La buona volontà non basta….

La buona volontà non basta….

07/03/2015 Lavoro 2
image_pdfimage_print

Ma che in mano siamo capitati!

Non fosse una storia tragica e per molti aspetti insensata, occorrerebbe riderci su.

Si chiede un incontro, ennessimo, per sapere quanti lavoratori della scuola sono entrati nella graduatoria utile sui 1800 posti disponibili, per tutti i settori, della VI salvaguardia per permessi parentali, per andare in pensione dal 1 settembre 2015.

La circolare applicativa prevedeva che entro febbraio l’INPS avrebbe stilato una graduatoria e informato i fortunati.

Il MIUR a metà febbraio informa i lavoratori della scuola che occorre fare domanda entro il 2 marzo, a fine febbraio sposta i termini scrivendo che si può fare domanda successivamente, non si sa fino a quando.

Non è un problema, infatti i numeri dei possibili lavoratori della scuola secondo una valutazione dell’INPS nell’incontro del 7 ottobre sarebbero di circa 300.

Volevamo solo avere una conferma.

 Report incontro di Rina, Riccardo e Renata del 7 marzo

“report incontro inps

e altro incontro “casuale” con il direttore generale della previdenza sociale

Io Renata e Riccardo , abbiamo incontrato la dott.ssa Bonavolontà insieme ad altre due dirigenti che la coadiuvavano della direzione generale dell’inps, per prima cosa abbiamo chiesto lo stato dell’arte degli elenchi per la sesta salvaguardia in riferimento al personale della scuola e i criteri per la formulazione di questi elenchi.

Rispetto ai criteri hanno detto che la graduatoria è unica e comprende tutti i comparti pubblici e privati considerando la data di nascita e l’anzianità contribuitiva e prevedono di completare gli elenchi ad aprile solo allora potranno darci i numeri dei salvaguardati della scuola.
Abbiamo chiesto una stima e se potevano confermare quella che aveva fatto Crudo di circa 300 nello scorso incontro, ma hanno ribadito che non erano autorizzate a darcela, in quanto avremmo dovuto specificare nella richiesta dell’incontro, se ne occupa un organismo statistico e loro non l’avevano interpellato per portare questi dati all’incontro, quindi suggerivano di richiedere attraverso una mail e se vogliamo un altro incontro specificando con esattezza i dati che vogliamo.

Abbiamo detto chiaramente che lo scopo del confronto è quello di riuscire ad avere dall’inps la platea dei Q96 ripulita da tutti i q96 che andranno in pensione nel 2015 a vario titolo.

La risposta è stata possibilista ma i tempi sono lunghi , il flusso dei dati il miur lo comunica a luglio, abbiamo anche insistito a provare ad avere un raccordo con il miur per concordare i dati in possesso dell’uno e dell’altro e certificare la platea dei q96 che rimarrebbero in servizio, e che questo dato certificato dall’inps e dal miur avrebbe favorito l’emendamento che alcuni parlamentari e senatori si sono impegnati a presentare nel ddl scuola che a breve sarà discusso alle camere. Ci hanno fatto capire che l’operazione è difficile e complessa che è anche onerosa e che l’inps ha pochi fondi e non può permetterselo e che come cittadina (la Bonavolontà) esprimeva solidarietà e la solita tiritera che è un problema politico e che i numeri contano relativamente e ci suggeriva di chiedere un incontro al ministero del lavoro e previdenza sociale in quanto in possesso di dati che l’inps aveva trasmesso perchè è compito di questo ministero fare sintesi tra i diversi ministeri e comparti.

In conclusione le dirigenti si sono impegnate a rispondere alle nostre richieste e a riceverci successivamente quando definiranno l’elenco della sesta salvaguardia. Tutto sommato valuto l’incontro positivo perchè tutto sommato abbiamo aperto una fase interlocutoria, certo bisogna armarsi di tanta pazienza ma questa è la triste realtà.

Passo alla cronaca dell’incontro tentato con la dott.ssa Ferrari direttore generale della previdenza sociale.

Avendo ancora del tempo a disposizione io e Renata decidiamo di andare al ministero del lavoro per informarci a quale dirigente competente potevamo rivolgerci per ottenere un colloquio.
Riusciamo a contattare la segreteria del direttore generale della previdenza sociale la dott.ssa Concetta Ferrari, grazie a Claudio Ardizio che è una risorsa, ha i numeri di tutti i direttori generali, chiedendo se potevamo essere ricevute nel giro di un’ora, e ci comunica che la Ferrari è in pausa pranzo ma che provava a chiederglielo con un sms .

A quel punto aspettiamo il suo rientro e la blocchiamo in portineria, ci presentiamo e le chiediamo se ci può ricevere cominciando a porre la questione dei numeri della salvaguardia riferendole che avevamo avuto un incontro con l’inps e che avevamo appreso che l’inps le aveva trasmesso i dati. “

Chiudo il resoconto di Rina perchè la segretaria non è stata “disponibile” a discutere, ma si è notato dalle sue parole che ci sono delle diatribe all’interno dei diversi ministeri o direzioni e quindi l’incontro non è stato proficuo.

Brevi valutazioni che non esplicitano tutto il mio pensiero, ormai dopo 4 anni si nota da una parte disponibilità, ma rimane ancora questo nascondere i dati reali dei rimanenti, in quanto INPS ritiene che la rilevazione del MIUR non è esaustiva, rispetto al loro metodo statistico di analisi, ma non si capisce perchè, ripeto, dopo 4 anni, non danno i dati certi provincia per provincia di coloro che ormai sono rimasti.

Non è difficile ipotizzare una nuova e più certa e certificata rilevazione delle scuole di quanti nel 2012 sarebbero andati in pensione se non fosse intervenuta la disposizione sulle pensioni della Fornero e quanti al momento siano rimasti.

Abbiamo uffici nei diversi ministeri che più che luoghi di lavoro, sembrano la negazione dell’efficacia, non è solo questione di burocrazia, ma incapacità di gestire situazioni, come quota96, che ormai è un problema residuo.

Che non sia possibile chiedere alle scuole, 8500 in tutta Italia, di inviare i dati dei circa 2 mila lavoratori rimasti a penare, con i dati reali di quanti contributi avevano nel 2012 sembra un segreto di stato.

Coinvolgerebbe il 25% delle scuole e che ogni scuola non possa inviare una certificazione dei dati di 1 o 2 lavoratori del 1951 e 1952, sembra una cosa impossibile.

Spulciare 1 o 2 faldoni e scrivere 20 righe nel 2015 sta diventando una farsa, e come si dice tanto i dirigenti si prendono tanti soldi immeritatamente, in qualsiasi ministero, noi paghiamo le tasse e pure lo scorno di essere presi per i fondelli.

A febbraio in 15 giorni sono riusciti ad avere i dati di tutti coloro che usufruiscono della 104, era difficile chiedere anche i dati di coloro che erano quota96?

Share

 

2 risposte

  1. Gaetano ha detto:

    Egregio prof.Martio.

    Complimenti prima di tutto per il blog che ho scoperto da recente e che delinea serietà, competenza e alta professionalità. Leggendo il report di Rina e Riccardo del 7/Marzo/2015 in merito all’incontro con la dott. ssa Bonavolontà della direzione generale dell’INPS in merito alla 6° salvaguardia ed in riferimento al personale della scuola di cui faccio parte. Nell’incontro si chiedeva lo stato degli elenchi per la sesta salvaguardia per il personale della scuola e i criteri per la formulazione della graduatoria. In risposta la dott.ssa Bonavolontà affermava che la graduatoria è unica e viene considerato come criterio la data di nascita e l’anzianità contributiva. Per la data di nascita sono pienamente d’accordo cioè chi si avvicina prima a maturare la quota con l’età ha più diritto, ma per l’anzianità ho qualche dubbio perchè non è prevista dalla legge sulla salvaguardia. Mi rivolgo a Voi per avere informazioni più precise ed attendibili in merito all’anzianità contributiva. Ringrazio e porgo cordiali saluti. Gaetano.

  2. admin ha detto:

    Non credo che la scelta fatta da INPS comporti privilegi, per 2 motivi, la VI salvaguardia ha esteso ancora di un anno, la possibilità di utilizzare una norma prevista dalla norma Fornero del 2011, che prevedeva “…entro 3 anni” e quindi allarga i possibili fruitori dei permessi parentali, che avevano meno anni di contributi di coloro che avevano già fatto domanda con la IV salvaguardia.
    Quindi a parità di età anagrafica si fa una graduatoria che tiene conto che chi aveva più anni di contributi e quindi era più vicino a quota96 (adesso quota97) e senza le modifiche della Fornero avrebbe raggiunto tale quota prima di chi avesse meno anni di contributi, di conseguenza sarebbe andato in pensione prima.
    Non è un caso che la VI salvaguardia considera le domande presentate con la IV ancora valide, come era nell’intenzioni del legislatore, in quanto i requisiti si potevano raggiungere entro il 6 gennaio 2015 e di conseguenza ha solo esteso anche a chi raggiunge i requisiti entro il 6 gennaio 2016 la possibilità di andare in pensione, allargando la platea da 2500 (IV salvaguardia) a a 4300 (altri 1800 con la VI).
    Molto probabilmente chi è più vecchio di età anagrafica e ha meno anni di contributi, per vari motivi, pensa che escludendo i contribuiti avrebbe più possibilità di entrare nella graduatoria utile, ma questa scelta in alcuni casi avrebbe avuto per assurdo la situazione opposta, chi aveva fatto domanda la IV salvaguardia un anno prima e quindi già in graduatoria, poteva essere escluso a favore di chi facendo domanda con la VI salvaguardia e al quale era stato esteso un diritto, che acquisiva successivamente.
    Si spera che con una nuova salvaguardia sia possibile allargare ancora i potenziali fruitori, o meglio che si risolva il problema dei quota 96 che non hanno fruito di permessi parentali, che rischiano di andare in pensione con quota 110 (67 anni di età e 43 anni di contributi).
    Mi sembra che questa discriminazione sia ancora più assurda, alcuni di noi hanno l’impressione che la VI salvaguardia per chi avesse fruito di permessi parentali è un escamotage per permettere a una parte dei Q96 di uscire, senza voler riconoscere il diritto acquisito.
    Io andrò in pensione con quota 107 circa quest’anno, 43 anni e 1 mese e 3 giorni ad agosto, 63 anni e 7 mesi e 13 giorni ad agosto 2015.
    I diritti devono essere riconosciuti a tutti, chi aveva utilizzato la 104, in quanto la Fornero ha modificato le norme che riconoscevano che i giorni siano pensionabili, ma anche chi stava raggiungendo quota 96 nel 2012 o con 40 anni di contributi.

I commenti sono chiusi.

Share
Share