Solidarietà ai profughi

Ambiente - Cultura - Lavoro - Scuola

Solidarietà ai profughi

20/01/2023 Lavoro 0
image_pdfimage_print

Premio Nobel per la Pace al porto di Roccella, ma anche a una terra di accoglienza.

La proposta del Vescovo di Locri, monsignor Francesco Oliva, di proporre la candidatura del porto delle Grazie di Roccella al premio Nobel per la Pace, è un segnale importante, che dimostra che la Locride ha una storia e tradizioni che la pongono nel solco di una civiltà millenaria, che la rende un faro di luce e umanità immensa.

Per chiarezza il Nobel al Porto significa a tutte le amministrazioni coinvolte, non solo Roccella, ma anche Siderno, Ardore, Stilo e tutte le associazioni di volontariato, le forze di Polizia, ma in primo luogo la Guardia Costiera, che rischia per raggiungere i profughi, spesso in balia dei marosi.

Questa parte della Locride, continua ancora, in modo diverso l’esperienza di Badolato,  attracco delle prime navi giunte sulla nostra costa e l’immensa esperienza di Riace e di Mimmo Lucano, che nessuno potrà sporcare, diventata un esempio che tutto il mondo ci invidia.

Nel 2022 nel porto di Roccella sono arrivati settemila persone, con varie modalità, piccoli o grandi scafi, autonomamente, raccolti spesso dai motoscafi della Guardia Costiera, accorsa a raggiungerli prima che finissero in fondo al mare.

Settemila profughi contro seimila residenti a Roccella e mai il Sindaco di Roccella, Vittorio Zito, ha sbraitato, urlato, ma con tutta l’organizzazione e i mezzi necessari ha lavorato in silenzio e celermente.

Malgrado enormi difficoltà logistiche, tutti a organizzare i servizi necessari per dare un riparo ai disperati, giunti da paesi in guerra, per la crisi climatica, le carestie e la speranza di trovare luoghi più adatti ai loro figli, smistandole nei comuni vicini disponibili.

Anche questa esperienza, un pugno in faccia ai razzisti, nazionalisti, dimostra che la migrazione può diventare un’opportunità, se lo Stato provvedesse ad attivare strutture idonee a queste emergenze, ed è quello che i Comuni richiedono.

Non tende di emergenza, ma case di prima accoglienza, servizi sanitari per i feriti nel viaggio o nei lager da cui sono partiti, in attesa che sbrigate le pratiche necessarie, gli “ultimi” della terra vengano accolti nei paesi, nei quali hanno parenti o famigliari pronti ad ospitarli.

L’esperienza di Riace con l’arrivo dei Curdi ha dimostrato questo, che dopo una prima fase, chi ha opportunità di andare in paesi che possono accogliere braccia, come si diceva una volta, o cervelli, come avviene adesso, si sposta dal paese di primo arrivo in luoghi con più opportunità.

La stazione di Roccella attualmente è un porto di mare, dove i profughi appena ricevuto un foglio di via, partono verso altre destinazioni, che per loro significa raggiungere parenti, che altrove si sono sistemati, fuggendo da terre, ove vivere può essere un azzardo.

La Locride che continua a spopolarsi ancora adesso, con uomini e donne che vanno al Nord o all’estero, non solo per fare lavori operai nelle fabbriche o nei cantieri, ma anche trasferendo menti, cervelli ed esperienze che arricchiscono i paesi di arrivo, ancora una volta si pone in prima fila come terra di accoglienza, come fanno altri comuni calabresi, siculi e pugliesi.

Contro i  mezzucci burocratici di chi si inventa norme per mettere in difficoltà chi ha bisogno di un attracco immediato, dopo il rischio di affondare, se non venissero salvati dai mezzi navali delle ONG, una lezione di umanità, che arriva da un posto, spesso in prima pagina per fatti che coinvolgono una parte minoritaria dei cittadini.

Contro  chi alza muri, confini, atti di leggi e norme contro il diritto internazionale del mare di trovare un posto per salvarsi, qui si pratica l’accoglienza.

In barba alla nazionalità, al colore della pelle, alla religione praticata, un luogo di PACE, unico antidoto alle guerre, alle barbarie di chi in base a leggi “divine” e religiose discrimina le persone, il loro diritto di non subire tradizioni, ad essere diversi e uguali e liberi in un mondo aperto e accogliente.

Pubblicato su Riviera 22 gennaio 2023

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *