Convegno Cobas 17 gennaio 2014 -Bernocchi

Convegno Cobas 17 gennaio 2014 -Bernocchi

18/01/2014 Lavoro Politica Scuola 4
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Intervista di Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas, al convegno del 17 gennaio 2014 sulle questioni aperte dei lavoratori della scuola (inidonei, ata,lsu,Quota96) a cura di Libera TV

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4 risposte

  1. […] guardare il video anche dal sito di Franco Martino, scegli quello che carica più […]

  2. admin ha detto:

    Sul Blog di Raoul, Olga commentava lo scarso impatto televisivo
    A me (Francesco) interessa la notizia in TV se serve a mobilitare le persone, a costruire qualcosa che vada oltre la notizia del giorno e del clamore mediatico.
    Poi viene il lavoro più difficile, quello di raccogliere i frutti, di costruire forza e alleanze.
    Anche se in piazza ci fossero stati di più, poniamo 4 mila avrebbero nascosto la notizia.
    Abbiamo giornalisti che passano il tempo a porgere al politico di turno il microfono, con deferenza e servilismo, contenti quando il politico, anche il più squallido gli dice una frase, senza senso.
    Non so se si vincerà o si perderà, da mesi si stanno inseguendo due linee, quella parlamentare (Ghizzoni_Marzana) e quella delle iniziative, si viene ricevuti e si prende nota delle nostre richieste.
    Ecco se invece di aspettare che la TV ci mandi la notizia di 2 minuti, pensando così di avere maggiore visibilità, andiamo a stanare i centri di potere, oltre ad avere più possibilità di ottenere qualche risultato, forse si riesce anche a finire sui giornali e sulle TV, con efficacia maggiore.
    Guardate le proposte che hanno fatto a De Angelis, l’inserimento dell’opzione Quota96 nel modulo delle domande!
    Pensate che basta chiederla oppure è fondamentale la mobilitazione con presidi davanti alle sedi locali dei partiti?
    Io sono penso a questa seconda ipotesi, chiedo a chi ci sta di dare un colpo, senza aspettare miracoli dal cielo, gli unici che possono perdere siamo noi, gli unici che possono vincere siamo noi.
    Possiamo pensare a una manifestazione in contemporanea in tutte le regioni in cui ci sono Q96?
    Adesso c’è più forte l’esigenza di questa manifestazione, diamoci una mossa.
    Nessuno esclude che dalla Liguria vengano a manifestare a Torino con Q96 del Piemonte, forse è più vicino che raggiungere Roma.
    Riusciamo a ipotizzare una giornata comune per il 7 febbraio?
    Franco credo che ormai è sulle spalle di Q96 Cobas l’onere e l’onore di lanciare l’iniziativa, non saranno i sindacati assenti e complici, che si muoveranno, non saranno gli altri gruppi che si occupano della questione.
    Lanciamo a tutti i visitatori dei Blog di Franco, Raoul, Antonio, e chi si vuole aggregare sarà compartecipe di lanciare un’iniziativa comune per 7 febbraio davanti alle sedi dei partiti di governo, ormai al MIUR un collegamento c’è e proseguirà.
    Invitiamo Pio, Peppe, Raoul,Antonio,Giovanni, Carlo,Marco, Rina,… a firmare un documento/ appello per un presidio/manifestazione.

    Discutiamo anche di quale iniziative prendere: abbiamo lanciato la proposta di fare domanda di pensione, di premere sui parlamentari.

    Si può discutere di chiudersi per giorni a scuola? Fare scioperi della fame a turno? Lanciamo la proposta di fare il blocco degli scrutini di giugno?

  3. admin ha detto:

    Non so se la Ghizzoni legge questi commenti, sul suo sito non vengono pubblicati, quindi rinuncio a inserirlo.
    Ha ragione Carlo, siamo seri, altrimenti ci sentiamo presi in giro. In questi anni, in questi blog, vengono raccontate storie di lavoratori che non possono più lavorare perchè hanno diverse patologie. Continuano a lavorare, ma alcuni sono in malattia, e quindi debbono essere sostituiti con i supplenti ( se erano in pensione il costo era uguale), ci sono le donne che stanno pagando le conseguenze maggiori, chi non c'è la fa più utilizza la normativa che peremette alle lavoratrici donne di andare in pensione con il contributivo. E' la norma che solo la mente di un maschilista, misogino poteva pensare.
    Le donne hanno sempre avuto due lavori (casa-famiglia e scuola), non come i liberi professionisti (non molti che ci sono a scuola), ma lavorano il doppio e prendono un unico stipendio. Ecco molte donne non resistono più, in questi due anni hanno sperato di concludere questa attesa in modo positivo, ma ormai alcune hanno abbandonato la nave, hanno rinunciato e sono andate in pensione con il contributivo.
    I calcoli sono semplici, ci sono donne che hanno deciso di rinunciare ad almeno 400/500 euro netto al mese perchè non gli è stata data altra scelta, prendere questa minestra o buttarsi falla finestra. Per loro, per queste donne, significa rinunciare a 5/6 mila euro all'anno almeno, in 20 anni se si vive a lungo sono almeno 100 mila euro.
    Non so quante di queste potevano permetterselo, non tutti hanno un compagno o marito che gli garantirà una vecchiaia tranquilla. Questi soldi persi significa se va bene 1200 euro al netto, alcune (Ata) meno di 1000 euro, tra meno di 10 anni queste donne avranno una pensione da fame.
    Abbia un sussulto, lei come donna, non come parlamentare e vada dalla Carrozza, anche lei donna (della Fornero, per rispetto che ho delle persone, non voglio accennare!), vada da Letta, che è giovane e non sembra maschilista e ponga questo problema, voi avete stipendi che non sono comparabili (la Carrozza lavora in ambito universitario!) e chiedetevi è giusto che della riforma Fornero le vittime incolpevoli debbono essere maggiormente le lavoratrici. Se accettate questa vergogna, tirate le conseguenze, la PDL deve essere approvata.
    Tra 22 giorni scade la data per presentare la domanda per andare in pensione (7 febbraio) e ormai molte di queste donne presenteranno la domanda, perchè ormai non ci sperano più e ci rimetteranno soldi che erano dovuti.
    Decidete velocemente, se non si ha intenzione di approvare la norma pro Quota96, bocciatela velocemente, ma se si ha intenzione di approvarla velocizzate l'approvazione entro fine gennaio, oppure spostate la data per presentare le domande di dimissioni.Chiedete alla Carrozza che sposti questa data, si può spostare a marzo e non comporta problemi di slittamento per le operazioni scolastiche, nel 2012 la scadenza era intorno al 10 marzo. Fatelo per le lavoratrici, per le donne, date questa opportunità, non costringetele a una vecchiaia precaria.
    Che anche gli uomini ci guadagnino, se queste sono le vostre intenzioni è un merito in più, anche noi siamo in attesa, e come vede ancora riesco a ragionare, ma preferirei anticipare di 1 anno la mia uscita dalla scuola (sono al 42 anno a luglio, mi mancherebbe solo 1 meso a dicembre); quindi per assurdo, anch'io penalizzato, nel mentre sto per concludere questa vergognosa scelta di penalizzare i lavoratori per non toccare i ricchi, le banche e gli speculatori, la invito a risolvere per primo i problemi di coloro che sarebbero ancor più penalizzate di me. Ecco questo è l'atto più giusto che dovrebbe fare, difenda le donne! Non lo dico in modo strumentale, ma con convinzione.

