NUMERI:TRENI

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NUMERI:TRENI

09/07/2012 Lavoro Notizie Politica 0
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I tempi degli uomini non rispettano sempre la natura e questo fa parte della storia degli uomini, ma quando agli interessi delle persone si antepone la convenienza economica significa che non si rispettano i diritti dell’uomo.

I treni sono stati il veicolo della modernità, ma anche i mezzi di trasporto dell’emigrazione.

Nel tempo sono state abbandonate le carrozze di legno (terza classe) per essere sostituite da carrozze più comode, i treni non sempre erano in orario e non sempre puliti, ma per anni hanno rappresentato il mezzo più usato per unire l’Italia, dal Nord al Sud, il mezzo per il trasporto dei lavoratori, ma anche quello per riunificare parenti lontani, durante le feste e d’estate.

L’Italia, in questi anni è cambiata, ormai il Nord non rappresenta più il luogo dove trovare lavoro, vi è stata la deindustrializzazione, il trasferimento di molti settori all’estero e la disoccupazione si è diffusa anche al Nord, anche se al Sud ormai il lavoro è una chimera per giovani o meno giovani.

Il treno non serve più, ormai i viaggi in aereo sono utilizzati da molti, in quanto i costi sono comparabili a quello dei treni.

Negli anni intorno al 1970, per molti del Sud, il viaggio era un’odissea, i treni si fermavano a Roma e occorreva cambiare per raggiungere il Nord, ma normalmente vi erano molte stazioni nei paesi d’origine.

Successivamente si raggiungeva il Nord senza fermate intermedie, un grande vantaggio sia per giovani che per vecchi, ma non sono passati molti anni e le stazioni sono state chiuse e passando con il treno spesso si vede un deserto di locali abbandonati.

Del trasporto locale è meglio non parlare, ma adesso anche i treni a lunga percorrenza sono stati tagliati, arrivare al proprio paese è diventato un azzardo per trovare le 4 o 5 coincidenze necessarie per arrivare a destinazione, spesso dovendo anche finire su un autobus per poter proseguire.

L’Italia della fascia ionica è orami esclusa dal traffico dei treni a lunga percorrenza, il viaggio termina a Bari, se tutto va bene. Non solo i calabresi, ma anche molti pugliesi debbono accontentarsi o degli autobus o trovare le giuste coincidenze.

E’ vero se vuoi arrivare veloce, ci sono i treni ad alta velocità, ma si fermano al massimo a Napoli, quando non termina a Roma, in ogni caso per proseguire devi cambiare e poi cambiare ancora se vuoi arrivare sulla parte ionica.

Peggio degli anni ’70 del secolo scorso, adesso dalle tue parti il treno non parte e non cambi una volta sola a Roma e poi arrivi alla stazione della grande città del Nord, adesso prima ti sposti con l’autobus fino a Bari e poi trovi il treno che ti porta al Nord, se sei pugliese, se invece sei calabrese, con un po’ di cambi ti sposti sulla fascia tirrenica in tre stazioni principali e poi arrivi a Torino.

Meraviglie della modernità, treni veloci per gli uomini d’affari, che non possono perdere tempo e a Roma occorre arrivare velocemente dalle grandi città del Nord, treni malfunzionanti per i pendolari che tutte le mattine vanno al lavoro, qualche treno per quelli del Sud.

Non ultimo i viaggi sono garantiti da due diverse aziende, le vecchie ferrovie privatizzate e un’altra azienda, con capitali di “grandi” imprenditori e vi è un’altra che ancora fa viaggiare di notte per avvicinarsi al Sud, i prezzi sono aumentati e i signori viaggiano in carrozze super accessoriate.

Mio padre mi raccontò di un vecchio barone di un paese della Calabria (Caulonia) che aveva le sue carrozze alla stazione e quando decideva di andare a Roma le agganciava ai treni delle ferrovie statali.

Adesso le carrozze per i signori le paga chi paga le tasse.

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