Governi complici dei traffici

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Governi complici dei traffici

09/03/2023 Lavoro 0
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I Governi preferiscono negrieri, caporali e trafficanti di uomini

L’emigrazione è stata sempre una caratteristica degli umani, dalle più remote epoche fino ad adesso, dai più lontani territori, dai primi insediamenti sulla terra, alla ricerca di insediamenti più sicuri, per terreni più fertili, per conquistare città e per rapinare le ricchezze naturali.

Noi In Italia a partire dall’Ottocento abbiamo avuto la prima grande migrazione, con le navi che ci portavano nelle Americhe, ma prima ancora Marco Polo ci riporta agli scambi che nei secoli hanno contraddistinto lo scambio politico e culturale, mentre le Crociate non erano di certo viaggi per scoprire o conoscere culture diverse.

Le invasioni con le armate al seguito di condottieri in diversi continenti sono anche testimonianza in cui rapine, dominio e sottomissione degli altri, spesso ha significato esportazione di arricchimento culturale (Arabi, Svevi in Italia).

Poi arriva l’età moderna, ma gli strumenti e le modalità di dominio non guardano per il sottile, le Americhe conquistate dalle armate spagnole non risparmiano i nativi (Inca e non solo).

Per non parlare del genocidio dei popoli Indiani Americani, poi destinati a vivere in piccoli territori, depredati dalle ricchezza naturali, della tradizione e anche terre, con cui vivevano (alimenti e bisonti).

Spesso ci dimentichiamo della tratta degli schiavi dall’Africa, che servivano alla produzione agricola per le popolazioni europee.

Il più esecrando delitto organizzato da re e potenti europei, di cui ancora ci sono le testimonianze degli eredi di colore nero che abitano nell’America del Nord e del Sud, e che ancora non hanno pari diritti dei bianchi che li avevano assoggettati e che provenivano dall’Europa.

Andavano di comune accordo, chi andava a comprare gli schiavi, i negrieri e chi se ne serviva, re e padroni delle piantagioni e i religiosi che benedicevano tali potenti nelle belle chiese.

A governanti piacciono sempre i negrieri, ma piacciono anche i caporali, che raccattano i disperati che arrivano dalle diverse rotte possibili con diversi mezzi, treni, aerei, navi o attraversando anche a piedi la pista balcanica.

È noto che i caporali, prima dei profughi che stanno arrivando, hanno sfruttato i nostri stessi cittadini, in particolare nell’agricoltura ed edilizia, e mai si è fatta un’azione decisa per stroncare queste operazioni e sono ancora in atto con i migranti, che hanno meno difese e sono più ricattabili sia dai caporali, ma anche da agrari e padroncini.

Una soluzione per stroncare flussi epocali, causa guerre, epidemie e cambiamenti climatici, esiste, semplice, attivino la stessa procedura del periodo della tratta degli schiavi in Africa.

Facciano gestire ai delinquenti, grossi e piccoli la nuova tratta dall’Africa e dall’Asia e a queste bande e società ormai strutturate e finanziate dai soldi dei governi europei.

Ormai è inutile prendersela con gli ultimi della catena, gli scafisti, che sono un nodo importante di queste associazioni a delinquere e che potrebbero svolgere la stessa funzione ma regolarizzando questo traffico.

Come hanno fatto con le società di intermediazione lavoro, a cui hanno appaltato lavori con meno diritti, possono regolarizzare ufficialmente queste grosse attività di intermediazione di traffici umani.

Sono aziende che hanno lavoratori, ognuno con il proprio compito, quelli che li portano nei luoghi di raccolta, lager moderni.

Ci sono le strutture per ospitarli, li tengono chiusi, possono selezionare quelli adatti ai lavori sottopagati dell’Occidente e hanno le navi per i trasporti.
Tutto regolare, solo quelli che servono agli occidentali opulenti (cameriere, assistenza) e lavori sottopagati (lavoratori agricoli e edili) e rimandino indietro quelli che hanno grandi aspettative di una vita migliore, laureati e menti eccelse, vadano retro, non rompano le scatole, si accontentino di restare nei loro paesi.

Abbiamo per anni utilizzato le loro ricchezze del suolo, sia i materiali fondamentali per le nostre industrie,  che per la produzione di alimenti per le nostre pance, si accontentino di quel poco che le nostre aziende lasciano sul loro territorio.

Possono morire di fame, stenti, malattie, guerre.

Inutile che partano, li bloccheremo nei loro paesi e non li accetteremo mai sul nostro sacro suolo.

Questo continua a dire questo governo nel nostro paese.

L’Umanità quando si sveglierà da questi razzismi, nazionalismi, localismi e chiusure?

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