  4. admin ha detto:

    Parliamo di sindacati e di appoggi alle lotte.
    Molti di voi sono iscritti a sindacati, che vi ciucciano le tessere e poi i vostri dirigenti decidono nel segreto delle loro stanze, tenendo conto degli equilibri politici (Cgil con PD, Cisl con PD e PDL,Uil ruota di scorta) e non sempre seguendo le indicazioni dei loro iscritti e delle loro esigenze.
    Noi, come Cobas,(Franco, Francesco, Venere, Anna Grazia,…) quando i lavoratori hanno qualche problema, noi e i lavoratori, lo affrontiamo insieme, ne discutiamo, valutiamo le forze, organizziamo le iniziative, discutendo ogni volta come proseguire, ma noi siamo dentro il problema come lavoratori, non siamo dirigenti distaccati, noi, siamo lavoratori, noi siamo parte di Quota96, se poi abbiamo anche responsabilità all’interno dei Cobas, può solo servire per coinvolgere gli altri Cobas a darci una mano.
    Se le lotte e le iniziative nascono dai lavoratori, noi siamo dentro queste lotte, siamo con gli inidonei, in quanto abbiamo iscritti Cobas, siamo cpn gli ex-Lsu, in quanto abbiamo iscritti, siamo con i precari, in quanto abbiamo precari Cobas, siamo in Q96 perchè siamo Cobas quota96.
    Poi discutiamo e organizziamo iniziative di largo respiro a livello internazionale con i movimenti antiglobalizzazione e il liberismo, a livello nazionale per la scuola pubblica, per il diritto alla salute,….
    I Cobas sono parte di Q96, non sono sindacati esterni a cui rivolgersi per trovare appoggi.
    Per questo c’è questo divario tra le nostre proposte e iniziative che abbiamo indetto e organizzato e quello che propongono gli altri, petizioni al PD, ai sindacati complici, alla stampa.
    E senza rendervi conto anche voi siete “Cobas”, in quanto Cobas significa autoorganizzazione e i Q96 si sono autoorganizzati, hanno elaborato proposte, fuori dai loro sindacati, anche se poi per il ricorso si sono rivolti alla UIL per la maggior parte.
    Vorrei poter concludere benvenuti tra noi Cobas, solo che noi abbiamo una visione più articolata, più politica che tende ad organizzare i lavoratori e che non si chiudano nel loro particolare, come per 2 anni ha fatto il comitato civico, pensando che se il problema rimaneva chiuso nei 4 mila vi era maggior possibilità di vincere.
    Qualche volta voler escludere gli altri può risultare vittorioso, ma spesso si perde.
    Da mesi lo ripeto, le sedi Cobas sono aperte a tutti i lavoratori che vogliano fare iniziative più efficaci, non escludendo iniziative di pressione e di appoggio alle forze disponibili.
    I Cobas nel loro piccolo possono risultare vincenti (inidonei, lsu…) proprio perchè sono i lavoratori che si spendono nelle iniziative, mentre i grandi devono rispettare o loro equilibri tra correnti e non possono disturbare il manovratore.
    Quanti scioperi hanno indetto in questo ventennio di Berlusconi, Cisl e Uil, Cgil, hanno subito il taglio degli organici, il blocco dei contratti, la riforma delle pensioni, la riforma Gelmini,…. Dire che sono stati inetti è poco, forse erano anche d’accordo.
    Per voi è difficile abbandonare i sindacati con cui avete lottato e siete invecchiati, crescendo e maturando anche politicamente.
    I vecchi amori non si scordano, ma qualche volta il tempo fa svanire le illusioni.
    Domani riprenderemo le valutazioni sul che fare.

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