finanziarie pretese a suo tempo dalla Ragioneria dello Stato e dal MEF ( e fornite da DG INPS ) erano sovrastimate. Una serie di errori nelle stime INPS ha escluso per le stime DG INPS di 6 salvaguardie altri lavoratori che potevano essere a loro volta salvaguardati con l’inserimento di paletti che hanno limitato la platea di possibili beneficiari.

    Ribadisco, i risparmi sono da riutilizzare per gli ESODATI come prevede il fondo istituito dal comma 235 legge 228 -2012. Che sia fatta giustizia con una settima salvaguardia!
    Grazie per l’attenzione.
    Claudio Ranieri

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